Calcio: Tutto come previsto tra Fiorentina e Benevento. A passare al turno successivo della Coppa Italia è la compagine toscana
Fiorentina (4-3-2-1): De Gea; Joao Mario (46' Dodo), Dragusin (87' Pongracic), Ranieri, Valdepeñas; Ndour, Fagioli (57' Oulai), Brescianini; Gudmundsson (57' Mastantuono), Atta (65' Croci); Kean. A disposizione (Lezzerini, Christensen, Fortini, Viery, Kospo, Mazzeo, Fabbian). Allenatore: Fabio Grosso.
Benevento (4-2-3-1): Vannucchi; Sernicola (76' Pierozzi), Scognamillo, Caldirola, Beruatto; Maita, Prisco (55' Verdi); Lamesta, Talia (55' Kouan), Giugliano (55' Okereke); Salvemini (76' Mignani). A disposizione (Esposito, Sylla, Siatounis, Dalle Mura, Saio, Logan). Allenatore: Antonio Floro Flores.
Arbitro: Gianluca Manganiello di Pinerolo
Assistenti: Matteo Passeri e Matteo Lauri di Gubbio
IV Uomo: Alessandro Silvestri di Roma 1
Var: Aleandro Di Paolo di Avezzano
Assistente Var: Ivano Pezzuto di Lecce.
Reti: 2' Gudmundsson, 34' Kean, 48' Ranieri, 50' Ndour, 54' Lamesta
Ammoniti: Oulai (F); Beruatto (B)
Angoli: 3-5
Recupero: 3' pt; 5' st
Note: Osservato un minuto di raccoglimento in memoria di Livio Berruti.
Tutto come previsto tra Fiorentina e Benevento nella gara del primo turno del tabellone principale della Coppa Italia.
La formazione toscana ha battuto la Strega per 4-1 e ha avuto accesso ai sedicesimi di finale della competizione, dove affronterà la vincente della gara tra Pisa ed Empoli.
Troppo importante la differenza di forze tra le due formazioni, con da un lato una neo promossa in Serie B e dall'altro una squadra che è reduce da una stagione, quella appena trascorsa, incolore ma che in questa sessione di mercato ha effettuato una vera e propria rivoluzione, alzando di molto il livello complessivo della "rosa".
Il Benevento ha affrontato la partita senza particolari condizionamenti, mostrando anche un certo coraggio e una voglia di fare, ma come accaduto con il Ravenna ha concesso molto in fase difensiva e, contro avversari di una certa levatura, ogni errore viene pagato.
Resta il dato negativo delle troppe reti subite nelle ultime due uscite, ben sette, che va corretto e rivisto, anche perché tra poco più di una settimana non si scherza con l'inizio del campionato di Serie B.
Venendo alla cronaca, Antonio Floro Flores conferma gran parte della squadra che aveva battuto il Ravenna.
La prima novità è in porta con Vannucchi che prende il posto di Esposito, quindi c'è Sernicola a destra per Pierozzi con Beruatto a sinistra, Scognamillo e Caldirola al centro.
In mediana ci sono Maita e Prisco con Lamesta, Talia e Giugliano dietro la punta che è Salvemini.
Nella Fiorentina, Fabio Grosso sceglie il 4-3-2-1 con Fagioli che vince il ballottaggio con Oulai in cabina di regia, con Ndour e Brescianini ai lati. Gudmundsson e Atta sono dietro la punta che è Kean.
Solo panchina per l'argentino Mastantuono, mentre l'ultimo arrivato Pellegrino si accomoda in tribuna.
Pronti via e i padroni di casa passano in vantaggio grazie a un errore in fase d'uscita di Prisco che favorisce il recupero di Atta, il quale mette al centro dove trova Gudmundsson che di testa batte Vannucchi.
La risposta del Benevento giunge al 20' sugli sviluppi di un calcio di punizione battuto da Lamesta che impegna De Gea, il quale respinge la sfera sul primo palo.
Due minuti dopo Joao Mario riceve la sfera da Fagioli e fa partire una conclusione che, deviata da Vannucchi, va a sbattere sulla traversa. Nonostante la buona reazione e una prestazione nel complesso positiva, è però la Fiorentina al 34' a trovare il raddoppio con Joao Mario che dalla destra effettua un traversone, trovando Kean che in girata insacca.
Viola ancora pericolosi quando, su un lancio lungo dalle retrovie, Ndour si trova tutto solo davanti a Vannucchi, ma la conclusione di esterno viene respinta dall'estremo difensore sannita.
Prima della fine della frazione si rende pericoloso anche il Benevento con un sinistro a giro di Lamesta che impegna De Gea, il quale respinge in tuffo la conclusione.
Quindi una ripartenza della Fiorentina, avviata dallo spagnolo Valdepeñas, vede Kean appoggiare per Gudmundsson, la cui conclusione è alta sopra la traversa.
La ripresa si apre con l'ingresso in campo di Dodò per l'acciaccato Joao Mario per i padroni di casa.
La Fiorentina parte forte e in rapida successione chiude il match.
Al 3' sugli sviluppi di un corner battuto da Fagioli, Dragusin fa da sponda di testa per l'accorrente Ranieri che insacca.
Due minuti dopo, al termine di un'azione insistita, Brescianini serve Ndour che supera un difensore e, con un sinistro preciso, trova il poker di giornata.
Nonostante tutto, il Benevento non molla e al 9' riesce ad accorciare le distanze con Lamesta che raccoglie un pallone servitogli da Beruatto e, con un preciso sinistro dal limite, mette nell'angolo alla destra di De Gea.
I primi cambi vedono gli ingressi di Kouan, Okereke e Verdi per Talia, Giugliano e Prisco per la Strega, mentre nella Fiorentina c'è l'esordio di Mastantuono per Gudmundsson, quindi anche quello di Oulai per Fagioli.
Al 17' una punizione di Verdi trova attento De Gea che mette in calcio d'angolo, portiere spagnolo che si ripete anche al 26' sempre sul numero 90 sannita, bloccando in tuffo la sfera.
Ulteriori cambi vedono gli ingressi di Pierozzi e Mignani per Sernicola e Salvemini tra gli ospiti, mentre il giovanissimo Croci prende il posto di Atta tra i locali.
Nel finale c'è il sinistro a giro di Mastantuono che finisce alto e l'azione partita dai piedi di Okereke con il traversone dell'ex Cremonese che, deviato da Dragusin, vede la sfera andare a sbattere sulla traversa.
Qualche apprensione tra le fila giallorosse c'è per la condizione di Verdi che, costretto momentaneamente ad uscire quando il Benevento ha già terminato i cambi, riesce poi a rientrare per consentire ai suoi di chiudere la gara con undici uomini.
Le voci dagli spogliatoi
Antonio Floro Flores, allenatore Benevento
"L'emozione è stata di giocare contro una squadra costruita per lottare per posti importanti in Serie A.
Mi dispiace per il primo gol, non è una giocata che prepariamo, ma un errore individuale che fa parte della nostra crescita e del percorso.
Sono io che chiedo certe cose, quindi la responsabilità è mia.
Siamo venuti a Firenze con le nostre idee, avendo l'umiltà di andare al doppio del nostro avversario, vista la loro forza.
E' stato un peccato aver regalato un gol così a una squadra come la Fiorentina.
Sulle cose negative dobbiamo lavorare: in due partite abbiamo preso sette gol e non possiamo permettercelo.
Avere mio figlio accanto è stata un'emozione unica: gioca nella Fiorentina e mi sono emozionato.
Faccio il doppio ruolo, allenatore e papà.
Lui ha scelto la Fiorentina perché sa lavorare con i giovani.
Valentino Angeloni mi ha spiegato la voglia che avevano di portarlo a Firenze, poi dipenderà da mio figlio se arriverà o no.
Non nego che mi è scesa una lacrima, spero un giorno possa esordire di fronte a questi tifosi spettacolari.
Io e Kean abbiamo caratteristiche diverse, lui ha qualità fisiche impressionanti, magari ero più tecnico.
Il gol è arrivato nel nostro momento migliore: con questi campioni casca una palla in area e ti fanno male".
Fabio Grosso, allenatore Fiorentina
"Ci teniamo le cose positive, poi sappiamo che c'è tanta strada da fare perché dobbiamo crescere in tante situazioni.
Abbiamo messo tanto impegno, siamo stati bravi a sbloccarla subito e poi, nel secondo tempo, ad andare sul 4-0. Dobbiamo migliorare sull'attenzione, non si deve staccare perché non possiamo permettercelo. Dobbiamo ancora costruirci.
Volevamo passare il turno. Kean per me è un attaccante molto, molto forte.
Ai giocatori forti chiedo grande responsabilità: deve dare l'esempio e tirare in avanti il gruppo.
Ci vorrà tempo per diventare squadra, il campionato ci metterà di fronte a tante difficoltà, ma c'è voglia di costruire qualcosa di bello. Mi aspetto tanto da Kean, che oggi è stato bravo in tante situazioni.
Tutti sono necessari, complimenti a lui.
Non voglio essere vago, ma dico quello che penso: siamo all'inizio e tante cose devo scoprirle.
In alcuni momenti si capisce che siamo una squadra che si deve conoscere, in altri no.
A me piacciono i giocatori di qualità, ma le partite vanno riempite.
Dipende anche dagli altri interpreti: come dico ai giocatori, la solidità la danno tutti quelli che sono in campo.
Mi devo confrontare con i momenti, dobbiamo mettere in campo una squadra equilibrata.
C'è strada da fare, vogliamo una Fiorentina forte ma anche bella, però dobbiamo lavorare tanto.
Da Gudmundsson pretendo tanto, anche dal punto di vista difensivo; a volte non diamo la sensazione di grande legame.
Ha fatto cose belle e altre da migliorare.
In Ndour ho visto un giocatore che ha un grande potenziale fisico, ma anche tecnico.
Sia lui che Brescianini hanno dato tanta sostanza, bravi a raddoppiare sugli esterni.
Hanno fatto partita piena.
Per Mastantuono non era facile il momento in cui è entrato, avevamo allentato un po' i giri.
Però ha un potenziale grandissimo: l'anno scorso, da giovane, ha fatto un trasferimento importante.
Arriva dal Real Madrid e ha le doti per dimostrare di essere molto forte".