Il giovane Ugo Rosiello fu l'autore nel 1926 della statua rappresentante un fante e posta dinanzi al Sacrario nel Cimitero del capoluogo che conserva le spoglie di diversi soldati caduti nella Prima Guerra Mondiale

Il giovane Ugo Rosiello fu l'autore nel 1926 della statua rappresentante un fante e posta dinanzi al Sacrario nel Cimitero del capoluogo che conserva le spoglie di diversi soldati caduti nella Prima Guerra Mondiale

La cappella funeraria fu progettata dall'ingegnere Tommaso Bruno. L'opera fu inaugurata il 24 maggio del 1922 alla presenza del principe di Piemonte, Umberto Il di Savoia, allora appena diciottenne. Si trattava di un'opera di non felice ispirazione e forse fu per questo motivo che, qualche anno dopo, si decise di collocare sullo stilobate antistante una statua in bronzo

Proseguiamo questo viaggio tra i bronzi beneventani facendo una visita al cimitero.
In effetti, i camposanti sono sempre stati piccoli, o grandi, musei di sculture.
Da tempi immemori, la scultura e la tomba sono due concetti che hanno sempre camminato di pari passo.
Il cimitero di Benevento, rispetto ad altri più monumentali, non presenta un vasto patrimonio di sculture.
Tra esse, però, va segnalata almeno una, significativa per diversi aspetti.
Si tratta della statua del Fante (nella foto di apertura), realizzata nel 1926 da Ugo Rosiello.
Fu realizzata per essere collocata davanti al Sacrario che conservava le spoglie di diversi soldati caduti nella Prima Guerra Mondiale.
Benevento, benché lontana dai fronti in cui si combatté la Prima Guerra Mondiale, partecipò a questo evento con un ruolo attivo.
In città sorse, infatti, ad opera del celebre clinico di Faicchio, Giovanni Pascale, l'Ospedale Territoriale di Riserva, che fu collocato nel Monastero delle Orsoline, e vide la partecipazione efficace della Croce Rossa la cui sezione locale era diretta dal noto medico Stanislao Zazo.
L'Ospedale fu attivo tra il 2 settembre 1915 e il 7 gennaio 1919.
In questo periodo vi furono ricoverati 5.198 persone tra soldati ed ufficiali.
Non tutti guarirono dalle ferite riportate in guerra e molti di essi trovarono sepoltura nella nostra città.
Si decise così di realizzare un Ossario nel Cimitero comunale.
La cappella funeraria (nella prima foto in basso) fu progettata dall'ingegnere Tommaso Bruno.
L'opera fu inaugurata il 24 maggio del 1922 alla presenza del principe di Piemonte, Umberto Il di Savoia, allora appena diciottenne.
Per la verità, si trattava di un’opera di non felice ispirazione e forse fu per questo motivo che, qualche anno dopo, si decise di collocare sullo stilobate antistante una statua in bronzo.
Fu scelto un giovane artista, Ugo Rosiello, nato a Benevento nel 1900.
In effetti, di questo artista beneventano sono talmente scarse le notizie, o le fonti consultabili, che non è stato possibile reperire neppure una sua foto.
Le uniche notizie biografiche sono state fornite da Lamberto Ingaldi nel primo volume del suo "Beneventani in 150 biografie".
Da lui apprendiamo che, in effetti, Ugo Rosiello, andò presto via dall'Italia, nel 1931, per trasferirsi in Francia, dove ha operato per i successivi cinquant'anni.
Morì infatti nel 1983, a Parigi, all'età di ottantatré anni.
Rimane tuttavia un mistero cosa abbia realizzato in Francia, in qualità di artista.
Concentriamoci quindi sulle sue opere beneventane, di cui abbiamo notizie certe.
La scultura del fante, realizzata per il Cimitero di Benevento, fu poi replicata per realizzare anche il monumento ai caduti di San Giovanni di Ceppaloni.
In una foto d’epoca, che alleghiamo (è la quarta in basso), si può notare il grande concorso di pubblico che ci fu alla cerimonia inaugurale.
Non fu l'unico monumento ai caduti da lui realizzato.
Ne realizzò altri per Montefalcone Valfortore e per Squillani in provincia di Avellino.
Anche in questi casi, è l’immagine del soldato-fante a predominare nella composizione del monumento.
Ovviamente partecipò anche al concorso per il monumento ai caduti bandito dal Comune di Benevento nel 1924.
Come già raccontato in un precedente articolo, la vittoria fu assegnata allo scultore romano Publio Morbiducci, che realizzò il monumento che attualmente si trova tra la Rocca dei Rettori e la Villa Comunale.
Ma la vera sorpresa è la sua prima opera, realizzata a poco più di vent'anni.
Un'opera che proprio non ti aspetti: La statua della Madonna delle Grazie (nella terza foto in basso), collocata nella nicchia in alto nel timpano della basilica a viale San Lorenzo.
Non è un'opera in bronzo.
Collocata così in alto, non mi è stato mai possibile esaminarla da vicino, ma credo sia realizzata in cemento e scagliola.
Questa statua, sempre illuminata, è quasi un faro nella notte beneventana, fissando una coordinata visiva percepibile da quasi ogni angolo della città.
Queste sono le opere che realizzò in quel decennio beneventano, tra il 1921 e il 1931, prima del suo trasferimento in Francia. Ma poi, inaspettatamente ne troviamo un’altra, realizzata in un tempo molto diverso.
Nel 1955 fu invitato dal fratello Cosimo a ritornare a Benevento.
Era morta sua figlia Antonietta.
In questa occasione, Ugo Rosiello realizzò, sempre in bronzo, la decorazione della tomba della nipote (nella seconda foto in basso).
Si trova sul vialetto principale, sulla sinistra, appena dietro il piccolo obelisco che ricorda i martiri di Francavilla.
Si tratta di un'opera di profonda ispirazione e di squisita fattura, forse tra i bronzi beneventani, fin qui esaminati, il più emozionante.

Argomenti