L'Istituto Industriale "Bosco Lucarelli" compie 120 anni. E' uno scrigno prezioso capace di contenere documenti ed atti leggendo e studiando i quali è possibile scrivere la storia non solo dell'Istituto ma anche del territorio
La sensazione che si è avuta dalla cerimonia commemorativa dei 120 anni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 14 settembre del 1906 del Regio Decreto con il quale venne sancita la nascita dell'Istituto Industriale, poi intitolato alla memoria di Giovanbattista Bosco Lucarelli, sindaco della città e parlamentare della Democrazia Cristiana, la sensazione, dicevamo, è che esso sia ancora uno scrigno prezioso capace di contenere documenti ed atti leggendo e studiando i quali è possibile scrivere la storia non solo dell'Istituto ma anche del territorio e forse addirittura non solo del nostro.
Questo al di là ed oltre le potenzialità industriali dell'Istituto.
Nello spazio dinanzi all'ingresso della sala, già fucina, dopo l'esecuzione dell'Inno Nazionale ad opera di un insieme di musicisti composto da allievi del Liceo "Guacci", si sono svolti i primi momenti della commemorazione che sono consistiti nello scoprimento della targa intitolata alla memoria di un allievo, alla presenza dei genitori, che non c'è più, Guido Catilino (16 ottobre 2027-29 aprile 2026) con la seguente motivazione: Studente di questa scuola, strappato troppo presto alla vita. In questo spazio di incontro e di giovinezza, il suo sorriso ed il suo ricordo continueranno a vivere insieme a noi.
Una ulteriore targa è stata intitolata a Cosimo Rummo, nonno dell'attuale titolare dell'azienda, per l'attività svolta per la istituzione e la nascita dell'Istituto.
A condurre l'evento è stata, con la riconosciuta eleganza e professionalità, Marisa Del Monaco, collega giornalista e docente dell'Istituto.
A precedere i vari interventi, la proiezione di un breve video sulla storia di questa scuola di viale San Lorenzo.
Poi è toccato al dirigente Giovanni Marro, sottolineare la prima dizione dell'Istituto che fu di Arti e Mestieri ed alle cui cure si dedicò Bosco Lucarelli, sindaco della città.
L'intento era quello di formare capaci e professionali capi officina o capi fabbrica.
Da allora, da quel 1906, è mutata la sede e le discipline ma non l'indirizzo e lo scopo della scuola.
Oggi è stata completamente ristrutturata l'officina della fonderia dove si temprava il metallo.
In questi stessi ambienti si riaccende la competenza dei giovani e qui si pensa di realizzare anche la Biblioteca con gli atti ed i documenti archiviati in pianta stabile.
Il dirigente Marro ha anche ricordato della piazzetta intitolata a Guido Catilino, recentemente scomparso. Abbiamo voluto che il suo nome restasse in quel luogo da lui frequentato tutti i giorni e sono sicuro che con il suo esempio sarà capace di guidare anche tanti altri suoi compagni verso il successo scolastico (attualmente gli allievi iscritti all'Industriale sono circa 1.200).
Una piazzetta, questa, la cui memoria affidiamo al tempo, ha concluso il dirigente scolastico.
A prendere la parola è quindi stato il presidente della Provincia, Nino Lombardi, che ha descritto questi luoghi come quelli dove si accresce il sapere.
Abbiamo consegnato alla famiglia scolastica dell'Industriale degli ambienti più decorosi ed accoglienti relativamente anche e soprattutto alla fucina trasformata in un elegante Auditorium.
Guardiamo allora alla crescita ed al futuro come non più ad una minaccia ma come ad una promessa.
Al nord sono oramai divenuti ostaggi della tecnologia. Non si fanno più i temi in classe ma i test.
Noi invece ci ostiniamo ancora a difendere la cultura che è capacità di crescita di un territorio, ha concluso Lombardi.
A seguire è intervenuto il sindaco Clemente Mastella il quale ha definito l'Istituto come un matusalemme di saggezza e di sapienza.
Ai giovani, in questi momenti difficili che il mondo sta vivendo, dico di studiare di più.
E' questo l'unico modo per sconfiggere la gravi problematiche del momento.
E' quindi intervenuto Cosimo Rummo che ha sottolineato come l'80% dei dipendenti della sua azienda provengono da questo Istituto.
Emilia Tartaglia Polcini, in rappresentanza della direzione scolastica provinciale ha sottolineato come le scuole siano pronte a fare rete mettendo in mostra, ciascuna, quello che si è capaci di fare.
L'esempio di stamane è la presenza degli allievi del Liceo Musicale "Guacci" con i suoi orchestrali.
In questa fonderia ci sono stata tempo fa ed era semplicemente un luogo abbandonato.
Oggi non è più così ed in essa possono anche svolgersi performance teatrali e musicali.
L'invito è ai giovani a rimanere in questa splendida città. Io colgo la loro tendenza a voler tornare.
Il nostro passato, ha concluso Tartaglia Polcini, è anche il nostro futuro.
A questo punto è intervenuta Rossella Del Prete, storica e docente universitaria, la quale ha voluto subito sottolineare come la sua avventura in questo Istituto sia cominciata circa dieci anni fa, nel 2017, una avventura per la realizzazione di un progetto di valorizzazione del patrimonio archeologico industriale di questa scuola.
Del Prete, che ha trattato il tema "Il patrimonio archeologico industriale dell'Istituto Tecnico Industriale "Bosco Lucarelli" di Benevento.
Un progetto di tutela, ricerca e valorizzazione", ha lamentato però la mancanza di cura nei confronti delle carte antiche, anche di quelle che son contenute nelle nostre case, che sono quelle che ci consentono di ricostruire la storia.
In realtà ha detto la docente, quando le carte ci sono, facciamo meno fatica a studiare rispetto ai mezzi informatici di oggi.
Per non parlare poi della ricchezza di particolari e dettagli che ne ricaviamo dalle carte antiche, tutti elementi che oggi non riscontriamo più.
Del Prete ha quindi ricordato che ancora prima dell'Istituto Industriale alla fine dell'800 questa funzione era espressa dalla Scuola "Federico Torre".
Questa scuola venne pensata per il lavoro necessario per recuperare la socialità ed anche per offrire la possibilità di imparare un mestiere.
Nacquero all'epoca di papa Orsini anche le Scuole di Podere per il sostegno all'agricoltura che si tennero al San Pasquale. Poi si passò all'Istituto di Arti e Mestieri.
Assistiamo comunque alla costante perdita di questa antica documentazione per via delle ristrutturazioni degli edifici, dei trasferimenti e danneggiamenti.
Debbo dire però che già dieci anni fa tutto era più consistente.
Le carte le troviamo ancora ma in maniera sporadica ed invece occorre avere un archivio storico.
Qui c'è peraltro ancora molto da recuperare, ha concluso Del Prete, non escludendo anche i laboratori che si trovano dell'Istituto e che sono dotati di tante macchine per gli esperimenti.
Ho lavorato all'Archivio del Lavoro ed ora ho avviato il progetto dell'Archivio delle Scuole.
L'intervento finale è stato della nipote di Giovambattista Bosco Lucarelli che ha tratteggiato la personalità politica e culturale del pro-zio.