| Benevento, 24-01-2026 16:19 |
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Dalla voce al telefono ho capito che il travaglio di una donna era in stato avanzato e mentre le davo indicazioni ho avvertito il 118
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Redazione |
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Il presidente dell'Ordine delle Ostetriche di Benevento, Giuseppina Roviezzo, ci riporta un bell'episodio di buona sanità e di altruismo che va anche oltre quelli che sono i doveri legati alla professione.
L'episodio è accaduto lo scorso 22 gennaio ed ha visto per protagonista Anna Pepe, originaria di Moiano e pendolare da qualche mese, al consultorio di Agnone (Isernia).
"Durante il servizio - ha raccontato Pepe - ha ricevuto la telefonata di una signora che mi chiedeva informazioni circa i tempi di travaglio di un terzo figlio in quanto sola in casa e chiedeva se era giusto allarmare qualcuno.
Dalla sua voce e da come respirava ho capito subito che era in travaglio avanzato, le ho chiesto subito se sentiva muovere il bambino e se perdesse sangue mentre si allertava il 118.
L'ho aiutata a stare calma e a concentrarsi nella respirazione, invitandola a cercare di trattenere le spinte espulsive con degli esercizi.
Siamo rimaste al telefono fin quando in breve tempo è arrivata l'ambulanza ed è stata trasportata all'Ospedale più vicino, dove ha partorito.
Ora entrambi stanno bene".
Il presidente Roviezzo si è complimentata con la collega per la calma e l'empatia giusta verso la signora, ma al tempo stesso la determinazione e risolutezza che ha usato nel gestire questo caso.
"E' un caso di buona sanità - ha commentato - che bisogna evidenziare e che conferma l'indispensabile continuità assistenziale che deve esserci tra ospedale e territorio monitorando la salute materno-infantile, sostenendo l'allattamento e intercettando fragilità sociali. L'ostetrica rimane un punto di riferimento per la donna lungo tutto il ciclo vitale (pubertà-menopausa) e ne risulta indispensabile".
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