Dopo un lungo quanto sofferto peregrinare, finalmente sono stati rintracciati gli "smemorati di Collegno". I protagonisti della nuova saga sono due personaggi che hanno calcato per anni la scena politica, in maniera apicale uno, residuale l'altro...

Dopo un lungo quanto sofferto peregrinare, finalmente sono stati rintracciati gli "smemorati di Collegno". I protagonisti della nuova saga sono due personaggi che hanno calcato per anni la scena politica, in maniera apicale uno, residuale l'altro...

Dopo aver errato per diversi anni in cerca di un approdo, lo hanno finalmente trovato, percorrendo il famoso "camino di Santiago di C…", nella casa del "padre". Si è trattato, a dire dei presenti, di un evento commovente, il ritorno del figliol prodigo verso la Villa, accompagnato dal fido scudiero, nonostante sia in corso un'inchiesta della Procura, racconta con sfottò Stanislao Lucarelli

Stanislao Lucarelli (foto), avvocato, ci fornisce una irriverente e sfottente narrazione della politica nostrana.
"Gentile direttore - scrive - dopo un lungo quanto sofferto peregrinare, finalmente sono stati rintracciati gli "smemorati di Collegno".
Ricordate la storia dell'uomo arrestato nel 1926 a Torino e ricoverato nel manicomio di Collegno perché non ricordava né il suo nome né il suo passato.
Qualche anno dopo due donne, dopo aver visto la foto su una rivista, lo riconobbero contemporaneamente.
L'uomo, nonostante le sentenze, visse diviso tra due famiglie e due identità.
Questa triste storia, in maniera riveduta e corretta, si è ripetuta anche ai giorni nostri.
I protagonisti della nuova saga sono due personaggi che hanno calcato per anni la scena politica, in maniera apicale uno, residuale l'altro, i quali dopo aver errato per diversi anni in cerca di un approdo, lo hanno finalmente trovato, percorrendo il famoso "camino di Santiago di C...", nella casa del "padre".
Invero i prevenuti, dimentichi dei loro trascorsi politici, delle loro storie, delle opinioni espresse in pubblico, sempre al vertice l’uno nelle retrovie l'altro, si sono diretti, di slancio, verso colui che da anni muove i fili della politica beneventana e sannita.
Hanno cercato disperatamente l'uomo della provvidenza, colui che elargisce sempre una buona parola per tutti e... non solo.
In buona sostanza, nonostante difettasse loro la memoria, hanno seguito il profumo che sprigionava, agevolati dal fatto che la fragranza era a loro già nota, almeno ad uno.
Se ne erano già inebriati in passato, quando erano al cospetto del re nel suo regno, il primo per avervi per lunghi anni soggiornato ricevendone l'investitura massima, il secondo per aver sempre desiderato servire quella corte.
Si è trattato, a dire dei presenti, di un evento commovente, il ritorno del figliol prodigo, accompagnato dal fido scudiero.
Canti e balli hanno allietato l'incontro ed il padrone di casa, a cui non manca il senso dell'ospitalità, ha subito insignito, o promesso di insignire, i vecchi amici di onorificenze (un consiglio di amministrazione di qua, una promessa di dirigenza di là...).
E' sorprendente come, pur senza memoria, i nostri abbiano subito il fascino atavico delle prebende, come allo stesso modo è stupefacente che i nostri non abbiano avvertito la vergogna, per tutte le contumelie e le accuse rivolte nel corso degli anni verso l'uomo del colle, lo stesso che, ri-ammettendoli nella "famiglia", ne ha nuovamente certificato l'esistenza in vita, politicamente parlando ovviamente.
La cosa che fa più specie è che gli smemorati si sono diretti senza esitazione alcuna verso la Villa, nonostante sia in corso una inchiesta da parte della locale Procura della Repubblica che riguarda l'amministrazione comunale di Benevento, "magistralmente" diretta da colui che governa i destini politici di Benevento e del Sannio da oltre cinquant’anni.
Come a dire che, mentre si sta "molto probabilmente" sgominando una "banda", loro che fanno ne chiedono l'affiliazione.
Quale è la considerazione che induce questo racconto, frutto evidentemente della fantasia di chi scrive, è quella forse del richiamo ancestrale della foresta?
Può essere.
Mi chiedo, però, chi dalla foresta è uscito da anni (mi riferisco a chi ha calcato significativamente la scena) grazie alla spinta valoriale che gli hanno impresso tanti amici, che motivo aveva o ha di rituffarcisi?
Diverso il discorso per chi, mai legittimato da alcuna elezione, viene sospinto dal desiderio forse di fare una vita più comoda, con i mezzi gentilmente offerti dalla "ditta".
Mezzi che aveva tentato, a dire il vero, di procurarsi su sponde politiche opposte, senza successo.
Non mi stupirei che rinsavendo gli smemorati di Collegno, non abbiano a complimentarsi con loro stessi per aver operato, pur in sospensione d’intelletto, una scelta responsabile e lungimirante.
Un tantino immorale, ma solo un tantino. Non trovate.
Alla prossima, cari amici, perché le domande indirizzate alla ditta, per quel che mi risulta, sono in crescente aumento.
Bussano alle porte, infatti, nani, ballerine e showgirl".

Argomenti