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Benevento, 26-04-2026 12:55 ____
Giacomo Savoia un grande artista che uni' alla passione per la pietra una vena artistica non comune, ricorda Carmine Meoli
Si aggiunge a questo ricordo quello del nostro direttore che a Giacomino commissiono' una statua per ricordare Nuvola, una femmina di maremmano, anche dopo la morte giunta dopo 13 anni di vita insieme
Redazione
  

Della figura di Giacomo Savoia ci parla, in una nota, Carmine Meoli.
"Gentile direttore - scrive - dalla scuola elementare all'età adulta, Giacomo Savoia era rimasto per tutti Giacomino (nella foto, alle sue amate cave).
La figura fisica e la statura ridotta giustificano il diminutivo, ma moralmente egli era un gigante.
Un gigante di onestà, oltre che d'impegno civico e di senso di appartenenza.
Era emigrato a Milano con la licenza elementare in cerca di miglior fortuna. Dei suoi compagni di classe, solo quattro avevano proseguito gli studi alle scuole superiori e la laurea aveva coronato il sogno di soli tre maschietti.
Nessuna delle femminucce aveva potuto intraprendere altri studi. Erano trascorsi oltre dieci anni dalla nascita della Repubblica: si vedevano molti progressi, eppure la scuola media ancora mancava ed era difficile, oltre che costoso, raggiungerla dovendo recarsi al capoluogo.
A Milano, Giacomino aveva svolto cento lavori e imparato un mestiere raro per i tempi: la gestione del bagno di cromatura e doratura, oltre a quello di meccanico per piccoli montaggi.
Nel capoluogo lombardo era generosamente sempre in testa ai cortei per le rivendicazioni sindacali o nelle battaglie per la giustizia e la libertà.
Era il primo a prendere manganellate dai tutori dell'ordine o bastonate dai Sanbabilini che presidiavano il centro città con l’intento di creare disordini.
Giacomo manifestava con coraggio anche quando la piazza sanbabilina causò la morte dell’agente di polizia Marino, "terrone" come lui.
Ritornato alle origini, aveva continuato la sua attività artigianale e il suo impegno civico.
Non poteva resistere all'idea che tesori ora nascosti avessero, in passato, dato pane e lavoro ai paesani.
Diede così inizio a piccole lavorazioni con il marmo rosso delle cave poste nel Comune di Cautano.
Unendo la passione per la pietra a una vena artistica, produceva in marmo oggetti d'uso, come mortai, bomboniere, piccole colonne, portavasi e posacenere, ma anche oggetti di decoro che esponeva nelle manifestazioni che si tenevano nei vicoli di Cautano e altrove.
Alla sua dipartita prematura, Giacomino non lasciò denari o proprietà, ma un patrimonio civile e morale di lotta sempre generosa per la giustizia e la libertà, senza mai fuggire, anche quando c’era da prendere botte.
Sarà ricordato, per dare l'esempio alle nuove generazioni, con l'intitolazione di una strada?
Sembra che occorra attendere una procedura che possa essere approvata dalla Prefettura!"

ap - Sul racconto della vita di Giacomino fatto da Meoli, desidero aggiungere anche io qualcosa.
Ero stato colpito non molto tempo prima dalla morte, per me molto dolorosa, del mio cane con il quale avevo trascorso 13 anni di vita in campagna. Si chiamava Nuvola: era una femmina di pastore maremmano di 32 chili.
Espressi il desiderio di far realizzare un monumento in memoria del mio cane a un amico di vecchia data, Mariano Tedino di Cautano, scalpellino di grande pregio e titolare di un'impresa di lavorazione e posa della pietra (eredità della professionalità del suo grande papà). Volevo una statua da collocare nei pressi della mia abitazione, affinché Nuvola potesse continuare a farle la "guardia" e io potessi averla sempre sotto gli occhi per non dimenticarla mai.
Mariano mi accompagnò lungo i sentieri di montagna alle falde del Taburno, fino al laboratorio di Giacomo, dove erano esposti i suoi lavori in marmo; tra questi, c'era un Cristo davvero stupendo.
Raggiungemmo subito l'accordo e, dopo qualche mese, Giacomo trasse da una foto che gli avevo consegnato la figura di Nuvola.
Utilizzò un blocco di marmo bianco "statuario", dal costo importante ma perfetto per lo scopo, e ancora oggi, dal 2013, quella statua è lì a fare la guardia alla mia casa di campagna.
Le ho dedicato questo monumento per ringraziarla delle tante gioie che mi ha regalato negli oltre dieci anni trascorsi insieme.
Anche questo era Giacomino.

comunicato n.177603



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