| Benevento, 06-01-2026 16:42 |
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E' apparso su Academia l'ultimo lavoro di Filippo Bencardino, "La vita e' bella. Ma soltanto se la sappiamo vivere. Un approccio geopolitico"
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Redazione |
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E' apparso di recente su Academia l'ultimo lavoro di Filippo Bencardino (foto), "La vita è bella. Ma soltanto se la sappiamo vivere. Un approccio geopolitico".
"Il libro, che è disponibile gratuitamente su Academia.eu - si legge in una nota - completa la trilogia dell'autore, dedicata alla riflessione sui problemi del nostro tempo, al bene e al male, allo smarrimento derivante dalla perdita dei valori fondanti quali la democrazia, la giustizia sociale, la libertà, la religiosità, il rispetto dell'altro, l'umanità, tanto che il mondo intero è oggi in una fase di regressione di civiltà.
L'essere umano è composto da corpo e anima; quest'ultima si articola in tre parti: istinto, emozioni e ragione.
La ragione rappresenta la parte nobile dell'uomo, poiché gli permette di pensare, di scegliere e di orientarsi consapevolmente verso il bene o il male.
Quando vengono meno la parte emotiva e quella razionale, prevalgono la follia o l'istinto puro e l'essere umano si riduce a un guscio dominato solo dall'istinto, trasformandosi in una bestia, un animale capace di mangiare anche i suoi simili.
Stiamo vivendo una fase tragica della storia dell'Umanità, perché sono molto diffuse la follia, il caos, la violenza.
Abbiamo abbandonato Dio e anche quei valori che avevamo conquistato con la Rivoluzione francese, la libertà, l'uguaglianza, la fraternità.
E', pertanto, scomparsa anche la politica e i politici, ossia le donne e gli uomini che hanno ricostruito l'Italia dopo la disastrosa seconda guerra mondiale, facendo di essa una potenza industriale e restituendo agli italiani, vincitori e vinti, la dignità perdita e la libertà.
Oggi si è smarrito quel senso dello Stato che era presente negli uomini politici della cosiddetta prima Repubblica; prevalgono politici di "mestiere" che non intendono l'impegno politico come servizio che si offre alla comunità e che hanno posture e un linguaggio non più consoni al ruolo e alle funzioni che i "rappresentanti del popolo" sono chiamati a svolgere.
Nuovi valori si sono affacciati all'orizzonte, essenzialmente il denaro: L'individuo vale per quello che possiede.
Questo ha aperto la strada alla corruzione, all'individualismo sfrenato e alla prevalenza degli interessi personali o, al massimo, di quelli corporativi.
Tutto è lecito, non ci si indigna più perché "così fan tutti" e ciò che conta è il fare a ogni costo; conta la forza, l'apparenza, l'arbitrio, mentre le regole vengono percepite come lacci e laccioli, che frenano chi vuol fare.
Prevalgono la disinformazione e le menzogna, in un mondo segnato dalla de-acculturazione e dall'analfabetismo di ritorno.
E' quella attuale una società senza socialità e priva di umanità, in cui domina, a livello globale, la forza delle armi a scapito del diritto e della diplomazia.
E' in atto una guerra tra autocrazia e democrazia e sembra che uomini e donne si siano stancati della democrazia e della liberà, affascinati dalle violenze e dalle dittature.
Superato l'ordine mondiale disegnato a Yalta si è alla ricerca di un nuovo ordine e le grandi potenze vogliono spartirsi il mondo, anche a causa di una Europa in letargo.
Tutti sembrano orientati al riarmo, a scapito degli investimenti nel welfare, nell'università e nella sanità, con il risultato di generare nuove disuguaglianze e nuovi conflitti.
Purtroppo abbiamo dimenticato il passato, mistifichiamo la realtà e non progettiamo il futuro, restiamo a galleggiare in un eterno presente.
Sarebbe invece necessaria una presa di coscienza e una riflessione sul senso della vita, sulla necessità di studiare per imparare a stare al mondo e anche a sorridere di noi stessi.
Occorrerebbe meditare sul significato del Natale e dell'Epifania, quando Dio si è fatto uomo ed è sceso sulla terra per portare amore, pace e fraternità e i Re Magi si recarono nella grotta con doni di oro, incenso e mirra.
Al contrario, oggi vediamo un uomo che si crede Dio e che è sceso su Caracas per portare bombe e distruzione e prelevare petrolio, oro e argento.
Siamo tornati all'Ottocento, alla politica dello spazio vitale, alle conquiste coloniali, e alla politica dei dazi, che hanno provocato due guerre mondiali.
Oggi non più con i fucili ma usando bombe e droni, le nuove armi intelligenti.
Ci stiamo avviando verso una terza guerra mondiale. E' ora di svegliarsi.
Speriamo siano i giovani, i più colpiti dalle crisi del mondo attuale, a promuovere quella svolta, necessaria per dare un senso alla nostra esistenza e ad apprezzare "il bello come il bene dell'intelletto", definizione data dal teologo don Gaetano Sebastiano Tomagra.
Egli, riflettendo sul nesso tra bonum e pulchrum ed esse e pulchrum nel pensiero di San Tommaso d'Aquino, ritiene che il bello è ordinato alla facoltà cognitiva ed è ciò che ci spinge a comprendere l'essenza delle cose e ad avvicinarci al divino.
Mentre il bene per Kant è bene morale, ossia il rispetto delle leggi.
Quest'ultimo rappresenta un male che caratterizza soprattutto l'Itala, dove la metà dei contribuenti non paga le tasse e appena il 27% di essi contribuisce per l'80% alla contribuzione totale.
Ne deriva un debito pubblico che ormai ha aggiunto la stratosferica cifra di 3,2 milioni di miliardi ed è in continua crescita, un regalo che noi padri e nonni lasceremo ai nostri nipoti".
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