Andrea Martini è lo scultore irpino che tante sue opere lasciò a Benevento, alla Basilica della Madonna delle Grazie ed alla chiesa dell'Annunziata di Vitulano

Andrea Martini è lo scultore irpino che tante sue opere lasciò a Benevento, alla Basilica della Madonna delle Grazie ed alla chiesa dell'Annunziata di Vitulano

Sua è la statua di Giovanni Paolo II intitolata "Pellegrino Apostolico" posta all'ingresso della chiesa di viale San Lorenzo a ricordo della visita che il papa fece al capoluogo sannita il 2 luglio 1990. Dopo la morte dell'artista, una copia di questa statua ottenuta dallo stesso calco, nel luglio del 2016 fu collocata a Greccio, il paese dove San Francesco nel 1223 diede vita al presepe

Dopo aver parlato di tre scultori, tutti di origini calabresi, Michele Guerrisi, Saverio Gatto e Michelangelo Parlato, questa volta presentiamo uno scultore di origine irpina, Andrea Martini, nato a Castel Baronia nel 1917.
In realtà, il suo vero nome era Giuseppe.
Il nome Andrea lo assunse nel 1940 quando fu ordinato sacerdote, perché sì, non era un laico ma un religioso.
Per essere più precisi, era un frate francescano.
Se nel passato era frequente il caso di religiosi che facevano anche gli architetti o gli artisti (il beato Angelico è stato di certo il più famoso e emblematico), in tempi moderni non era più una situazione ordinaria.
Tanto che anche padre Andrea Martini dovette superare qualche ostacolo per conciliare la vocazione religiosa con quella artistica.
Ma alla fine ci riuscì.
Dopo aver frequentato i corsi dell'Accademia di Belle Arti a Roma, si specializzò in scultura con Giuseppe Romagnoli e Pietro Giampaoli, entrambi attivi soprattutto come medaglisti.
Nel 1959 attrezzò il suo studio in alcuni locali del Convento francescano di San Bartolomeo all’isola Tiberina, sempre a Roma e qui ha lavorato fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1996 a quasi ottant'anni.
Il suo atelier era proprio attiguo alla chiesa di San Bartolomeo all'Isola, quella che contende a Benevento il possesso delle reliquie dell’apostolo, patrono della nostra città.
Uno dei suoi primi lavori fu destinato proprio alla nostra città: Le 14 formelle in bronzo della Via Crucis, presenti nella Basilica della Madonna delle Grazie.
Furono inaugurate il 21 giugno del 1959, dall'allora sindaco, nonché storico dell'arte, Mario Rotili.
Sempre lo stesso anno, il 4 ottobre, fu collocata nella basilica, ai piedi dell'altare di San Francesco, un'altra sua opera: Due mani giunte che reggono un vaso dove raccogliere l'olio per la lampada votiva in onore del santo di Assisi.
Nel 1964 arrivava a Benevento una nuova sua opera, una statua di San Francesco che fu collocata sulla facciata del convento dei Frati Minori. La statua fu benedetta il 3 luglio 1964 dall'arcivescovo Raffaele Calabria in occasione del 25° anniversario della proclamazione di San Francesco a Patrono d’Italia.
Tra le opere realizzate dal frate scultore per la basilica della Madonna delle Grazie, questa è, a parere dello scrivente, la più intrigante.
Anche l'allestimento complessivo del sito, con la scritta sottostante e il pozzo, appare interessante e suggestivo e forse meriterebbe una maggiore valorizzazione.
Al momento la collocazione della cancellata riduce il sito, alla base di questa statua, ad uno spazio troppo angusto.
L'anno successivo, nel 1965, sempre nella basilica, furono collocate le due opere forse più note ai fedeli: I due angeli che reggono le acquasantiere. In queste due figure si nota una scelta stilistica che poi accompagnerà l’artista anche nella produzione successiva: Usare le curve ad ampio raggio per dare alle figure vitalità e dinamismo.
Anche questi due angeli sono degli autentici capolavori e forse le sue opere più riuscite.
Per molti anni non ci furono ulteriori interventi di padre Andrea Martini, il frate scultore di Castel Baronia, nella basilica della Madonna delle Grazie.
Ma non mancò la sua presenza nel Sannio.
A lui, infatti, si deve il restauro del convento dell'Annunziata a Vitulano.
Dopo un primo intervento tra il 1963 e il 1964, il lavoro maggiore fu realizzato tra il 1972 e il 1976.
La chiesa prese l’aspetto che ancora oggi conserva e, per questo edificio, padre Andrea non mancò di realizzare importanti sculture, sempre in bronzo: Due angeli che, dietro l’altare reggono l’icona dell’Annunciazione, il leggio, il crocefisso dell’altare, ed anche una bella figura di San Francesco che, come ricorda l’iscrizione alla base, fu inaugurata esattamente 50 anni fa, il 3 ottobre 1976, in occasione del 750° anniversario della morte del santo.
Ma il rapporto con la basilica beneventana delle Grazie non finì negli anni Sessanta.
Dopo oltre venticinque anni, i francescani gli commissionarono un'altra statua dal forte valore simbolico: quella di Giovanni Paolo II, collocata sul lato sinistro del sagrato della basilica.
La statua, intitolata "Pellegrino Apostolico", alta ben 3 metri, fu realizzata per ricordare la visita che il pontefice fece a Benevento, in particolare a questa basilica, il 2 luglio del 1990.
Sia per lo slancio dinamico, sia per il volto del papa, questa statua testimonia di un'ulteriore fase stilistica della sua scultura, meno classicista, rispetto alle sue prime opere, ma molto più espressionistica, traguardo forse di una matura libertà, conquistata dal frate artista oltre la soglia dei settant’anni.
Non fu l'ultima sua opera, perché continuò, instancabile, a produrre sculture fino al momento della sua scomparsa, avvenuta nel 1996.
Da aggiungere una piccola curiosità.
Dopo la sua morte, una copia, ottenuta dallo stesso calco, di questa statua di Giovanni Paolo II, realizzata per Benevento, nel luglio del 2016 fu collocata a Greccio, il paese dove San Francesco, nel 1223, diede vita alla tradizione del presepe.

Argomenti