Il 1° luglio del 1950, nella giornata statisticamente più calda per Benevento, ci fu la prima visita di un presidente della Repubblica. Si trattò del liberale Luigi Einaudi a cui, alla veneranda età di 76 anni, si fece inaugurare di tutto...

Toccò per prima alla II Fiera di Benevento a piazza Risorgimento e che non avrebbe visto altre edizioni. Poi si passò agli stand di varie industrie locali tra cui la falegnameria di Domenico Russo e la Strega Alberti. Con il capo dello Stato un giovane trentenne, Giulio Andreotti. GUARDA TUTTO IL VASTO CORREDO FOTOGRAFICO

Benevento, in questi ottant'anni di Repubblica, ha ricevuto diverse volte la visita di qualche presidente.
Molti ricorderanno quelle di Saragat, di Scalfaro o di Ciampi.
Ma la prima risale più indietro nel tempo, esattamente al 1950 e l'allora presidente in carica era Luigi Einaudi.
Venne a Benevento perché invitato a presenziare a diverse inaugurazioni, in primis quella della seconda Fiera di Benevento.
Il presidente giunse a Benevento con la storica Fiat Torpedo 2800, che era già stata di proprietà di Vittorio Emanuele III.
Questa storica berlina decappottabile è ancora in uso al Quirinale e qualche volta viene utilizzata per qualche manifestazione particolare di alto significato simbolico.
Per la verità il presidente fece un più comodo viaggio in treno, ma alla Stazione di Benevento trovò l'auto presidenziale ad attenderlo che, da Roma, aveva viaggiato con il solo autista.
Ad accogliere Einaudi in città c'era il sindaco di allora: Vincenzo Cardone.
Per stile e portamento, Cardone, era chiamato il principe di Benevento.
Ma non era certo da solo ad attendere il presidente, la compagine parlamentare sannita era al completo.
C'erano Giovan Battista Bosco Lucarelli e Fiorentino Sullo, insieme a tanti altri.
Ma è soprattutto da ricordare Raffaele De Caro, liberale come il presidente Einaudi, che con lui e Benedetto Croce fu tra i rifondatori nel 1943, il Partito Liberale Italiano (Pli), oggi non più esistente.
Il presidente viaggiava con la compagnia di un seguito politico che comprendeva anche un trentenne chiamato Giulio Andreotti, che poi gli italiani avrebbero imparato a conoscere meglio negli anni successivi.
La visita del presidente Einaudi e del suo seguito, avvenne il 1° luglio del 1950 e sicuramente faceva un caldo insopportabile.
Il 1° luglio, a Benevento, statisticamente abbiamo la giornata più calda dell’anno.
Al povero Einaudi, che a quella data aveva già la veneranda età di 76 anni, gli fecero inaugurare di tutto.
Andiamo in ordine.
La prima inaugurazione fu quella della II Fiera di Benevento.
Fu la seconda ma anche ultima, delle fiere.
Si teneva a piazza Risorgimento, coinvolgendo gli ambienti degli edifici scolastici circostanti dal Liceo Classico "Giannone" alla scuola media "Mazzini", ma anche alcuni ambienti della Camera di Commercio.
A Einaudi toccò inaugurare, in particolare, gli stand delle industrie locali, tra i quali primeggiavano quelli della falegnameria di Domenico Russo e la Strega di Alberti.
Sempre nell'ambito della fiera, al presidente toccò anche inaugurare il monumento a Leonardo Bianchi, realizzato dallo scultore Michelangelo Parlato.
E' il monumento che oggi si trova su via Tonina Ferrelli e che guarda verso il viale degli Atlantici.
In origine era stato collocato al centro di piazza Risorgimento e vi rimase per diversi anni, prima di essere traslocato nell'attuale posizione. Leonardo Bianchi, per chi non lo ricordasse, era stato un celebre medico psichiatra, originario di San Bartolomeo in Galdo, che aveva avuto anche una fortunata carriera politica. Nel 1905 era stato ministro della Pubblica Istruzione.
L'inaugurazione più simbolica della giornata, affidata sempre al presidente Einaudi, avvenne qualche ora dopo: La posa della prima pietra della ricostruzione del Duomo, crollato con i bombardamenti del 1943.
Alla ricostruzione della Cattedrale si giunse dopo un concorso di architettura.
Sul palco d'onore, nell'area del Duomo, vediamo il presidente con il sindaco Cardone e con l'arcivescovo Mancinelli.
Ma erano presenti anche gli onorevoli Bosco Lucarelli, Raffaele De Caro e Fiorentino Sullo.
Tra gli altri c’era anche l'immancabile frate francescano padre Gabriele Terone, il prefetto De Sena e vari altri esponenti della società civile del tempo. Sempre sul palco era anche esposto il disegno prospettico del nuovo Duomo, in base al progetto dell’architetto romano Paolo Rossi de Paoli.
Successivamente il presidente fu accompagnato a visitare il Teatro Romano, che all'epoca ancora era in fase di restauro, il Museo del Sannio e quindi Palazzo Paolo V.
Fu una giornata lunga e memorabile, quel 1° luglio del 1950.
Per Benevento era effettivamente l'alba di una nuova rinascita, dopo i disastri causati dalla guerra e dall'alluvione dell’anno precedente.
L'alba di una ricostruzione urbana che, dopo settant’anni, strano a dirsi, ancora non giunge a conclusione.

Argomenti