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Benevento, 27-06-2024 13:42 ____
Seduta di Consiglio comunale senza grandi scossoni ma tra il sindaco ed il segretario generale il confronto si e' fatto aspro e plateale
Giovanna Megna ha denunciato la vicenda della cacciata dall'aula delle Commissioni consiliari del collega Enzo Colarusso ma la maggioranza nega che questo possa essere qualcosa in piu' di un episodio
Nostro servizio
  

Una seduta di Consiglio comunale abbastanza lunga ma tutto sommato senza scossoni tranne le incomprensioni, platealmente mostrate dal sindaco Clemente Mastella con ampie articolazioni delle braccia, nei confronti del segretario generale Riccardo Feola.
La vicenda ha riguardato i debiti fuori bilancio per la votazione dei quali i consigleri di maggioranza, con i loro capigruppo, avevano approntato un ordine del giorno che in pratica non faceva altro, nulla di innovativo, che reiterare la richiesta al segretario generale di mettere un freno, con azioni organizzative ed ispettive, al giungere in Consiglio di questi debiti uno dei quali, per importo e procedura, ha fatto scattare l'indignazione generale.
Per il resto la seduta ha avuto inizio alle 10.20, una ventina di minuti dopo l'orario fissato, e termine alle 13.40.
Alla chiama sono risultati presenti in 29 mentre assenti sono risultati: De Stasio, Fioretti, Moretti, Perifano, Piccaluga e Sguera.
In apertura di seduta Giovanna Megna ha chiesto al presidente Parente, che lo ha consentito, di poter fare chiarezza rispetto alla partecipazione da parte di persone estranee ai membri di diritto nelle Commissioni consiliari.
Esse sono sedute pubbliche, ha detto Megna, così come i Consigli comunali e sono presiedute dai presidenti che le disciplinano.
Zittire la stampa, secretare gli atti, vietari gli accessi è oramai una abitudine che sta prendendo piede da tempo in questo Palazzo.
Se uniamo tutti i puntini di questo ideale percorso fatto di tanti episodi, così come si fa con quel noto giochino pubblicato sulle parole crociate che tratteggiando il percorso da un punto ad un altro dà poi una figura completa, ci accorgiamo che non stiamo costruendo una immagine positiva di questo ambiente.
L'astensionismo ci impone di essere trasparenti e chiari anche nei confronti di chi si adopera per coinvolgere i cittadini e cioè la Stampa.
Megna si è riferita, ma solo per ultimo, ad un brutto episodio occorso ieri al collega Enzo Colarusso che è stato invitato dall'assessore Pasquariello, che relazionava, a lasciare la stanza della riunione delle Commissioni congiunte, sulla vicenda delle scuole da abbattere.
Colarusso non ha fatto grandi gesti di protesta ed è andato via ma la eco di quanto avvenuto è stata subito ripresa ed amplificata.
Da qui la solidarietà dei tanti colleghi, noi per primi che ci siamo resi disponibili anche a dichiarazioni pubbliche, e quella di Giovanna Megna.
Ovviamente la cosa è talmente grave e delicata che non poteva passare sotto silenzio e così a prendere la parola è stato lo stesso sindaco Mastella che ha etichettato come sghembla l'argomentazione di Megna atteso che non mettiamo la museruola a chi che sia.
Peraltro non c’è nessun luogo al mondo dove ci siano posti per la Stampa nella stessa sala delle adunanze del Consiglio comunale ed addirittura tra i banchi resi liberi dal ridimenzionamento del Consiglio (una volta erano in 40 ora sono in 32 più il sindaco ma che siede sui banchi della Giunta).
Ed allora Mastella, non abbiamo capito se per ritorsione o che altro, ha invitato il presidente del Consiglio comunale a creare una Sala Stampa, che non sempre è una cosa positiva, in pratica il giornalista si perde il contatto con l'Aula e con i suoi ammiccamenti, le sue frasi dette a mezza voce, lo sguardo tra i consiglieri e così via.
Non possono stare nella Sala consiliare così come nella stanza delle riunioni delle Commissioni.
Insomma fuori i giornalisti, ha detto Mastella, da dove stanno adesso e dove, aggiungiamo noi, lo sono da tempo immemorabile, forse da quarant'anni o ancora di più.
Si determini una scelta con una Sala Stampa, ha proseguito Mastella rivolto al presidente Parente.
Un conto è l'Aula con la sua sacralità ed un conto è l'accesso dei giornalisti.
Luigi Scarinzi è intervenuto sullo stesso argomento cercando di sminuire il fatto che, secondo lui, non è stato neanche significativo (poi anche in privato, se lo ritiene, ci spiegherà che significa per lui essere significativo al di là che è stato allontanato un giornalista ed a cui è stato vietato di fare il proprio dovere che è quello di informare ndr).
Rilasciamo interviste prima e dopo le riunioni e la polemica è dunque fuori luogo, ha proseguito Scarinzi ed il protagonista (Colarusso ndr) non ci ha dato nemmeno peso.
In tutto questo c'è poi qualcuno che si insinua in ogni cosa (il riferimento è quasi certamente a Gabriele Corona ndr) facendo sembrare anormali cose che normali sono.
Non mettiamo alla porta nessuno. Evitiamo di essere strumentalizzati non dando peso ad episodi che vengono esaltati in modo anomalo.
Alboino Greco ha detto che si è verificato anche nella sua Commissione e non siamo chiusi.
A questo punto si è passati all'esame del primo punto posto all'ordine del giorno dei lavori del Consiglio comunale: "Approvazione Piano economico e finanziario e delle tariffe Tari per l'anno 2024".
Ha relazionato l'assessore Maria Carmela Serluca che ha parlato della definizione, a livello nazionale, delle regole per le procedure tariffarie. Quelle di Benevento sono state validate dall'Ente d'Ambito e la tariffa complessiva massima è pari a 18 milioni di euro circa confermando i costi del servizio.
Angelo Miceli ha riordato la cifra del contratto di servizio con l'Asia che è di 25mila tonnellate di rifiuti per l'anno 2021 ed è questa cifra che poi poniamo a base di tutti i tariffari che andrebbero invece aggiornati.
Il costo è zero virgola in meno qualcosa, ma resta uno dei più alti d'Italia.
Il Piano è molto oneroso per la città.
Poi c'è stato un gesto di Picariello che ha indispettito non poco Miceli.
Ma come, mentre sto parlando, ha detto Miceli a Picariello, mi chiedi la restituzione della penna che peraltro non è nemmeno la tua ma della segreteria... cose dell'altro mondo...
Riprendendo il suo intervento Miceli ha detto che bisogna fare l'analisi dei costi di gestione del servizio. Abbassiamo i toni trionfalistici perché occorre rimodulare il piano, cosa che non è stato fatto.
Giovanni Zanone ha detto che comunque è la prima volta che vediamo un segno meno dinanzi alle tariffe al di là della strumentalizzazione che se ne sta facendo.
Nel 2016 all’insediamento dell'Amministrazione ci siamo meravigliati noi, come lei fa adesso, ha detto rivolto a Miceli, rispetto ai costi alti.
In questo caso cade a pennello il termine caro a Fioretti che è sciatteria (e Miceli interrompendolo: Ma sono passati otto anni…).
Francesco Farese ha esordito dicendo che nella scorsa seduta Antonio Capuano gli ha fatto una reprimenda etichettandolo come il professorino di questo Consiglio comunale.
Non urto allora la sensibilità di Capuano e non vado sui fatti tecnici resto su quelli politici.
Il problema qui è legato all’impiantistica ed al costo che non si riesce a smuovere e che si ribalta sui cittadini. Ma questo non avviene a caso. C’è una responsabilità politica che è di questa compagine che governa ininterrottamente da quasi 8 anni.
Peraltro lo dite voi che non siete in grado di sbloccare la situazione dell'impiantistica. Lo ha dichiarato Umberto Panunzio a "Gazzetta di Benevento" nell'occasione della rimessa delle deleghe alla Provincia e dicendo che egli vuole fare qualcosa per mutare il corso degli eventi ma che si scontra contro un muro di gomma da qui il ritorno delle deleghe al presidente Lombardi.
Antonio Capuano ha detto che i dati che oggi sono alla base della delibera, sono gli stessi che Farese ha approvato l’anno scorso (quando era con la maggioranza ndr) con le motivazioni dell’epoca che esistono ancora oggi.
Dall’incendio allo Stir di Casalduni la Regione non provvede neanche a smaltire i rifiuti incendiati.
La Samte, la società della Provincia, può fare il lavoro per la gestione dei rifiuti ma occorre che le si ridia l'impianto in efficienza.
Chieda lei in Regione, con cui adesso è in piena sintonia, perché non attivano la gara per il trasferimento dei rifiuti da Casalduni.
Rosetta De Stasio ha sottolineato come fosse dispiaciuta di assistere allo spettacolo: E' colpa non è colpa mia.
Chi stava in maggioranza ieri, oggi è passato in quest’altra maggioranza, da un banco ad un altro.
Uno spettacolo indecoroso che è meglio non portare in scena. Non fa onore a nessuno.
Chi governa ha la responsabilità, come ha detto Pasquariello in Commissione, e quindi non può dire: Ma tutto questo c’era anche prima. Siete al governo della città da 8 anni e non sono pochi.
Evidenzio che nel frattempo la popolazione di Benevento è diminuita, come ha detto Miceli, con una minore produzione di rifiuti. Evidenzio ancora che Andreani (la ditta concessionaria della riscossione delle tariffe ndr) evita di andare a verificare i B&B.
Quanti sono e quanti di loro hanno dichiarato i metri quadri occupati? Sono 130 come sin qui risultano?
Perché non invitare Andreani a recuperare quei soldi anche da parte di chi non solo cambia la tariffa ma addirittura non è censito e non è proprio conosciuto alla tassazione come B&B.
E' così che scende la Tari, recuperando gli evasori, parziali e totali.
Giovanna Megna ha proseguito dicendo che il dato dei rifiuti è sempre lo stesso, non si sposta di un grammo dal numero di 25.171 tonnellate. Come è possibile ciò?
Anche i costi variabili sono identici da 3 anni.
Qualsiasi azienda avrebbe licenziato il proprio manager con queste condizioni.
Oggi ci raccontate la favola della Regione. La verità è che è sempre colpa degli altri, secondo voi.
Antonio Picariello è intervenuto dicendo: Mi sarei aspettato una grammatica istituzionale corretta.
La Tari di Napoli del vostro centrosinistra è aumentata dal 22%. Siete anacronistici e dite sempre le stesse cose.
Giovanni De Lorenzo ha fatto un breve intervento per chiedere di moderare i termini che sono al limite dell’offesa.
Bisogna però capire perché è stata creata una nuova società per la gestione dei rifiuti.
Maria Carmela Serluca ha replicato dicendo che B&B (le camere in affitto ndr) fino allo scorso anno hanno usufruito delle agevolazioni della categoria di alberghi senza ristorazione.
Ora l'invito pubblico è ad andare da Andreani per mettersi in regola e non solo per mutare categoria ma anche per dichiararsi utenti del servizio dei rifiuti per chi non è proprio in elenco.
Francesco Farese è stata deciso nel suo intervento.
Prendiamo atto che governate ma non ve ne accorgete.
Anche le deleghe sono state rimesse dai consiglieri provinciali ma non per protesta contro la Provincia ma contro la Regione!
Prendiamo atto anche di questo.
A questo punto si è passati alla votazione e l'atto è stato approvato con 20 voti favorevoli e 7 contrari.
Si è passati quindi al secondo punto all'ordine del giorno: "Ratifica delibera di Giunta comunale numero 165 del 4 maggio 2024: "Variazione d'urgenza al bilancio di previsione finanziario 2024-2026 ex articolo 175 comma 4 del Tuel 267/2000".
Ha relazionato brevemente Serluca.
Miceli nel suo intervento è stato originale: Ma parliamo di ravvedimento operoso?
Voterò favorevolmente questa delibera, ha detto il consigliere d'opposizione, per consegnare ai posteri, alla giunta, quale deve essere la strada da seguire.
Questi sono atti conseguenziali ai proclami ed è la prima volta che ciò accade.
La deliberazione ha ottenuto 24 voti favorevoli ed 1 astenuto.
Il terzo punto è stato: "Ratifica delibera di Giunta comunale n.169 dell'11 giugno 2024: "Variazione d'urgenza al bilancio di previsione finanziario 2024-2026 ed articolo 175 comma 4 Tuel 267/2000".
La relazione è stata sempre dell'assessore Serluca.
L'atto è stato votato con 18 sì ed 1 astenuto.
Ed a questo punto siamo giunti alla serie di punti all'ordine del giorno riferiti ai debiti fuori bilancio ed il consigliere Marika Mignone ha preso la parola per dire che prima di votare le delibere c'è un ordine del giorno firmato dai capigruppo di maggioranza con il quale viene chiesta l'istituzione di una procedura di monitoraggio con cadenza trimestrale e la genesi, la natura e l'entità della richiesta di pagamento in modo da limitare i debiti per il futuro.
E qui è scoppiato il caso ed il confronto forte tra Mastella ed il segretario Feola ed è stato Angelo Miceli a far risaltare la cosa.
Ma è possibile introdurre un ordine del giorno in questo consiglio? E’ legittimo? Ha detto Miceli.
Forse una mozione, quella sì, potrebbe essere assunta anche perché va rivolta al sindaco ed alla giunta.
Il presidente Renato Parente ha quindi riletto il documento presentato da Mignone e lo stesso consigliere di maggioranza ha confermato che si trasformava il documento da ordine del giorno in mozione in modo da poterlo già votare oggi. Il contenuto è lo stesso.
Parente ha quindi sospeso per pochi minuti la seduta per dare il tempo a Mignone di riscrivere la richiesta cosa che è stata subito fatta e da ordine del giorno e diventata mozione ed è stata così riletta.
Ma qui c'è stato il forte battibecco tra il sindaco ed il segretario generale perché entrambi avevano visioni diametralmente opposte sulla validità della presentazione di quell'ordine del giorno. Si può fare, insisteva Mastella. No, non è così, ha detto il segretario.
Ci si è lasciati che l'argomento farà parte della prossima seduta del Consiglio comunale.
A questo punto si è passati a discutere il punto quattro, il primo debito fuori bilancio, il più critico quando a soldi da spendere: "Riconoscimento debiti fuori bilancio articolo 194 comma 1 lettera a) D.Lgs 267/2000 - Tribunale ordinario di Benevento sentenza omissis/2023 resa nel procedimento Rg omissis 2021". La somma di condanna è stata di 522,74 euro per il pagamento al dipendente ma di 6.151,65 euro per spese legali e poi c'è la spesa da sostenere per l'avvocato esterno nominato dal Comune.
Rosetta De Stasio nel suo intervento ha rappresentato tutta la sua preoccupazione, che è poi di tutti, nel valutare questo debito da cui è poi scaturita la mozione o l'ordine del giorno presentato dalla maggioranza.
La somma da corrispondere al dipendente non è alta, ma c’è poi anche l'avvocato esterno all’Ente oltre che a quello del dipendente.
Il metodo è cercare di evitare la produzione dei debiti fuori bilancio e trovare la responsabilità dei dirigenti di settore.
Francesco Farese ha ricordato che una mozione similare la firmammo e la presentammo in successiva seduta. Questa scheda di debito fa rizzare i capelli in testa atteso che la spesa originaria si moltiplica per 12 volte più l'avvocato dell’Ente.
Questi debiti rappresentano una piaga per questa Amministrazione. Non va meglio di prima e si persevera negli errori.
Oggi cose strane riscontriamo anche sui profili necessari da mettere a concorso.
Le risorse umane invece vanno da altra parte.
Cambiate registro nella gestione del Personale, state andando verso una situazione di conflitto con i dipendenti.
Clemente Mastella è intervenuto dicendosi d’accordo riguardo una rivisitazione sul modo di arruolare le cause, e sul ruolo dei dirigenti. Confermo poi che un ordine del giorno può essere presentato in un qualsiasi momento in Consiglio. Tuttavia, siccome si è rovato un accordo tra maggioranza ed opposizione, andremo alla volta prossima.
Nessuno se ne lava le mani ma ricordo che sono sempre i dirigenti ad operare.
Con la riforma della Bassanini, noi arriviamo solo al voto politico.
Il segretario allora vigili sui dirigenti su cui noi non abbiamo invece nessun controllo.
Finora siamo stati abbastanza miti nel castigare questo atteggiamento che possiamo solo censurare.
A fine anno possiamo però valutare su quanto prendono i dirigenti in aggiunta allo stipendio.
L’ordine del giorno, ha concluso il sindaco, può essere prodotto anche durante la seduta del Consiglio comunale a differenza di quanto dice il segretario comunale. Comunque lo ripresenteremo la prossima volta.
Giovanni De Lorenzo ha detto che sarebbe intervenuto per proporre un rinvio per modo da costruirlo insieme e renderlo magari anche un po’ più incisivo questo ordine del giorno o mozione per tentare di fermare questa produzione di debiti fuori bilancio. Bisogna assolutamente trovare una soluzione alternativa alle controversie.
Picariello ha confermato quanto detto da Mastella e cioè che bisogna incidere sulla performance del dirigente che prende 46mila euro in più sullo stipendio, qui a Benevento l'indennità concessa è quella massima. Ed allora incidiamo sulla graduazione della indennità.
Nel caso specifico di questo debito che ci costa così tanti soldi, si tratta di non aver tenuto conto di una autocertificazione presentata dal dipedente.
Marcello Palladino ha detto che già nel marzo 2024 ci fu, su insistenza del Consiglio comunale, una direttiva del segretario comunale da noi richiesta, a firma mia e di Farese. Abbiamo chiesto un report e dunque il responso lo potremmo già avere oggi e capire quali sono stati gli effetti delle direttiva del segretario comunale e gli eventuali miglioramenti visto che ai dirigenti la missiva è stata inviata tre mesi fa.
Adele De Mercurio ha detto che per responsabilità politica voteremo i debiti fuori bilancio che lo diventano in presenza di una spesa non prevedibile mentre qui sono prevedibili.
Non possiamo essere costretti però a continuare a votare questi debiti ed assistere a questo scempio.
Alla fine la votazione sulla delibera ma anche sulla discussione generale sui debiti ha visto 20 favorevoli ed 8 contrari.
Si è proseguito con il quinto punto all'ordine del giorno: "Riconoscimento debiti fuori bilancio articolo 194 comma 1 lettera a) D.Lgs 267/2000 - Tribunale di Benevento sezione lavoro - sentenza omissis/2022 resa nel procedimento Rg omissis 2020."
Ha relazionato Serluca parlando di un ricorso fatto da un dipendente per pagamento indennità. La condanna del Comune è stata per differenze contributive con l'importo di 1.281,00 euro. La votazione della delibera è stata di 18 voti a favore e di 5 contrari.
Il sesto punto è stato: "Riconoscimento debiti fuori bilancio articolo 194 comma 1 lettera a) D.Lgs 267/2000 - sentenza Giudice di Pace di Benevento 284/2023."
Ancora l'assessore Serluca ha detto che il debito del settore Lavori Pubblici è stato di 1.145,06 euro di cui 606,50 per spese processuali. La votazione è stata di 20 voti favorevoli e di 4 contrari.
Il settimo punto all'ordine del giorno è stato: "Riconoscimento debiti fuori bilancio articolo 194 comma 1 lettera a) D.Lgs 267/2000 - sentenza Giudice di Pace di Benevento 102/2024".
Serluca ha detto che la condanna è stata a pagare 3.561,09 euro di cui 2.560 per risarcimeno danni.
La votazione è stata di 19 a favore e di 3 contrari.
L'ottavo punto posto all'ordine del giorno è stato ancora un debito: "Riconoscimento debiti fuori bilancio articolo 194 comma 1 lettera a) D.Lgs 267/2000 - sentenza Giudice di Pace di Benevento 612/2023."
Il Comune, ha relazionato, infine, Serluca, è stato condannato a pagare 719 euro di cui 377 per risarcimento danni.
La votazione è stata di 19 voti a favore e di 4 contrari.
A questo punto c'è stata la sgradita sorpresa del sistema elettronico che è andato in tilt e le votazioni sui debiti sono state rifatte.
Si è giunti quindi al nono ed ultimo punto all'ordine del giorno "Patto Territoriale della Provincia di Benevento s.c.a r.l.: Determinazioni".
Ha relazionato l'assessore Attilio Cappa il quale ha ricordato che il Patto Territoriale ha presentato un progetto pilota al Ministero dello Sviluppo Economico ed è stato finanziato per 1.200.000 euro relativamente alla strada di accesso in località Olivola e Roseto, denominata "Spezzamadonna". Da qui si è deciso di proseguire nell'impegno assunto con il Patto.
Esso, peraltro, cambierà il nome e si chiamerà Situs, "Sannio Innovativo Turistico e Sostenibile" Sannio, da qui anche le necessarie modifiche allo Statuto.
Giovanni De Lorenzo ha detto che questo punto in Commissione è stato bene analizzato e questo è un aspetto positivo da sottolineare.
Nel merito il cambio di finalità del Patto può essere anche apprezzabile ma ci sono perplessità sulla causa di successione del mortis causa. E' una previsione da cancellare visto che non ci sono soggetti fisici tra i soci.
Farese ha detto che ora si va alla trasformazione in quello che potrebbe essere un ente operativo di collegamento con enti pubblici e locali.
La votazione ha visto 18 favorevoli ed 1 astenuto.
Qui il vice sindaco De Pierro ha fatto una battuta a De Lorenzo che si è astenuto: Piano piano siamo all’astensione...

 

 

 

 

 

comunicato n.164771



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