Erano tutt'altro che infondate le nostre indiscrezioni sulle dimissioni da presidente del Consiglio comunale da parte di Renato Parente. Non ci saremmo aspettati altro dalla persona che ci è parso di aver conosciuto in questi ultimi anni in quel ruolo
Erano tutt'altro che infondate le nostre indiscrezioni sulle dimissioni da presidente del Consiglio comunale da parte di Renato Parente.
Non ci saremmo aspettati altro dalla persona che ci è parso di aver conosciuto in questi ultimi anni in quel ruolo.
Nessuno, soprattutto della opposizione, ha mai avuto da ridire sulla gestione del suo alto scranno tranne quando doveva obbedire alle indicazioni, spesso errate, che gli provenivano dai vertici del suo partito e dal suo capo riconosciuto e indiscusso, Clemente Mastella.
E così è successo anche stavolta.
A stamattina le dimissioni del presidente del Consiglio comunale erano state poste sul tavolo così come correttamente avevamo scritto e si era fatto anche il nome di Giovanni Zanone quale suo sostituto, altro personaggio della politica stimato dai più.
Poi c'è stata una riunione di maggioranza che ha ribaltato tutto e Parente ha dovuto fare macchina indietro.
Non riteniamo sia stata una decisione saggia, in verità.
L'accusa mossa dai magistrati (non è un chiacchiericcio...), nei confronti di Parente, è grave e non sarà facile portare avanti la funzione di presidente del Consiglio con questo fardello e questo Parente lo aveva percepito e ne aveva preso le contromisure.
Senza quel ruolo la sua difesa sarebbe stata più agevole e l'incedere in questa consiliatura meno pesante facendo un passo di lato, ma si è scelto di perseguire gli effetti di un principio costituzionale, sacrosanto peraltro, cioè che nessuno è colpevole fino a sentenza passata in giudicato.
Si può consentire alla magistratura di decidere delle sorti di un Governo, di una Giunta, di un'Amministrazione locale?
Certamente no.
Ma le valutazioni cambiano e devono tenere conto del contesto, pur mantenendo le proprie convinzioni ed affermando le proprie verità.
Qui si è deciso di stabilire la intangibilità dell'Amministrazione Mastella fino alle prossime elezioni.
E' una scelta, questa, che va rispettata, ma che è sbagliata, secondo il nostro modesto giudizio.
Su questa delicata questione è giunto un comunicato da parte dell'Ufficio Stampa del Comune che fa la sintesi della riunione della maggioranza svoltasi a Palazzo Mosti nella tarda mattinata e della decisione assunta.
Eccolo.
“Gli ultimi sviluppi dell’inchiesta giudiziaria risalente al marzo scorso restituiscono un quadro puntuale della estraneità alle contestazioni dell'autorità inquirente da parte del sindaco e dell’intera Giunta municipale che non risulta attinta da alcun provvedimento d'indagine.
Tale notazione, per quanto scontata, deve essere evidenziata in un momento di evidente smarrimento dell’opinione pubblica cittadina.
Nessun consigliere di maggioranza risulta altresì coinvolto, ad eccezione del presidente del Consiglio comunale, il quale, per il rispetto e la sensibilità dovute alla maggioranza che lo ha eletto e all'istituzione, ha offerto, nelle more del chiarimento della propria posizione dinanzi alle autorità inquirenti, le proprie dimissioni dalla carica.
All'unanimità, sindaco, assessori e consiglieri hanno respinto sul piano politico le "dimissioni" del presidente del Consiglio comunale, nel rispetto della presunzione d'innocenza sancita dall'articolo 27 della Carta Costituzionale, e nelle more della definizione dell’attività di riscontro probatorio disposta dalla Procura della Repubblica, in quanto un avviso di garanzia non può essere piegato a condanna preventiva della persona sottoposta alle indagini che comunque faranno il loro corso nella fisiologica dialettica tra accusa e difesa.
Riaffermata l'assoluta estraneità del sindaco, dell'intera Giunta e dei componenti del Consiglio comunale rispetto a qualsiasi ipotesi d'illecito a qualunque titolo emergente anche dagli ultimi esiti delle indagini giudiziarie in corso, e fermo, altrettanto, per gli indagati, il principio di non colpevolezza fino a sentenza di condanna irrevocabile, si ribadisce la pienezza di fiducia nell’operato attento e rigoroso della magistratura e con il medesimo rigore si respinge con fermezza ogni altra ipotesi di accusa, illazione e offesa nei confronti degli amministratori, i quali continuano nell'esercizio delle proprie funzioni ad operare in totale rispetto della legalità e in osservanza di un senso di alta responsabilità nel voler continuare a garantire la continuità dell’amministrazione in assenza di addebiti e di contestazioni giuridicamente fondati.
Il sindaco ha chiarito che, in qualità di segretario nazionale di "Noi di Centro", non ha né chiesto, né ricevuto nulla.
Millanterie di questo tipo non lo riguardano affatto, ciò è rafforzato anche dal fatto che la data della presunta dazione non corrisponde a nessun appuntamento elettorale e che il presunto datore non mai ricevuto commesse dal Comune di Benevento.
Nessuno inoltre strumentalizzi: La vicenda giudiziaria coinvolge esponenti di diversi partiti, compresi esponenti da sempre vicini o collaterali al Pd.
La maggioranza ha convenuto di andare avanti con compattezza e serenità, respingendo strumentalizzazioni, allusioni e malignità, circolanti anche sui social: L'integrità morale del gruppo politico eletto alla guida del Comune è dimostrata dai fatti e certificata".