Giovanna Megna per l'opposizione augura a Mastella di superare egregiamente le sue preoccupazioni per lo stato di salute. La vogliamo forte, sindaco e le auguriamo di superare questo brutto momento in maniera serena
La tensione venutasi a creare ieri nella Basilica della Madonna delle Grazie allorquando il sindaco Clemente Mastella (nella foto di apertura è con il dirigente alle Opere Pubbliche, Antonio Iadicicco) ha ufficializzato di essere affetto da una malattia seria dalla quale ha detto di sperare di farcela (sugli organi di stampa è poi uscito un po' di tutto anche frasi e parole che Mastella non ha mai detto in quella sede ndr), è completamente calata nel corso del Consiglio comunale di stamane anzi, il sindaco ha cercato anche in qualche modo non di sminuire, perché il fatto resta, ma di dargli un diverso taglio vista anche la grande eco che l'affermazione ha avuto sugli organi di informazione anche nazionali, quasi che si fosse alla fase finale di un qualcosa che invece non ci pare potrebbe essere e che appare viceversa possa essere gestibile.
Non ne parliamo la cattiveria con la quale questo annuncio è stato colto dai social ed anche da soloni nostrani che hanno associato il fatto narrato alla necessità di uscire dall'angolo in cui i fatti giudiziari di Provincia e Comune lo hanno oggettivamente messo e di tornare a lucrare consenso politico ed elettorale.
Noi siamo della opinione che sia vero esattamente il contrario.
Un leader debole, descritto ad un passo dal ritorno alla casa del Padre, il consenso ed i voti riteniamo li perda e non li acquisti.
Nella cattiveria e nell'egoismo di chi esercita la politica o che di essa si usi ed abusi per fatti personali e di bottega, non ci si mette e non si dà futuro a chi non ha più prospettiva di poterci fare il favore, di poterci raccomandare, di poterci, insomma favorire.
Si va oltre e si abbandona al suo destino il "morituro" per trovarsi un nuovo punto di riferimento politico.
Punti di vista, certo, ma espressi senza sicumera e soprattutto con ragionamento oggettivo e senza cattiveria.
Tornando al Consiglio, nonostante ci fossero solo due punti all'ordine del giorno (in realtà solo uno ha richiesto tutto il tempo) la pubblica Assise è terminata intorno alle 12.30 dopo che i primi 45 minuti, parenti ad un'ora, sono stati persi, rispetto all'orario fissato per l'inizio dei lavori che era le 9.30, solo per chiamare l'appello a cui hanno risposto in 26, su 33.
Assenti Raffaele De Longis, Enzo Lauro, Angelo Miceli, Angelo Moretti, Luigia Piccaluga, Annalisa Tomaciello e Marialetizia Varricchio.
E' stato il presidente del Consiglio, Renato Parente, ad aprire i lavori rivolgendo un benvenuto al segretario generale Maria Luisa Dovetto (nell'ultima foto in basso), volto noto a noi giornalisti avendo esercitato questa funzione alla Provincia per alcuni anni e che oggi sostituisce il suo collega Riccardo Feola incappato in una grave vicenda giudiziaria che lo ha privato, in questa prima fase, della capacità di esercitare i pubblici uffici per un anno.
Poi è toccato a Giovanna Megna prendere la parola per presentare un suo preliminare su un atto del precedente Consiglio.
Megna si è però prima augurata che il sindaco possa superare questo brutto momento della sua vita quanto a problematiche sulla salute e per quanto possibile farlo in maniera serena.
La vogliamo forte sindaco, ha detto Megna con Mastella che osservava emozionato e compiaciuto forse addirittura non aspettandosi un gesto del genere da un consigliere d'opposizione sempre estremamente battagliero nei suoi confronti e della sua Amministrazione.
Ma Megna ha fatto bene a farlo.
Un po' di umanità e di umanesimo tra queste mura, non guasta mai.
In una società che ci vuole sempre competitivi e forti, ha proseguito Megna, come uomo di potere lei si è mostrato fragile e questo va oltre la questione umana.
Con questo suo gesto e con le sue parole sta dando dignità a tante persone e sta sdoganando la fragilità.
Lo sta facendo per tutti quelli che fragili lo sono.
E' questo un grande passo in avanti dal punto di vista culturale, ha concluso sull'argomento Giovanna Megna ricavandone l'applauso di tutti i consiglieri presenti, maggioranza ed opposizione.
Poi ha indossato nuovamente la casacca di esponente dell'opposizione ed ha contestato la votazione dell'ultimo punto all'ordine del giorno della passata seduta.
Al punto dodici, ha detto Megna, relativo al consenso sull'accertamento della violenza sessuale, è stato verificato il numero legale prima della votazione. Presenti giusto in 17, tanti quanti ne occorrevano come minimo allo scopo.
Alla votazione della delibera (che è stata bocciata ndr) hanno partecipato però in 13 e quindi è venuto meno il numero legale essendo il momento della votazione equiparato alla certificazione del numero legale necessario per tenere aperta la seduta.
E dunque, ha concluso Megna, la delibera va votata nuovamente oggi, che è la prima seduta utile.
A questo punto è intervenuto il sindaco Mastella che ha ringraziato per le parole espresse in questo momento un po' particolare.
La frase che ho detto e l'annuncio che ho fatto, ha avuto una risonanza mediatica cui non pensavo.
Era però anche l’ultimo atto della consiliatura e l'ultima volta della mia presenza nella Basilica nella qualità di sindaco.
Quando ho fatto riferimento ai fragili, volevo esprimere la mia vicinanza a loro.
Ho detto di pregare per me e per quelli che stanno peggio di me.
Mi ha salvato la fede anche nella vicenda giudiziaria che mi vide incolpevole protagonista anni fa. Per il resto sono un peccatore come gli altri.
Poi riprendendo il suo piglio di condottiero politico ha detto che le polemiche seguite, non procurano nessun problema politico che come qualcuno ha paventato dicendo che ora non si sa più se Mastella farà il campo largo.
Voglio al riguardo assicurare tutti, ha detto con ironia il sindaco. Certamente non sarà un campo libero. Io andrò comunque avanti.
Chiusa questa parentesi, sulla questione del numero legale sollevata da Megna, il presidente Parente ha detto che il nuovo segretario comunale studierà la pratica ed il caso e farà sapere.
Si è passati quindi al primo punto posto all'ordine del giorno: "Servizio Idrico Integrato Ambito Distrettuale Sannita.
Azioni propedeutiche alla costituzione della Società Sannio Acque".
La parola è stata chiesta da Francesco Farese che ha presentato una pregiudiziale che in pratica chiedeva il rinvio dell'argomento per adeguare lo Statuto alle determinazioni della Corte dei Conti, una pregiudiziale, ha detto Farese, con motivazioni tecniche e politiche anche perché ci sono difformità tra gli atti di indirizzo dell'Ente Idrico Campano (Eic) e la strada che si sta imboccando adesso.
La frammentazione delle quote di capitale sottoscritte dai tanti enti pubblici aderenti alle società i 78 Comuni del Sannio, tutti con piccole e piccolissime quote fino ad arrivare al 55% del capitale medesimo, non favorisce un reale controllo pubblico sulla società visto poi che l’adesione va fatta da ogni singolo comune e non costituisce nemmeno un controllo contabile e quindi sulla esposizione finanziaria dei singoli Municipi.
Da qui i rilievi della Corte dei Conti.
E' dunque utile, ha concluso Farese, riscrivere lo Statuto, far aderire tutti in un nuovo soggetto pubblico per modo che possa essere quest'ultimo a rappresentare veramente quel 55% di capitale pubblico rispetto al 45% assegnato al privato. Dovrà essere questo nuovo soggetto ad aderire a Sannio Acque e quindi ad esprimere ogni volta che occorre una sola linea di condotta, ha concluso Farese.
A prendere la parola è stato il sindaco Mastella che in maniera secca ha detto: Voteremo contro la pregiudiziale.
La linea politica espressa dalla Regione Campania ha finalmente dato la concessione ad una sola azienda, che è Acea.
Ritardare ancora? Non è possibile né auspicabile.
La Corte dei Conti è un organo consultivo e non sempre va osservato ciò che afferma.
La Gesesa è in grandi difficoltà e senza la sua proprietaria, Acea, che peraltro non è privata, non ce la farebbe.
Noi non siamo contrari per sfizio, ma solo perché rischiamo di restare fermi se non ci determiniamo.
Non c’è nessun comune che possa intervenire da solo ed oggi la parte pubblica è prevalente.
Che interesse abbiamo se non la qualità dell’acqua? Assieme a questa nuova gestione idrica è ora avviata anche la realizzazione del depuratore ed è la chiusura del cerchio.
Io non agisco come la scimmia.
Abbiamo ascoltato tutti ma poi ora basta e non possono essere certamente i pareri della Corte dei Conti giunti all’ultimo giorno a farci mutare opinione, ha concluso Mastella.
A questo punto la pregiudiziale è stata votata ed ha ottenuto 19 voti contrari e 9 favorevoli.
Quindi c'è stata la illustrazione dell'argomento da parte dell'assessore alle Opere Pubbliche, Mario Pasquariello, il quale si è affidato alla relazione del suo dirigente Antonio Iadicicco, presente in Aula, dopo aver precisato alcune inesattezze contenute nella proposta di deliberazione, inesattezze che lui aveva già evidenziato ma senza fortuna. Oggi si affida al segretario generale.
Non mi sono mai tirato indietro, ha detto Pasquariello, ma è giusto precisare (ed ha fatto il gesto come a dire: Coi tempi che corrono... ndr).
Pasquariello ha quindi fatto la storia di questa lunghissima vicenda i cui ritardi sono tutti attribuibili alla Regione Campania che sta gestendo la gestione dell'affidamento dal 2015 ad oggi.
Ci sarà per il Comune di Benevento la sottoscrizione di 114.603 euro di capitale pari a 2 euro per abitante.
Al termine della procedura, saranno dismesse le quote trattenute in Gesesa.
Vincenzo Sguera ha sottolineato che ci sono stati 2.500.000 euro di perdita che sono stati ripianati attraverso la riserva di patrimonio di Gesesa ma se in futuro si dovesse verificare i 6.500.000 già versati, dovranno essere rimborsati prioritariamente ad Acea, è scritto nella delibera della società.
Ad intervenire è stato a questo punto Luigi Diego Perifano che con un po' di sarcasmo ha fatto gli auguri di buon lavoro al segretario Dovetto aggiungendo anche di... buona fortuna.
Nessuno demonizza il sistema misto, pubblico privato, ha detto Perifano così come parimenti non verrebbe fatto se fosse direttamente pubblico anche perché non condivido che il pubblico faccia solo disastro.
Il difetto può stare anche nel manico, in cui gestisce la società, visto che Alto Calore per la prima volta ha chiuso il bilancio non in perdita.
Condivido ciò che ha detto il sindaco sulle condotte vetuste ma abbiamo perso l’occasione dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) proprio a causa e per colpa di questa stressantissima gestione della vicenda di affidamento della gara.
Senza il gestore unico non abbiamo potuto concorrere alla ripartizione dei fondi utili allo scopo.
Ci sono, infine, elementi critici nello Statuto concretizzati da un meccanismo che sapientemente ha smontato tutte le cautele e garanzie in sede di redazione dello Statuto medesimo.
Giovanna Megna nel prendere la parola ha parlato di una analisi puntuale, quella di Perifano e dei pregiudizi che vengono presentati prima della discussione.
Siamo andati avanti come i ciucci, con i paraocchi.
Per 40 volte abbiamo avuto qualcuno che ci ha detto come fare e cioè seguendo a-b e c e noi abbiamo fatto altro.
Anche questa delibera sarà restituita bocciata dalla Corte dei Conti.
Di fatto state consegnando la risorsa dell'oro blu in mano ai privati.
Fermatevi. Perderete tempo e soldi.
Ad intervenire è quindi stata Rosetta De Stasio che ha esordito dicendo che si è avuta l'impressione che il sindaco non abbia bene interpretato l'ordine del giorno. Non si discute più della prevalenza del pubblico sul privato, è cosa superata ma quello che è sostanziale è che la maggioranza è gstita dal privato.
Era indispensabile garantire che questo 55% fosse gestito effettivamente dal pubblico.
E’ condivisibile non dover perdere tempo, ma sarebbe opportuno proprio per questo fermarci adesso e riflettere sulla forma di gestione che vogliamo dare a questa società.
E' questo un invito intelligente, senza colore politico.
Giovanni Zanone, per la maggioranza, si è rifatto addirittura alla nascita della Beneventana Servizi con capitale prevalentemente privato questa nascita fu voluta dai socialisti, ha detto Zanone guardando a Perifano.
In verità questo lo diciamo noi, la Beneventana Servizi con il socialista Enzo La Brocca, nacque per una spartizione tra la Democrazia Cristiana ed i Socialisti.
Alla Dc interessava avere la presidenza dell'Azienda dei Trasporti e dei rifiuti e fu così che ebbe via libera a patto che l'Acquedotto Comunale si trasformasse in società per azioni e la cui presidenza fosse affidata ai socialisti.
Tutto qui.
Oggi la battaglia tra prevalenza di pubblico e privato è stata vinta da questa Amministrazione.
Non dimentichiamo il passato perché con esso di forma il futuro.
Farese è intervenuto nuovamente per affermare che il sindaco ha dato lettura diversa alla nostra richiesta.
Avete scelto il modello e va bene ma ora il socio pubblico deve essere uno solo.
Anche sui tempi, che dite non possono ssere ancora dilatati, non finisce qui la vicenda anche perché sapete bene che la Corte dei Conti esprimerà un parere parzialmente negativo e voi dovrete giustificare il vostro dissenso dal seguirlo con una nuova delibera.
E il Comune di Benevento dal notaio non ci potrà andare a sottoscrivere le quote sociali mentre potranno farlo solo Campoli del Monte Taburno, Solopaca e Campolattaro.
E’ vero che la Corte esprime parere consultivo, ma me ne guarderei beni dall'andare contro ad essi anche perché il rischio finanziario per ciascuno dei votanti, per la incontrollata garanzia finanziaria del socio pubblico, è alto.
Giovanni De Lorenzo ha voluto ricordare anche che quello che è successo dopo e con la nostra pregiudiziale, era volto a salvaguardare le dalle problematiche in atto.
Antonio Picariello ha parlato dei territori e le parti sociali sono intervenute a proposito. Lo scorso anno c'erano le autobotti per fare riserva di acqua e le mamme e le nonne dovevano recarsi presso di essere per recuperare l'acqua di cui si aveva bisogno.
Quindi si è rivolto con piglio a Megna appellandola come maleducata visto che lo interrompe continuamente.
Non lo faccia.
Noi dobbiamo garantire l’acqua alla comunità.
Megna riprendendo la parola ha detto a Picariello di non consentirgli di esprimersi in questo modo nei suoi confronti.
Non volevo interromperla ma mi deve spiegare perché questi esempi sessisti con le mamme e le nonne che devono andare a prendere l’acqua. Non è il sesso che determina questa azione.
Picariello di rimando ha detto che lezioni di sessismo non ne accetta da nessuno.
A concludere ha ripreso la parola l'assessore Pasquariello il quale ha ribadito che non intendiamo demonizzare il pubblico ed il sistema misto che invece migliora il servizio.
Senza il privato con il suo capitale e le sue conoscenze non andiamo da nessuna parte.
Peraltro è il dirigente dell'Ente Idrico Campano (Eic) che i rassicura sui punti importanti della procedura.
Peraltro anche i consiglieri del Pd nell’Eic sannita hanno votato a favore pur manifestando dissenso per questa procedura.
Alla fine la delibera è stata con 20 voti favorevoli e 9 contrari.
Il secondo ed ultimo punto all'ordine del giorno è stato "Prelevamento fondo di riserva. Comunicazioni".
L'assessore Giovanna Razzano ha detto che i prelievi effettuati sono stati di 30mila euro per ecologia; di 35mila euro per servizi cimiteriali e di 25mila euro sempre per ecologia ed ambiente.
Ora fondo riserva consta di 310mila euro.
Non essendoci stato bisogno di una votazione dell'atto, la seduta è stata chiusa alle 12.23.
Ci si rivedrà il prossimo 9 luglio per un Question Time.
A margine del Consiglilo questa la dichiarazione di Mastella.
All'indomani di ciò che ho detto, durante l'allocuzione alla Basilica della Madonna delle Grazie, circa il delicato momento di salute che sto vivendo, sono stato profondamente toccato dallo straordinario moto di affetto che mi è stato indirizzato.
Ringrazio i leader nazionali, i ministri, gli ex ministri tra cui i miei colleghi nelle diverse esperienze di Governo, personaggi del mondo della politica, dello spettacolo, dell'arte, dello sport.
Notevole è stato l'afflato di benevolenza che ho ricevuto dalla gente comune, dai beneventani e dai sanniti.
Stamane, durante il Consiglio comunale ho apprezzato le parole profonde arrivate dai banchi dell'opposizione e per l'applauso, sincero, che mi ha riservato l'Aula. Grazie a tutti, è un sostegno prezioso.