Maria Pacifico per noi beneventani entra di diritto nell'elenco delle donne che hanno offerto un contributo fondamentale all'Unità d'Italia e al Risorgimento, alla stregua delle più famose Anita Garibaldi, Cristina Trivulzio o Colomba Antonietti
Antonio D'Argenio della Delegazione Sannita dell'Istituto per la Storia del Risorgimento interviene sulla nota di Cesare Mucci su Maria Pacifico.
"Gentile direttore - scrive - è con soddisfazione che ho letto, lo scorso 12 settembre, sul suo storico giornale, l'interesse per il Risorgimento beneventano e la ricostruzione del periodo decisivo per le sorti della nostra città e della nascente provincia.
Ad onor del vero gli avvenimenti dell'epoca ricordati nel suddetto articolo sono stati esposti in vari modi dai nostri studiosi del secolo scorso (uno dei tanti cito Elio Galasso, "Maria Pacifico Rampone cospiratrice beneventana del Risorgimento…" in "Samnium", 1961) e ultimamente, grazie a numerosi studi rivisitati, nonché a nuove fonti individuate anche dal sottoscritto, gli avvenimenti sembrano apparire più chiari e riescono a dare maggiore spazio a figure sistemate nella penombra della storia.
Una di queste è sicuramente Maria Pacifico e bene ha fatto Cesare Mucci a sottolinearne le doti.
Ci piace pensare che la conoscenza tra i due sia nata nel famoso caffè di Giuseppe Alberti in piazza Orsini per poi trasformarsi in un legame più duraturo che non ha prodotto figli ma che ha cementato i loro ideali patriottici.
Vorrei, però, sottolineare che per chi studia la storia risorgimentale locale la figura di Maria Pacifico non è un "volto dimenticato" del Risorgimento beneventano e, anzi, non è neanche stata "sottratta all'oblio" in quanto proprio ultimamente, il 22 aprile 2026, la Delegazione Sannita dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano (Isr) ha fatto rivivere tale figura al Museo Centrale del Risorgimento nel "Vittoriano" di piazza Venezia a Roma.
Una folta rappresentanza di studenti cittadini, in quella occasione, ha potuto "toccare la storia con mano" (espressione usata da una studentessa).
L'evento è stato la naturale conclusione per i lavori esposti dagli studenti di alcune scuole beneventane nell’ambito della mostra "Italia Donna. L'iconografia di una nazione nella storia".
La mostra, sull'evoluzione dell'identità nazionale attraverso il simbolo della donna e le conquiste civili e sociali femminili, ha avuto il varo proprio nella nostra città, prima di essere ammirata in moltissime altre e l’occasione ha permesso di focalizzare l’attenzione sulla figura di Maria Pacifico, accanto alla bandiera confezionata la sera precedente in modo da farla sventolare sulla Rocca dei Rettori di Benevento il 3 settembre 1860.
La Rocca dei Rettori, simbolo del potere temporale dello Stato Pontificio e dove tale mostra è stata esposta per quasi due mesi permettendo ad un numero considerevole di persone di ammirarla, oltre che dagli alunni di vari Istituti cittadini.
Tale iniziativa ha permesso alla Delegazione Sannita di "bloccarne lo scorrere nel tempo" dell'immagine della giovane rivoluzionaria beneventana anche grazie ad un concorso, nell'ambito della mostra, intitolato proprio alla giovanissima repubblicana.
Le nuove generazioni hanno così avuto la possibilità di conoscere, di cimentarsi nello studio e di approfondire tale figura, rendendola viva nell’immaginario con forme artistiche (peccato non aver avuto a disposizione la nuova foto pubblicata di Maria Pacifico), multimediali e letterarie, raggiungendo conclusioni inoppugnabili per un personaggio determinante della nostra storia.
Maria Pacifico, anche se con le dovute proporzioni, per noi beneventani entra di diritto nell'elenco delle donne che hanno offerto un contributo fondamentale all'Unità d'Italia e al Risorgimento, alla stregua delle più famose Anita Garibaldi, Cristina Trivulzio di Belgiojoso o di Colomba Antonietti.
L'iniziativa, quindi, ha permesso di far conoscere il ruolo della rivoluzionaria beneventana anche alle giovanissime generazioni ed ha dato vita alla costruzione di una rete sinergetica tra Unisannio e Ufficio Scolastico Provinciale con i suoi istituti scolastici.
La Libreria Guida, invece, si è fatta carico di una parte del finanziamento del contributo, lasciando l'onere principale al fondo della Delegazione Sannita dell’Isr.
L'Assessorato alla Cultura del Comune e la Provincia di Benevento, infine, non hanno fatto mancare il loro patrocinio, dimostrando di non aver mai dimenticato chi ha sacrificato una parte della propria vita alla causa comune.
Le nostre associazioni culturali, d'altronde, non hanno forse lo scopo di far conoscere la storia, l'arte e l'archeologia delle nostre origini".