Il 26 luglio, giorno in cui si eleggerà il presidente della Provincia, è la festa liturgica di Sant'Anna, mamma della Vergine. Tra i presunti suoi miracoli vi è quel "lumino" che è rimasto acceso, accanto alla bara per anni, nonostante l'assenza d'aria

Il 26 luglio, giorno in cui si eleggerà il presidente della Provincia, è la festa liturgica di Sant'Anna, mamma della Vergine. Tra i presunti suoi miracoli vi è quel "lumino" che è rimasto acceso, accanto alla bara per anni, nonostante l'assenza d'aria

Quella lucina della politica a Mastella serve che resti accesa. Lombardi appare favorito ma c'è l'incognita del Pd e dei suoi cinque consiglieri a Palazzo Mosti. Se quel lumino si vuole spegnere questo è il momento irripetibile magari... "turandosi il naso"

La data del 26 luglio, giorno in cui si celebra la festa liturgica di Sant'Anna, mamma della Vergine, è in qualche modo rappresentativa, senza voler essere irriverenti, del momento politico che la provincia sannita si appresta a vivere e diciamo perché.
E' il giorno in cui si eleggerà il nuovo presidente della Provincia e si dovrà scegliere tra l'uscente Nino Lombardi (nella foto è a sinistra ed a destra è Mastella), sostenuto, ufficialmente, solo dai mastelliani, niente campo largo né ristretto e Claudio Cataudo, candidato del Centrodestra, diciamo così.
Bene, quel giorno rappresenta per Mastella il punto di snodo di una egemonia politica sul territorio sannita che dura oramai da dieci anni ed il leader di "Noi di Centro" è convinto che la lucina non si spegnerà ancora e che riuscirà a far eleggere il suo Lombardi.
Dunque, e qui l'associazione, forzata ci mancherebbe, con la festività di Sant'Anna.
Tra i presunti miracoli fatti dalla mamma della Madonna, vi sia stato quel "lumino" che è rimasto acceso, accanto alla bara di cipresso per anni, nonostante l'assenza di aria.
E quel lumino della politica a Mastella serve che resti acceso, nonostante tutto...
Fulvio Martusciello e Francesco Maria Rubano hanno sottolineato come Roberto Fico, presidente della Regione e Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli, abbiano fatto flop.
Infatti, scrivono i due, a Benevento non presentano un loro candidato.
Il tanto sbandierato campo largo, che si ritroverà nei prossimi giorni a Napoli, non è stato capace di trovare le firme per esprimere una candidatura alternativa a quella mastelliana che rappresentasse il proprio elettorato. Il campo largo a Benevento si è ristretto fino all’estinzione, concludono Martusciello e Rubano.
In effetti così ed è il più autorevole partito sannita del Campo Largo, mai avviato e mai nato, si chiama Partito Democratico che senza un suo punto di riferimento, rappresentato neanche da un candidato di bandiera come si suol dire, non ha ancora deciso che fare.
I voti dei cinque consiglieri comunali del Pd a Palazzo Mosti, voti pesanti nella conta del voto ponderato, non sono ancora orientati con certezza sul da farsi.
Si attende che il direttivo provinciale, che ancora non si riunisce e per il quale non c'è ancora una data, dia una qualche indicazione. In mancanza la discussione si aprirà nel direttivo cittadino.
Comunque sia, qualsiasi decisione sarà presa, sarà resa pubblica e non ci saranno nascondimenti nell'anonimato (che sarebbe il guaio peggiore).
Allo stato due consiglieri ragionano sulla possibilità di non recarsi proprio alle urne.
In questo modo ogni illazione, ogni ipotesi di un voto dato a questo o a quell'altro, sarebbe scongiurata. Posizione chiara.
Dei rimanenti tre, due sembrerebbero orientati a sostenere Cataudo e un terzo a sostenere Lombardi.
Non si conosce l'orientamento degli altri due consiglieri di opposizione, Angelo Moretti e Giovanna Megna così come non si sono espressi i due consiglieri socialisti, Luigi Diego Perifano ed Angelo Miceli. Potrebbero anch'essi propendere per il non voto.
Vincenzo Sguera potrebbe dare invece il suo voto a Cataudo.
Ma ovviamente, se si volesse decidere di fermare, come spesso si dice ma senza far seguire alle dichiarazioni, che non costano nulla, azioni concrete, l'era mastelliana, questo è il momento irripetibile e quindi i voti dovrebbero confluire tutti su Claudio Cataudo (che in definitiva non ci pare essere un estremista di Destra...), turandosi il naso e votandolo.
Se così non sarà la sfida resta aperta con un buon margine di vittoria assegnabile a Nino Lombardi che raccoglierebbe voti anche al di fuori del suo partito.
Nei prossimi giorni qualche segnale più concreto, dovrebbe farci capire meglio l'aria che tira e se quel "lumino" cui si affida Mastella, continuerà ad ardere...

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