Siamo praticamente a novembre ma di programma natalizio per il capoluogo non se ne parla proprio. Gli scorsi anni siamo stati al traino del Castello dell'Ettore. Quest'anno non c'è neanche questo dopo la tragedia che ha colpito la famiglia Licciardi

Siamo praticamente a novembre ma di programma natalizio per il capoluogo non se ne parla proprio. Gli scorsi anni siamo stati al traino del Castello dell'Ettore. Quest'anno non c'è neanche questo dopo la tragedia che ha colpito la famiglia Licciardi

Questo non significa che non si faccia nulla, dobbiamo ritenere, ma certamente niente che possa ancora essere indirizzato ai turisti che hanno già fissato le loro mete. Produrremo un'ottima "mozzarella" che dovremo mangiare solo noi ma questa non è politica turistica. Cresceremo solo quando riusciremo a condividerla, la "mozzarella"...

Siamo praticamente a novembre ma di programma natalizio per il capoluogo non se ne parla proprio.
Questo non significa che non si faccia nulla, dobbiamo ritenere, ma certamente niente che possa ancora essere indirizzato ai turisti che hanno già fissato le loro mete.
Resterà un fatto di cui godremo solo noi beneventani e questo serve a poco.
Non c'è una strategia da perseguire.
I programmi natalizi si chiudono quando la temperatura esterna sfora i 40 gradi, questo per poterli diffondere e fare in modo che ad essi aderiscano agenzie, vettori, promoter e così via.
Da oggi a quando accenderemo le luci lungo corso Garibaldi, non ci sarà questo tempo, ovviamente.
Vuol dire che l'ottima "mozzarella" che andremo a produrre, ce la mangeremo noi.
Questa però non è politica turistica per una città che ha tutte le carte da giocare sullo scacchiere delle corsa ad accaparrarsi il visitatore.
Ci ha confermato ciò, il presidente della Pro loco "Samnium", Pino Petito il quale ci ha detto che la sua organizzazione, sin qui, non è stata interessata da nessuno a dedicarsi alle prossime manifestazioni natalizie.
Questo non vuol dire che la Pro loco medesima, per quello che può, non lavori per veicolare in città un turismo che sia anche studentesco, ma sono episodi isolati.
Stamane, ad esempio, sono giunti in città tre pullman che hanno scaricato circa 175 allievi provenienti da Casoria (foto) che hanno peraltro impegnato le guide turistiche dell'Associazione "Pietrelcina-Benevento Samnium".
Quest'anno c'è poi una aggravante.
I lettori ricorderanno certamente del nostro rammarico quando abbiamo scritto negli anni passati che la città di Benevento viveva di un turismo natalizio di rimessa nel senso che i pullman al mattino si fermavano in città, qualche volta anche pranzando nei nostri ristoranti, ma il loro obiettivo di attrazione era il Castello di Limatola e soprattutto quello dell'Ettore di Apice con cui la Pro loco di Benevento aveva oramai stretto una solida intesa.
Non era bello stare al "traino" di un piccolo centro della provincia con il suo castello quando Benevento ha castello, monumenti, siti e musei da vendere, ma ci accontentavamo purché in città arrivassero i turisti.
E questo avveniva sistematicamente.
Ora, dopo la tragedia dei fratelli Licciardi, proprietari del Castello di Apice, è tutto fermo e bisognerà capire come andrà a finire.
Questo, ci ha detto Petito, ha comportato un freno anche per Benevento che sta cercando comunque di spendere tutte le sue forze, come ProLoco, per intercettare con i metodi tradizionali, amicizie e contatti, la presenza di turisti.
Più di questo da soli non si riesce a fare.
Ci è stato detto e lo abbiamo scritto, che la Regione Campania quest'anno è stata prodiga di contributi.
Arriveranno circa 600mila euro, una cifra enorme se rapportata allo zero degli anni passati.
Certamente saranno spesi bene ma per produrre quella "mozzarella" che poi dovremo mangiare stesso noi.
E questa non è politica turistica.