| Benevento, 03-01-2026 20:21 |
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Sul sagrato della chiesa, un fantoccio che rappresentava Babbo Natale, venne impiccato ed incendiato dai preti insieme ai parrocchiani e 250 bambini
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Nostro servizio |
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Non c'è stata pausa, in pratica, per l'Archeoclub presieduto da Francesco Morante (nella foto di apertura è a destra ed a sinistra è Giuseppe Patrevita) che anche nel corso delle festività natalizie ha intrattenuto i suoi ospiti e soci in iniziative di grande pregio e sopratutto con nulla di scontato o frutto di superficiale e frettolosa ricerca.
Del resto, come ci ha detto Morante, nel consuntivo che verrà presentato tra qualche settimana, comparirà il numero delle manifestazioni fatte nel corso dell'anno che si è appena chiuso, ben 58, più di un evento a settimana visto che in un anno le settimane sono 52, compreso agosto che, notoriamente, è mese dedicato alla vacanza.
Stasera, nella sede dell'Associazione a "Casa Pisani" si è svolto il tradizionale appuntamento con "La Strenna dell'Epifania".
Accanto al presidente Morante, il suo vice Giuseppe Patrevita e si è parlato di leggende legate al Natale, ai suoi personaggi e ai suoi simboli.
Morante e Patrevita hanno trovato il modo per rendere molto interessante anche un argomento di tradizione familiare e sentimentale raccontando dell'uccisione di Babbo Natale.
Questa facciamo all'inizio dell'anno, la Conferenza dell'Epifania, ci ha detto Morante, poco prima che l'evento avesse inizio, nel senso che raccontiamo fatti, aneddoti e curiosità legate al Natale, ai Re Magi e non solo da un punto di vista storico ma di epoca anche contemporanea.
Ogni volta, insomma, cerchiamo di girare intorno a questo mondo delle feste, dell'Epifania, dei regali, della figura di Babbo Natale e delle varie tradizioni.
Applicate, abbiamo chiesto noi, anche il concetto In God we trust, in Dio noi confidiamo, impresso sul dollaro cartaceo, una frase che conferma l'esistenza di Babbo Natale atteso che anche gli Stati Uniti, pur senza conoscerlo o averlo mai visto, confidano in un essere invisibile, se non nella Fede di ciascuno.
Appunto, ci ha detto Morante e questo ha fatto sì che verso questo essere, figura molto controversa, che guadagnava sempre più spazio nelle famiglie, si accendesse una furibonda avversione.
E stasera parliamo anche del fatto che nel 1951, a Digione, in una Chiesa ancora preconciliare, ci fu la uccisione di Babbo Natale.
Sul sagrato della chiesa, un fantoccio che rappresentava Babbo Natale, venne imopiccato ed incendiato dai preti insieme ai parrocchiani e tra questi 250 bambini, per protestare contro la commercializzazione del Natale, contro questo atteggiamento consumistico.
Tutto ciò anche nella scia della guerra tra il presepe e l'albero di Natale? abbiamo ancora chiesto a Morante...
Beh sì, ci ha risposto, alla fine quello che viene fuori e recentemente anche secondo alcuni studiosi, è che ci sarebbe anche la commistione con alcune figure sciamaniche della Finlandia le quali arrivavano sulle slitte trainate dalle renne (non solo un quadro della iconografia classica ma necessità dovuta all'ambiente), questi sciamani, che avevano anche la fama di essere dei guaritori, siccome la neve era talmente tanta al punto che le porte delle case non si potevano aprire, dovevano passara dall'alto, dai camini.
Questo ha alimentato la leggenda del Babbo Natale che arrivava con le renne e che si calava nei camini, contribuendo a creare, appunto, la figura di Babbo Natale.
Da tutto quello che raccontiamo, quello che si percepisce è proprio questa contaminazione tra le leggende e tra le culture che si incontrano.
A lungo andare, ha proseguito Morante, c'è poi questa stratificazione che ci ha portati alla figura attuale di Babbo Natale.
E così, abbiamo detto noi, siamo arrivati a San Nicola di Mira poi detto San Nicola di Bari e quindi Babbo Natale...
In realtà, ci ha rispoto Morante, i russi che sono emigrati in America si sono portati dietro il culto di San Nicola che con Santa Claus sono la stessa cosa.
Si, ci siamo inseriti noi, Santa Claus altro non è che una stortura perpetrata dagli inglesi... di quel San Nicola...
Quando i russi hanno portato il culto di San Nicola in America, ha ripreso Morante, lo hanno portato come vescovo, vestito di rosso e siccome San Nicola nella sua iconografia faceva i regali ai bambini ed alle famiglie meno abbienti della sua epoca dove i papà non riuscivano a fare la dote alle figlie per farle sposare e le avviavano quindi alla prostituzione cosa che San Nicola evitava lasciando, appunto, sacchetti di monete d'oro alle famiglie delle giovani per la loro dote matrimoniale, si è creato questo passaggio consumistico dalla figura religiosa del vescovo San Nicola e di Babbo Natale.
Recentemente, abbiamo aggiunto, con mezzi sofisticatissimi, dal teschio largamente conservato a Bari, hanno ricostruito il volto di San Nicola deludendo, peraltro, un po' anche le persone perché l'immagine non appartiene a volto "imposto" dalla CocaCola di un vecchio arzillo e pacioso, con guance rosse e barbone bianco (nella seconda foto in basso)...
Sì, ci ha risposto Morante, ma ricordiamo che San Nicola era un turco e quindi è difficile immaginarlo come una figura nordica.
Insomma, c'è di che parlare su Babbo Natale.
Abbiamo anche comprato come Archeoclub una scultura peruviana (nella terza foto in basso) che rappresenta una natività in stile peruviano anche perché l'incontro di culture è sempre positivo e nessuno si deve chiudere nel proprio recinto dichiarandosi il padrone della verità e quindi ben vengono se ci sono delle contaminazioni nel Natale che ha un valore universale.
Pe concludere, è questo il primo evento dell'Archeoclub per questo 2026.
Siamo nel momento del bilancio e dobbiamo preparare i documenti per il consuntivo del 2025 ed ho elencato sin qui 58 eventi fatti l'anno scorso è non roba da poco, ha concluso Morante.
A questo punto è cominciato l'incontro con la relazione di Morante, appunto e di Patrevita.
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