Una delegazione della Flc Cgil Benevento, con il segretario generale Evelina Viele, ha partecipato al presidio organizzato all'Ufficio Scolastico Regionale

Una delegazione della Flc Cgil Benevento, con il segretario generale Evelina Viele, ha partecipato al presidio organizzato all'Ufficio Scolastico Regionale

L'occasione è stata lo sciopero indetto dalla Cgil per il personale docente, Ata e dirigente degli istituti tecnici

In occasione dello sciopero indetto dalla Cgil per il personale docente, Ata e dirigente degli istituti tecnici, che ha visto iniziative di protesta in tutta Italia, una delegazione della Flc Cgil Benevento, con il segretario generale Evelina Viele, ha partecipato al presidio organizzato all'Ufficio Scolastico Regionale.
Qui il segretario generale della Flc Campania, Ottavio De Luca e il segretario generale Cgil Campania, Nicola Ricci, sono stati ricevuti per esporre le ragioni dello sciopero: chiedere il ritiro e, in subordine, il rinvio dell'attivazione della riforma degli istituti tecnici, così come prevista dal Ministero dell'Istruzione.
"Tanti e pesanti - si legge nella nota inviata alla Stampa - sono gli elementi di criticità segnalati dagli istituti coinvolti, che riguardano la penalizzazione di diversi insegnamenti, sia di cultura generale che professionalizzanti, con gravi ricadute sulla qualità della didattica, sul lavoro dei docenti e, più in generale, sulla riduzione di posti di lavoro per il personale docente e Ata.
Inoltre, la riforma introduce alcuni elementi di flessibilità e autonomia legati all'ingresso delle aziende private nelle scuole e all'introduzione delle cosiddette competenze per gli studenti, connesse ai bisogni delle imprese del territorio.
In parole semplici, si sceglie di localizzare e aziendalizzare l'insegnamento nei tecnici, con una manovra che sa di classismo e di autonomia differenziata, andando a ledere l'unitarietà del sistema scolastico e a minare il diritto al pensiero critico e a una crescita culturale e tecnico-scientifica da svolgere in contesti democratici e partecipativi.
Oltre a ridurre gli organici di docenti e Ata, rendendo ancora più difficile la gestione di questi istituti, saranno tagliate le ore di lettere, matematica, fisica, scienze sperimentali, lingue, geografia e storia dell'arte, che saranno sostituite da altre discipline "orientate" dai fabbisogni formativi delle imprese del territorio.
La Flc Cgil ha richiesto al Ministero dell'Istruzione di fornire dati precisi quali, ad esempio, il numero degli alunni iscritti alle classi prime, i parametri per la formazione delle classi degli istituti tecnici (comprese quelle della filiera formativa tecnologico-professionale), la proiezione sulle soprannumerarietà nel biennio e la proiezione sull'intero quinquennio di quali classi di concorso saranno principalmente interessate dai tagli di organico.
Dal Ministero non sono arrivate risposte esaurienti e chiare che potessero tranquillizzare riguardo le ricadute effettive della riforma a regime nell'orizzonte temporale del prossimo quinquennio; non essendo state effettuate proiezioni oltre il primo anno d'introduzione, le criticità rilevate saranno forse parzialmente risolte solo limitatamente al prossimo anno scolastico.
Le buone intenzioni accompagnate dalle rassicurazioni non possono bastare: la Flc Cgil ritiene necessario fermare questa riforma, affinché ci sia il tempo necessario per una riflessione più generale sul riordino complessivo dell'istruzione tecnica e per questo continuerà nelle azioni di protesta e mobilitazione".

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