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Benevento, 06-06-2024 16:52 ____
Rita Pavone, la grande interprete della musica leggera degli anni d'oro, si e' sentita attratta da Padre Pio. E' come se l'avesse chiamata a casa sua
Ho fatto spostare un concerto che avrei dovuto tenere a Bolzano proprio ieri pur di "rispondere alla chiamata". Nel viaggio da Napoli a Pietrelcina mi e' apparso per cinque volte sul telefonino il volto del santo. Fausto Leali nella "competizione" tra la musica dei suoi tempi e quella di oggi afferma che noi che veniamo da un'altra scuola forse non riusciamo o non vogliamo capirla...
Nostro servizio
  

Quando abbiamo incontrato Rita Pavone le abbiamo rappresentato subito tutta la nostra emozione nell'essere al cospetto di una cantante, largamente apprezzata, ieri come oggi, che ha segnato la giovinezza di generazioni e generazioni di italiani.
Con lei poteva reggere il confronto solo Gianni Morandi, per noi ovviamente.
C'era in quel periodo, è vero, anche un altro grande della musica leggera ed era Massimo Ranieri, ma chi come noi era un patito, all'epoca dicevamo "sfegatato", di Gianni Morandi, Ranieri era visto con sospetto e con malcelata acredine visto che era l'unico a tener desta al nostro idolo nelle trasmissioni televisive e nelle classifiche dei dischi più venduti dell'epoca.
Rita Pavone non era in competizione, non c'era alcun dubbio che fosse la più grande artista femminile del momento. Non aveva rivali.
Ed allora trovarcela davanti, noi attempati, meglio dire invecchiati e lei parimenti, un poco in più, è stato emozionante.
Anche questo è il bello di questa nostra professione.
Detto del contesto, abbiamo parlato a Rita Pavone di questa sua sconfinata professionalità messa sul palco in onore di padre Pio. C'è stato un motivo particolare che l'ha spinta a farlo?
Debbo dire, ci ha risposto, che mi è sembrato come se lui mi avesse chiamata.
Ho più volte detto alla mia assistente, che è pugliese, di voler andare a visitare la tomba di padre Pio. Alternativamente, vado a Lourdes un anno sì ed uno no. Ma volevo andare a visitare padre Pio.
Eravamo allo scorso autunno inoltrato ed a San Giovanni Rotondo ci fu detto che c'era già la neve e quindi decidemmo di non andare. Aspettiamo la primavera, dissi, ma poi comincerà il lavoro più intenso, come facciamo?
Sembrava non ci fossero alternative.
Finché un giorno firmammo il contratto per una serata a Bolzano che si sarebbe dovuta tenere proprio ieri sera, 5 giugno.
Pochi giorni dopo l'adesione all'invito per Bolzano, mi giunse la telefonata del mio agente che mi disse: C'è una serata da fare a Pietrelcina in onore di Padre Pio...
Non mi parve vero ed allora ho subito chiesto di cambiare la data di Bolzano ed ho aderito con molto slancio e piacere all'appuntamento con la terra di Padre Pio.
Sembra che mi abbia chiamato proprio lui e così ho visitato anche le sue case a Pietrelcina e non nascondo di essermi molto emozionata.
C'è un bell'afflato con questo santo moderno, un santo che senti vicino.
In me nei suoi confronti è nato come un amore in maniera spontaneo pur non essendo io mai stata una sua devota.
Venendo qui in macchina da Napoli per cinque volte mi è apparso sul telefonino il volto di Padre Pio.
Vuol dire che mi stava proprio chiamando...
Abbiamo a questo punto voltato pagina ed abbiamo chiesto a Rita Pavone di darci un suo giudizio tra la produzione discografica dei suoi anni d'oro e la musica che viene oggi proposta.
Tante canzoni hanno segnato un'epoca sia per la musica che per le parole.
Oggi su che cosa possiamo puntare?
Possibile entusiasmarsi per un brano la cui "melodia" si ferma su una sola nota o poco più?
Il mondo è cambiato, ci ha risposto Rita Pavone, e questo non mi appartiene però penso anche che poi ci sarà un altro cambiamento e sarà ancora tutto diverso. E dunque...
Purtroppo si perde la sostanza perché la proposta è essenzialmente per quello che si vede più che per quello che si sente.
Si vestono o si svestono in maniera strana gli interpreti di oggi. Ma forse non è neanche quello.
Secondo me cantare è proprio un'altra cosa.
Può darsi che sia un inizio, una maniera diversa per trovare subito un punto di contatto con le nuove generazioni.
Probabilmente le case discografiche sfruttano determinati momenti però poi chi ha talento deve avere il coraggio di sganciarsi e dire no, io voglio crescere ulteriormente ma come artista.
E questo è un punto difficile e bisogna avere molto coraggio per concretizzarlo.
Quando si parte, come me, dal cucuzzolo della montagna fino ad arrivare a "Cuore" (una delle canzoni più belle e fortunate di Rita Pavone ndr), bisogna avere la capacità di dire no e di fare delle scelte di crescita, non dico esteriormente, ha detto scherzando, perché io sono rimasta alta tale e quale, ma interiormente.
Dopo Rita Pavone, qualche battuta l'abbiamo scambiata anche con un altro grande della musica leggera, Fausto Leali a cui abbiamo chiesto se anche per lui c'è una importante attrattiva da parte del santo del Sannio.
Sono già venuto a Pietrelcina altre volte, ci ha detto, anche con amici che sono più devoti di me e che ci tenevano tanto. Sono stato anche a San Giovanni Rotondo.
Mia moglie è foggiana e quindi non ci risulta particolarmente difficile raggiungere ogni tanto San Giovanni Rotondo.
Anche a Fausto Leali abbiamo chiesto di questa differenza (ovviamente trattandosi di campo artistico ogni giudizio è soggettivo ndr) in campo artistico con le nuove generazioni di artisti della musica leggera.
Ci sono anche oggi autori che fanno canzoni, ci ha risposto Leali, poi ci sono anche i rapper che parlano e fanno altre cose.
Ma la musica è infinita e questa parte che viene fuori dai giovani a noi magari ci appare essere un po' scomoda perché non riusciamo o non vogliamo capirla, noi che veniamo da un'altra scuola.
La musica comunque non è quella, c'è poco da fare.
Tutto parte da Verdi, Puccini, Bach...
Poi arrivano i miei carissimi amici Dalla, De Gregori...
Quando ha cominciato questa lunga avventura artistica, abbiamo infine chiesto a Leali?
Ho cominciato a circa 11 anni, professionalmente a 14 anni, una professione che prosegue ancora.
Per il futuro, abbiamo infine chiesto a Leali quali progetti...
Parla di futuro a me che ho 80 anni, ci ha risposto sorridendo?
Certamente sì, gli abbiamo risposto, senza guardare al futuro la vita si ferma prima...
Sì, ci ha infine risposto, c'è in ballo qualcosa che faremo a breve e sarà un qualcosa di nuovo.

 

comunicato n.164401



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