A Guardia Sanframondi alle prossime elezioni scende in campo un movimento che si propone alternativo alle forze politiche che hanno sin qui governato
Si tratta di un gruppo di giovani che sta cercando sempre piu' di allargarsi e aprirsi a chiunque voglia collaborare per il bene del paese, afferma Fiorenza Ceniccola
Redazione
A Guardia Sanframondi, alle prossime elezioni amministrative, scende in campo un movimento che si propone alternativo alle forze politiche che hanno sin qui governato.
A parlarne è Fiorenza Ceniccola (foto), classe '97, attualmente consigliere comunale in forza alla maggioranza guidata dal sindaco Raffaele Di Lonardo, già coordinatrice provinciale di Forza Italia Giovani e qualche mese fa nominata nella direzione nazionale giovanile del partito.
"Alle porte delle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio prossimi, in un quadro ancora tutto in divenire, in cui non è ancora definita con chiarezza la composizione delle liste in campo, appare emergere - spiega - una prima certezza: L'esistenza di un movimento che vuole proporsi come reale alternativa alle forze politiche che hanno governato Guardia negli ultimi anni.
Si tratta di un gruppo di giovani che sta cercando sempre più di allargarsi e aprirsi a chiunque voglia collaborare per il bene del paese, attraverso un approccio alla cosa pubblica che sia realmente innovativo.
Un'iniziativa che nasce non per alimentare divisioni né per costruire una "terza lista" ma con l'obiettivo di aprire un percorso di confronto e condivisione.
E' un progetto strutturato e duraturo che intende mettere al centro i giovani e chiunque abbia una visione per il bene di Guardia Sanframondi.
Il paese ha tutto per crescere: le idee ci sono, l'energia anche.
Quello che è mancato, finora, è stata la volontà di puntare sulla nostra generazione.
Una generazione preparata, connessa, capace di leggere il presente e immaginare il futuro, fatta di giovani che non chiedono spazio per diritto, ma per merito.
E' questo che il nostro movimento vuole essere.
Vedo nel paese delle potenzialità inespresse a causa di scelte spesso polarizzate nelle mani di pochi, che hanno portato le nuove generazione ad andare via.
Cinque anni fa avevo tutto l’entusiasmo di fare qualcosa di buono e credere nel progetto che mi era stato presentato.
Oggi siamo di fronte a una comunità che cresce meno di quanto potrebbe, energie che restano inespresse, fiducia che si allontana. Eppure, il potenziale umano per invertire la rotta ci sarebbe.
Da qui la scelta di costruire una squadra fatta da veri volti nuovi, che dia la concreta possibilità ai giovani talenti del paese di contribuire con le proprie idee e le proprie capacità a rilanciare finalmente Guardia.
Stiamo costruendo un movimento nuovo, serio, libero da vecchie logiche, fatto di gente che ha scelto di restare e di investire in questo territorio e che abbia coraggio di volere di più per il nostro paese, così da renderlo realmente attrattivo.
Serve una scelta chiara per Guardia: continuare con gli stessi schemi, e con quello che ci ha portato fin qui, oppure dare spazio a un modo diverso di amministrare, più aperto, più concreto, più vicino ai cittadini, sempre, non ogni cinque anni.
Si parla di cambiamento, ma poi sono sempre gli stessi a presentarsi.
Si parla di giovani e di donne, ma troppo spesso restano uno slogan utile in campagna elettorale, mentre le decisioni continuano a essere prese altrove.
Questo non è rinnovamento. E' continuità mascherata.
Credo anche che le dinamiche comunali non siano un caso isolato, purtroppo rappresentano un problema sistemico.
Il Consiglio provinciale parla chiaro: nessun giovane, nessuna donna.
Non le dare il voto, è un voto perso. L'abbiamo coinvolta per coprire le quote rosa, ma non puntiamo su di lei.
E' una frase che racconta bene un modo di fare politica che, negli anni, non è mai davvero cambiato.
Questa frase è il modo in cui si cerca di decidere chi può contare davvero e chi deve restare ai margini.
E' per questo che i giovani si disinteressano.
In un sistema ancora fortemente al maschile, le donne vengono spesso chiamate per completare le liste, non per guidare.
Inserite nelle liste per obbligo, non per convinzione.
I giovani sono evocati nei programmi, ma raramente coinvolti nelle decisioni.
Ai giovani si chiede entusiasmo, di fare parte di una squadra, vanno bene fin quando restano nell'ombra ma raramente si offre spazio reale".
comunicato n.177239
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