Con la cerimonia di premiazione dei film in concorso, si è di fatto conclusa questa XVIII edizione di Benevento Social Film Festival dedicata al tema: "Eroi. Abitare la storia"

Con la cerimonia di premiazione dei film in concorso, si è di fatto conclusa questa XVIII edizione di Benevento Social Film Festival dedicata al tema: "Eroi. Abitare la storia"

La chiusura degli interventi è stata affidata al celebre attore, Antonio Catania, presidente della Giuria che ha esaminato cortometraggi e lungometraggi in concorso fino a giungere alla formulazione della graduatoria finale di merito

Con la cerimonia di premiazione dei film in concorso, si è di fatto conclusa questa XVIII edizione di Benevento Social Film Festival dedicata al tema: "Eroi. Abitare la storia". Formalmente l'ultima giornata è per domani, domenica 11 ottobre, quando in serata al Teatro Comunale si esibirà il Laboratorio musicale didattico e inclusivo della Cooperativa ICare diretto da Marco Rosiello.
Sono stati in tanti ad essere ospitati nella saletta organizzata per i giornalisti.
Ad eccezione di Carolina Rey, che si è resa disponibile però al termine della serata di premiazione, tutti hanno mostrato la loro disponibilità ai giornalisti anche grazie all'azione organizzativa, lodevole e da sottolineare, posta in essere dalle colleghe dell'Ufficio Stampa Antonella Vitelli e Maria Grazia Sabione che non hanno fatto mai mancare il loro apporto ai rappresentanti delle Testate giornalistiche che hanno seguito il Festival.
La chiusura degli interventi è stata affidata al celebre attore, Antonio Catania, presidente della Giuria che ha esaminato cortometraggi e lungometraggi in concorso fino a giungere alla formulazione della graduatoria finale di merito.
Con lui tra gli altri in sala Stampa, Lino D'Angiò, Nina Pons e Marc Pujol oltre, come detto, ad una serie di altri esordienti e promettenti registi.
Tra i riconoscimenti principali, il premio per il miglior cortometraggio della sezione DivAbili è andato a Zona Cesarini di Maryam Rahimi, la storia di una madre sorda che si trova davanti a una situazione drammatica e decide di intervenire per salvare la vita di un giovane.
Un racconto che ribalta gli stereotipi sulla disabilità, restituendo alla protagonista la capacità di agire e di cambiare il destino di un'altra persona.
Nella sezione Filmmaker Cortometraggi, a conquistare il premio è stato L'interrogatorio di Elena Coletta, un intenso confronto psicologico che mette in scena il rapporto tra verità, potere e manipolazione, mentre il Premio Giambattista Assanti, dedicato alla memoria del regista e destinato ai giovani talenti emergenti, è stato assegnato a Volevo essere un diamante di Gould di Biagio Celotto, un'opera che esplora i silenzi familiari, le fragilità emotive e la difficoltà di comunicare ciò che più profondamente ci appartiene.
Miglior lungometraggio della sezione Filmmaker è Un anno a Londra di Flaminia Graziadei, che racconta il percorso di una giovane donna partita dal Sud Italia per inseguire il proprio talento nella sartoria e costretta a confrontarsi con un evento traumatico che cambia profondamente la sua vita.
Un'opera che ha ottenuto anche un secondo riconoscimento, quello per la migliore attrice protagonista, assegnato a Nina Pons.
Lo sguardo internazionale del Festival ha trovato espressione nel premio al miglior cortometraggio straniero, conquistato da Al Fresco di Ignacio Rodó.
Attraverso il linguaggio surreale, il regista affronta una delle grandi emergenze sociali delle città contemporanee: la crisi abitativa, il sovraffollamento e la difficoltà, soprattutto per i giovani, di trovare una casa.
Il Premio Drinkorto 2026 è stato assegnato a L'ospite di Alberto De Grandis, nell'ambito dell'iniziativa che avvicina il pubblico al cortometraggio attraverso incontri informali e momenti di confronto, mentre due menzioni speciali sono state conferite a Cenere al vento di Antonello Picciano e a Iva Inclusa di Marianna Sartore e Mariella Rotondaro.
Particolarmente significativa la sezione School and University, che affida agli studenti il ruolo di giurati, rendendoli protagonisti attivi dell'esperienza cinematografica.
Per la scuola primaria e secondaria di primo grado, il riconoscimento è andato a pari merito a Jolanta di Geraldine Ottier, dedicato alla figura di Irena Sendler, che durante l'occupazione nazista della Polonia contribuì a salvare migliaia di bambini ebrei dal ghetto di Varsavia e a Un filo lunghissimo, quasi infinito di Beatrice Campagna.
Gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado hanno invece premiato Antonino di Angelo Campolo, una storia ispirata a esperienze reali che racconta il teatro come opportunità di cambiamento per adolescenti sottoposti a percorsi giudiziari.
Un film che pone al centro la possibilità di riscrivere il proprio futuro, anche quando sembra già segnato.
Il Premio Cortincarcere, assegnato dalla giuria composta da persone detenute nella Casa Circondariale di Benevento, è stato attribuito a As the Sea di Andrea Corazza, delicato racconto d'amore tra due persone con disabilità.
Il Premio Antinoo Movie, promosso dal Comitato Arcigay Antinoo di Napoli, è andato invece a Embrasse-moi di Hristo Todorov, un cortometraggio che esplora le relazioni umane, l'identità e le aspettative sociali.
Nel corso delle premiazioni, il Festival ha inoltre conferito riconoscimenti speciali agli attori Antonio Catania, presidente della giuria, e Lino D'Angiò, attore e autore teatrale e televisivo.
A tracciare un bilancio della diciottesima edizione è stato Francesco Tomasiello (nella foto di apertura è con l'attore Lino D'Angiò), ideatore del Benevento Social Film Festival ArTelesia.

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