E' indagato per tentato omicidio un agente della Polizia Penitenziaria originario di Airola
E' indagato per tentato omicidio un agente della Polizia Penitenziaria originario di Airola in servizio al carcere della Dogaia di Prato.
Il poliziotto penitenziario è assistito dagli avvocati Vittorio Luigi Fucci e Giuseppe Vittorio Fucci, del Foro di Benevento, nominati difensori di fiducia.
L'episodio si è verificato quando un detenuto di origine magrebina, ristretto nel penitenziario toscano, sarebbe stato sorpreso mentre stava tentando d'introdurre droga all'interno del carcere.
Nel corso del successivo inseguimento, il detenuto sarebbe caduto riportando alcune ferite e, per le cure del caso, sarebbe stato accompagnato al Pronto Soccorso dell'Ospedale di Prato dagli stessi agenti della Penitenziaria.
Mentre si trovava su una barella ammanettato, il detenuto avrebbe improvvisamente raggiunto un estintore e lo avrebbe azionato.
Subito dopo avrebbe tentato di guadagnare l'uscita della struttura, iniziando a correre.
A quel punto gli agenti lo avrebbero inseguito, intimandogli di fermarsi.
Uno di loro avrebbe, quindi, esploso tre colpi di pistola: Due verso l'alto, mentre un terzo sarebbe stato indirizzato verso il basso, raggiungendo il detenuto a una gamba.
Il ferimento ha determinato l'immediata chiusura dell'area del Pronto Soccorso dell'Ospedale di Prato, con i pazienti temporaneamente indirizzati verso altre strutture sanitarie, tra cui quelle di Firenze e Pistoia.
Sarebbero stati tre i colpi uditi dal personale sanitario e dai pazienti presenti in attesa.
Uno avrebbe raggiunto il detenuto alla coscia, mentre gli altri due, esplosi verso l'alto, avrebbero colpito una parete o il soffitto della struttura.
La dinamica dell'accaduto è ora al vaglio della magistratura, che dovrà accertare con precisione quanto avvenuto e valutare la condotta dell'agente.
Nelle prossime ore il poliziotto penitenziario dovrebbe essere ascoltato dagli inquirenti alla presenza dei suoi difensori di fiducia.
"Ho fiducia nell'operato della magistratura, tuttavia spero che, in presenza di un'evidente causa di giustificazione della condotta del solerte poliziotto penitenziario sannita, mio assistito - ha commentato l'avvocato Vittorio Fucci - venga applicato il nuovo Decreto Sicurezza (legge numero 54 del 24 aprile 2026) che ha modificato l'articolo 335 del Codice di Procedura Penale, introducendo il comma 1 bis 1 con cui si prevede l'annotazione preliminare nel modello 45 bis, registro che evita l'iscrizione automatica dell'agente nel registro degli indagati quando l'atto compiuto in servizio fa presumere una causa di giustificazione, come nel caso di specie.
In ogni caso, credo che occorra una riforma radicale che tuteli maggiormente le Forze dell'ordine che operano in presenza di evidenti cause di giustificazione".