| Benevento, 29-01-2026 09:50 |
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L'associazione Exit Strategy presenta "La geografia degli oggetti", liberamente tratto da "La vita facile" di Alda Merini
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Redazione |
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Martedì prossimo, 3 febbraio, alle 10.00, nella Casa circondariale di Benevento, l'associazione Exit Strategy presenterà "La geografia degli oggetti", liberamente tratto da "La vita facile" di Alda Merini.
Lo spettacolo è realizzato in collaborazione con la popolazione femminile dell'istituto penitenziario sannita.
"Sul palcoscenico - si legge nella nota inviata alla Stampa - i corpi tracciano territori di memoria e libertà, disegnando geografie possibili tra ciò che resta e ciò che si muove.
Un viaggio fatto di silenzi e parole, di immobilità e danza, dove ogni cosa trova il suo posto sulla scena e nel cuore".
In scena: Adele, Carmen, Francesca, Maria, Maria, Milena, Nunzia, Pina, Rosario, Samantha, Teresa. Regia: Alda Parrella, in collaborazione con Carmen Dente, Francesca De Michele e Valentina Leone.
Con la partecipazione straordinaria e le musiche di Eduarda Iscaro, cantante e fisarmonicista sannita, figura molto originale nel panorama teatrale e musicale contemporaneo.
Dopo lo studio della fisarmonica e gli esordi nella musica popolare, Iscaro ha imboccato la strada del teatro musicale vantando collaborazioni con il premio Oscar Nicola Piovani e con attori del calibro di Angela Pagano, Massimo Wertmuller, Anna Ferruzzo, Massimo Andrei, Lunetta Savino, Lino Musella ed altri.
Il percorso teatrale, proposto dall'associazione di promozione sociale Exit Strategy, chiude il progetto "Mandragole. Tecniche di teatro partecipativo", finanziato dal Fondo per la promozione e il sostegno delle attività teatrali negli istituti penitenziari.
Si tratta di un progetto multidisciplinare che intreccia teatro, fotografia e videomaking in un'esperienza dove tutti diventano co-creatori.
Non solo recitazione ma un percorso collettivo che abbatte barriere e genera dialogo, con l'obiettivo di rafforzare autostima ed espressione emotiva, sviluppare competenze teatrali e audiovisive, abbattere lo stigma attraverso l'incontro e sensibilizzare la comunità sulle potenzialità rieducative dell'arte.
L'evento è riservato ad un pubblico già autorizzato.
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