Un paziente del "Fatebenefratelli" racconta la sua storia che ha avuto fortunatamente un lieto fine

Un paziente del "Fatebenefratelli" racconta la sua storia che ha avuto fortunatamente un lieto fine

Ci sono momenti in cui la vita si aggrappa a un filo sottile, istanti nei quali tutto può cambiare e il destino di una persona è affidato alle mani, alla competenza e alla determinazione di chi ha scelto di dedicare la propria esistenza alla cura degli altri

Ci sono momenti in cui la vita si aggrappa a un filo sottile, istanti nei quali tutto può cambiare e il destino di una persona è affidato alle mani, alla competenza e alla determinazione di chi ha scelto di dedicare la propria esistenza alla cura degli altri.
Lo scrive un paziente della struttura sanitaria di viale principe di Napoli che ha voluto raccontare la sua storia che ha avuto fortunatamente un lieto fine.
"Per me - si legge - quel momento è arrivato alle 8.50 del 5 agosto, quando sono giunto al Pronto Soccorso dell'Ospedale Sacro Cuore di Gesù Fatebenefratelli di Benevento, trafitto da un forte dolore al petto.
In pochi secondi, attorno a me si è messa in moto una macchina di soccorso rapida e precisa: un ago nel braccio, gli elettrodi sul corpo, gli accertamenti necessari.
La diagnosi è stata immediata e drammatica: un infarto in corso.
L'ultimo ricordo nitido è la voce del medico di turno che mi invitava a distendermi sul lettino. Poi, il buio.
Mi è stato raccontato che, da quel momento, sono andato in arresto cardiaco per oltre dieci minuti.
Dieci minuti che, per chi li ha vissuti accanto a me, devono essere sembrati un'eternità.
Dieci minuti durante i quali il mio cuore aveva smesso di battere e la mia vita era interamente affidata a voi.
E' difficile, oggi, immaginare che cosa sia accaduto in quei momenti.
Quali emozioni abbiano attraversato i vostri cuori, quale tensione abbia accompagnato ogni gesto, quale responsabilità abbia gravato sulle vostre spalle.
Eppure, più di ogni altra cosa, mi colpisce il pensiero della vostra determinazione: quella forza che vi ha spinto a continuare, a insistere, a non arrendervi, quando ogni secondo poteva fare la differenza tra la vita e la morte.
La mia vita era nelle vostre mani, e voi avete lottato perché potessi riaverla.
So bene che, in un'emergenza così grave, non bastano la buona volontà e il desiderio di aiutare.
Servono preparazione, esperienza, lucidità, capacità di lavorare insieme e una professionalità costruita attraverso anni di studio, sacrifici e dedizione.
Ma serve anche qualcosa che nessun manuale può insegnare fino in fondo: la capacità di non abbandonare mai una persona che sta lottando per vivere.
In voi ho trovato tutto questo.
Alla competenza professionale si è unita quella straordinaria forza umana che fa della vostra professione una vera missione.
Perciò desidero rivolgere a tutti voi, medici, infermieri e personale sanitario del Pronto Soccorso del Fatebenefratelli di Benevento, il mio grazie più sincero e profondo.
Un grazie che non è soltanto mio, ma anche della mia famiglia, che oggi può continuare a condividere con me la gioia della vita.
Perché quando si salva una persona, non si restituisce soltanto un futuro a lei, ma anche serenità, speranza e affetti a tutti coloro che le vogliono bene.
Sono consapevole del peso del vostro lavoro, della fatica che accompagna ogni turno, dello stress che comporta affrontare quotidianamente emergenze diverse, spesso drammatiche, sempre cariche di responsabilità.
So che, terminata una giornata, altre persone avranno ancora bisogno di voi e che sarete nuovamente chiamati a intervenire, con la stessa urgenza e la stessa dedizione.
Forse non sempre ricevete il riconoscimento che meritate.
Forse, nella frenesia delle emergenze, non c’è neppure il tempo di fermarsi a pensare al valore immenso di ciò che fate.
Ma voglio che sappiate che, almeno per me, quanto avete fatto resterà indelebile.
Non potrò dimenticare che, mentre ero sospeso tra la vita e la morte, voi avete continuato a lottare.
Non potrò dimenticare che, in quei minuti interminabili, non avete smesso di credere nella possibilità di salvarmi.
Se oggi posso raccontare questa esperienza, se posso pronunciare queste parole e stringere ancora i miei cari, è anche grazie a voi.
Non esistono parole sufficienti per ringraziare chi ti restituisce la possibilità di vivere.
Esistono soltanto la riconoscenza, il rispetto e la consapevolezza di aver ricevuto un dono immenso.
A tutti voi va il mio abbraccio più affettuoso, insieme a quello della mia famiglia.
Con infinita stima e riconoscenza, vi dico grazie dal profondo del cuore.
Grazie per la vostra professionalità. Grazie per il vostro coraggio. Grazie, soprattutto, per non esservi arresi.
Con gratitudine eterna, un paziente che non dimenticherà mai le mani che lo hanno riportato alla vita".

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