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Benevento, 21-11-2023 13:52 ____
La responsabilita' penale va ascritta ad una sola persona, quella civica coinvolge tutti noi, scrive Peppino De Lorenzo commentando Domenico Russo
Le scene, come quella di Giulia, in cui il piu' delle volte sono protagoniste le donne, spesso sembrano scene di un documentario relativo agli animali, ma ci accorgiamo che sono eventi davvero verificatisi, ma non tra animali, ma tra essere umani
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Peppino De Lorenzo (foto) replica, con delle sue personali riflessioni, all'articolo di Domenico Russo. in merito all'assassinio di Giulia che, in questi giorni, ha sconvolto l'Italia intera.
"Ho letto, con vivo interesse, l'attenta e puntuale riflessione - scrive - che l'avvocato Russo ha fatto analizzando l'intera vicenda dell'assassinio della giovane Giulia, che rimane espressione del vissuto odierno.
Domenico, cui mi legano sentimenti di profonda e sincera amicizia, vorrà condividere con me alcune considerazioni.
Lui, giustamente, nella sua nota, afferma che se la responsabilità penale vada, ed a ragione, ascritta ad una sola persona, quella civica, invece, coinvolge tutti noi.
La vicenda, nel suo complesso, rappresenta, con molti aspetti inquietanti, un ulteriore pericoloso allarme sociale che ha provocato una profonda lacerazione nell'intera collettività.
Inquietante è la modalità usata, angosciante il rituale, davvero gratuito tutto il male prodotto.
Un'altra tragedia importante quella di questi giorni che rende ancora più grave la situazione attuale.
Al punto in cui siamo giunti si attende il detonatore che, non a lungo, si innescherà da solo. Nell'attesa, la dinamite si accumula di giorno in giorno.
Sino a qualche tempo fa, era piacevole, quasi un rito che ogni sera si ripeteva in tante famiglie, ascoltare le notizie del telegiornale. Oggi, purtroppo, quest'ultimo è divenuto un vero e proprio bollettino di guerra che non produce altro effetto se non quello di lasciarci, in ultimo, increduli e perplessi non scorgendo una valida via di uscita da questa situazione.
Infatti, le tragedie di cui, quotidianamente, ed a ritmo sempre più incalzante, gli organi d'informazione ci danno notizia sono divenute tante al punto che manca addirittura il tempo per manifestare la sentita compassione. Il tutto, il che è gravissimo, fa parte oramai della quotidianità.
Si vive nella insicurezza e ci attanaglia inesorabile la paura. Ed è la stessa paura che, in ultimo, ci permette di scoprire la nostra incarnata fragilità.
Le scene, come quella di Giulia, in cui, il più delle volte, sono protagoniste le donne, spesso sembrano scene di un documentario relativo agli animali, ma, in ultimo, purtroppo, ci accorgiamo che sono eventi davvero verificatisi, ma non tra animali, ma tra essere umani.
Ed ecco che i media, per giorni e giorni, a ritmo sempre più incalzante, ritornano sulla notizia mettendo, nel contempo, in luce particolari raccapriccianti che non poca influenza hanno su esseri già affetti da disagio psichico.
In molte circostanze, invece, il silenzio è un impareggiabile ammonitore, tante volte non praticato, ma che ci dispenserebbe dal cruccio che deriva da una verbale imprudenza.
Abbiamo vissuto decenni di lassismo, figlio, quest'ultimo, non soltanto del '68, ma del cambiamento dei valori, dei costumi, della diffusione della droga, della deresponsabilizzazione dei genitori, della maggiore disponibilità da parte dei giovani, ed in ultimo, della deleteria influenza, appunto dei media.
L'unica speranza, al punto in cui siamo giunti, è che gli stessi ragazzi cambino marcia, smettano di considerare il sesso un passatempo, lo sballo la regola e trovino nuovi ideali e nuovi incentivi di vita.
E' difficile ipotizzare quale sarà il futuro dei nostri figli, come nel caso di Domenico Russo, e dei nostri nipoti, come nel mio caso.
Con il quotidiano comportamento che, fors'anche volutamente, assumiamo un pò tutti, politici compresi, si cerca quasi di ignorare la terribile realtà che, a più livelli, coinvolge un pò ogni strato della vita sociale.
Intanto, i dolori ed i disastri crescono. Intorno, la realtà è terribile.
Ci si chiede, però, dove si possa andare, nascondendosi ed in modo principale ove possiamo rifugiarsi.
Ci si chiede come si possa negare il cambiamento climatico.
Ci si chiede come possiamo fare finta di niente dinanzi all'evidenza degli eventi, come la tragedia di Giulia, che ci travolgono da ogni parte.
Ci si chiede come negare la corruzione dilagante.
Ecco, l'unica strada è quella di negare la realtà. Ma la realtà, comunque, rimane lì.
Pure facendo finta di chiudere gli occhi, la realtà rimane innanzi a noi, forte e decisa, si impone e si imporrà.
Malgrado tutto, voglio augurarmi, è solo un augurio il mio, che, al termine dell'ultima storia, quella di Giulia, ci accorgeremo di essere diventati più umani e solidali".

comunicato n.160612



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