| Benevento, 04-01-2026 18:30 |
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Un collegamento organico e strutturale con i grandi eventi della Regione rilancia la proposta per Benevento
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Redazione |
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Delle riflessioni marcatamente territoriali sociali, legate comunque alla pianificazione e all'urbanistica ma non tecniche.
Così Vincenzo Carbone (foto), architetto, spiega l'intervento inviatoci.
"Gentile direttore - scrive - "Il turismo e la sfida della Città allargata" è l'editoriale di fine anno di Vincenzo Di Vincenzo e le considerazioni partono dalle sfide del 2026 che attendono Napoli e la Campania.
Le sue considerazioni sono centrali anche per altre riflessioni.
La città allargata di Napoli, come scrive, recupera spazi lontani che con la rigenerazione di Ovest ed Est fanno assumere nuova qualità, insieme ai tre lungomari: Bagnoli, Napoli e San Giovanni a Teduccio.
Per Napoli e la Campania, il 2026 è anche l'anno che prepara gli eventi dell'America's Cup.
L'America’s Cup, come afferma il sindaco Mastella, è l'occasione per valorizzare le "aree interne della Campania".
Un collegamento organico e strutturale con i grandi eventi della Regione rilancia la proposta per Benevento e il fascino che Benevento trasmette a chi ci abita e a chi arriva.
Dunque, alcuni temi specifici del 2026, la Città allargata di Napoli (e delle altre città), le aree interne, il turismo, l'America's Cup (ma anche Sanità, lavoro e sicurezza) mettono in risalto una positiva tensione; l'impegno di politici, amministratori e specialisti di confrontarsi per approdare a nuove forme di città che vanno oltre i confini classici.
In effetti, come positivamente si sostiene per Napoli (ma vale anche per le altre città) si ha l’occasione "di far rivivere nella modernità interi quartieri che hanno avuto una diversa destinazione per secoli, ma che oggi vanno ripensati, portati a nuova vita secondo i canoni di una moderna società inclusiva".
E' una sfida che affascina. E' quasi rivolta agli urbanisti, chiamati a formulare nuovi scenari.
I territori e le città, infatti, se rimangono ancorati rigidamente a forme del passato, alle destinazioni del passato, alle vocazioni del passato, con la modernità che avanza, finiscono per perdere la sfida e diventare impianti senza vita.
Le infrastrutture, soprattutto quelle del trasporto su ferro, fanno parte di questa sfida, una strategia per potenziare metro, ferrovie urbane e collegamenti, definita "cura del ferro".
La "cura del ferro" per la Campania, rappresenta la vera sfida, come quella che affrontò Roma negli anni '90, al tempo dei sindaci Rutelli e Veltroni, dove la chiave per il futuro urbanistico di Roma e del territorio circostante fu individuata nella strategia della mobilità sostenibile.
La "cura del ferro" per la Campania, non è solo collegare bene le città e i territori e decongestionare molto, ma avviare attuazione a modelli urbani che coralmente tendono la mano ai centri minori, misurando il valore della permanenza delle famiglie nei territori dove risiedono e quello della coesione sociale.
Questo fermento, in direzione dell'equilibrio territoriale, sottende un rinnovato impegno a concorrere a costruire sviluppo duraturo per le nuove generazioni, a favorire forme urbane legate ai tempi, che Sindaci e Comunità si fanno carico di promuovere, per meglio rammendare i territori.
Ad esempio, l'equilibrata localizzazione, nella città allargata, delle funzioni territoriali, della residenza o degli alloggi a prezzi accessibili, è la sfida per eleggere a primato l'unità del territorio, sempre di più costituito da forme urbane articolate.
L'unità fa da moltiplicatore di positività e contrasta l'innesco di processi di degrado. Il tema è da considerare, anche nella pianificazione provinciale.
I Comuni del Sannio sono vicini tra loro, sono a bassa densità di popolazione, spesso frazionati, e ancor più spesso gravati da edilizia lineare e saldatura.
Rappresentano forme semi-urbane, spesso con criticità, dove gli impianti sono stressati dallo spopolamento e dalla vetustà del patrimonio.
Per questi territori fragili, un tempo microcosmi cooperanti, è da ripensare il ruolo che per secoli hanno avuto.
Una sola vocazione, una sola destinazione e un solo utilizzo, non è più sufficiente a farli rivivere e traghettarli nel futuro.
Il ripensamento è già iniziato nelle grandi città declinando i canoni della "complementarietà e policentrismo", che forse è più di una mera strategia urbanistica.
In questo senso, l'associazionismo (infrastrutture, funzioni, housing e welfare) è lo strumento che meglio di altri coglie le sfide e i benefici dell'unità.
E' importante considerare l'America's Cup una "partenza" per lo sviluppo regionale, la sfida "della cura del ferro" e quella della "città allargata", di Benevento o delle altre città, perché il sistema nella "modernità che avanza velocemente" deve essere unito, connesso e cooperante".
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