I sindaci si oppongono al processo di centralizzazione coatta imposto dall'Ente Idrico Campano e rivendicano con forza l'autonomia gestionale dei singoli territori

I sindaci si oppongono al processo di centralizzazione coatta imposto dall'Ente Idrico Campano e rivendicano con forza l'autonomia gestionale dei singoli territori

E' stato affermato nel corso di un vertice straordinario tenuto nella sala consiliare del Comune di Fragneto Monforte a cui hanno partecipato i rappresentanti di ben 11 Comuni

Si è tenuto nell'Aula consiliare del Comune di Fragneto Monforte, un vertice straordinario che ha visto la partecipazione dei sindaci e degli amministratori locali del territorio sannita.
I Comuni presenti sono stati: Fragneto Monforte, Sassinoro, Circello, San Lupo, Fragneto l'Abate, Baselice, San Marco dei Cavoti, Castelvetere in Val Fortore, Pietraroja, San Giorgio la Molara e Casalduni.
"Un incontro cruciale - si legge nella nota inviata alla Stampa - che ha unito una fazione compatta e determinata.
La totalità dei Comuni riunitisi condivide l'attuale gestione autonoma e diretta della propria risorsa idrica.
L'obiettivo del tavolo istituzionale è stato quello di tracciare una linea comune, ferma e intransigente, per opporsi al processo di centralizzazione coatta imposto dall'Ente Idrico Campano (Eic) e rivendicare con forza l'autonomia gestionale dei singoli territori.
Una posizione che non nasce oggi.
Già nel 2022 i Comuni avevano manifestato la propria contrarietà al percorso di accentramento della gestione idrica, chiedendo che venissero riconosciute e tutelate le esperienze locali caratterizzate da autonomia, efficienza e radicamento territoriale.
L'iniziativa assunta, rappresenta pertanto la prosecuzione di una posizione già espressa negli anni scorsi e che gli amministratori intendono ribadire alla luce dei più recenti sviluppi.
Le amministrazioni presenti rappresentano modelli virtuosi che, spesso da quasi un secolo (come nel caso del Consorzio Acquedotto Fragneto Monforte e Fragneto l'Abate), curano le reti idriche e le sorgenti locali con efficienza, bilanci in ordine e tariffe eque per i cittadini.
Interventi di ripristino tempestivi personale qualificato, cura delle reti e continui ammodernamenti sulle stesse hanno, ad esempio, consentito di passare l’ultima torrida stagione estiva senza alcun disagio per i cittadini a differenza di quanto avviene con drammatica sistematicità per quelle utenze e per quei paesi serviti (sic!) dai grossi gestori.
Per questo motivo, l'assemblea ha respinto all'unanimità i tentativi di assorbimento forzato dei servizi nella società mista Sannio Acque, giudicando i provvedimenti di diniego alla salvaguardia emanati dall'Eic, verso alcuni degli Enti presenti al tavolo, come un attacco diretto alla sussidiarietà e alla democrazia locale.
A pesare sul tavolo della discussione sono state anche le gravi perplessità economico-finanziarie già sollevate dalla Corte dei Conti sul modello societario centralizzato, che rischia di tradursi in un drastico aumento delle bollette per le famiglie e in una perdita di controllo sulle sorgenti interne a favore di logiche privatistiche.
Le deliberazioni urgenti approvate dal fronte dei Comuni Autonomi: Costituzione del Coordinamento dei Comuni Sanniti a Gestione Autonoma: un organo permanente per fare massa critica e difendere i requisiti storici, tecnici e normativi che legittimano l'autonomia.
Azione legale coordinata e ricorsi al Tar con impugnazione sistematica di tutti gli atti di diniego dell'Eic, per vie singole o associate, a tutela dei diritti di salvaguardia previsti dalla legge.
Diffida e istanza di sospensione all'Eic. Richiesta formale di congelare i passaggi di consegna e gli affidamenti, alla luce delle criticità strutturali e della mancanza di un Piano Economico Finanziario asseverato e sostenibile per il super-gestore.
Mobilitazione e coinvolgimento dei cittadini. Una campagna informativa capillare per spiegare alle comunità locali che difendere l'autonomia idrica significa difendere l'acqua come bene comune e la sovranità sul proprio territorio".
"Siamo Comuni che gestiscono l'acqua da soli e lo fanno bene, con responsabilità e vicinanza ai bisogni della gente", hanno dichiarato i sindaci al termine del vertice.
"Non permetteremo che un'impostazione centralizzatrice e burocratica smantelli le nostre gestioni virtuose, costruite negli anni con investimenti pubblici, reti, sorgenti, pozzi e depuratori comunali, per favorire aggregazioni societarie che presentano ancora elementi da chiarire.
La nostra autonomia è un diritto dei nostri cittadini, significa tutela dell’acqua e del patrimonio delle nostre comunità e la difenderemo in ogni sede istituzionale e giudiziaria competente".
Gli amministratori hanno infine ribadito la disponibilità ad un confronto immediato con Regione Campania ed Ente Idrico Campano, chiedendo l'apertura di un tavolo istituzionale.
La tutela dell'acqua pubblica, del patrimonio comunale e degli interessi dei cittadini rappresenta l'obiettivo comune delle amministrazioni riuniti.