Il progetto "Arcos Open" si apre con la Mostra "Terra, fuoco, ferra", opere di Antonio Cavaiuolo
Il Museo Arcos con questo progetto, secondo la visione della curatrice Giuliana Ippolito, si propone di ritrovare e rilanciare pienamente la vocazione insita nel suo acronimo e cioe' essere uno spazio di comunita', aperto al dialogo, alla partecipazione e alla condivisione
Redazione
Sabato 18 aprile, dalle 17.00 alle 20.00, apertura del progetto "Arcos Open" a cura di Giuliana Ippolito, esperta di arti contemporanee del Museo Arcos, con la mostra dal titolo: "Terra, fuoco, ferra", opere di Antonio Cavaiuolo a cura di Giuliana Ippolito.
Il Museo Arcos con questo progetto, secondo la visione della curatrice, si propone di ritrovare e rilanciare pienamente la vocazione insita nel suo acronimo: Essere uno spazio di comunità, aperto al dialogo, alla partecipazione e alla condivisione.
Per spazio di comunità si intende che tutta la città di Benevento possa riappropriarsi del museo e che lo stesso torni ad essere un luogo vivo, dove l'arte diventa strumento di relazione tra persone, territori e storie di diversità.
Il progetto Arcos Open, ideato e diretto da Giuliana Ippolito (da luglio 2025 nominata esperta di arti contemporanee per il museo Arcos), giornalista, curatrice di mostre d'arte contemporanea sia in ambito pubblico che privato, docente di Filosofia Morale, gallerista, nasce da questa tesi: Ogni attività, ogni iniziativa è pensata per rafforzare il legame con la comunità, stimolare confronti, generare esperienze condivise e restituire ai cittadini di Benevento un “museo per tutti”.
Con l'apertura di questa mostra, si dà il via al primo ciclo del progetto dal titolo "Radici contemporanee".
Antonio Cavaiuolo, classe '74, originario di San Martino Valle Caudina, vive e lavora a Follonica, ha una formazione all'Accademia di Belle Arti di Napoli, forgia il ferro attraverso tecniche tradizionali (è figlio di un artigiano del ferro) e sperimentazioni nell'ambito della deformazione dei metalli.
Nelle sue opere, di grande impatto emotivo, Cavaiuolo indaga il paesaggio, l'identità ma anche il recupero di quella autocoscienza e del suo forte legame con il territorio e lo fa attraverso la ripresa di elementi popolari antichi e di simboli dell'immaginario su cui è possibile esercitare il proprio autocontrollo, come il superamento delle proprie paure che attraverso il “ferrare” Cavaiuolo trasforma in sogni.
Le opere del "giardino ferroso" che aprono il percorso della mostra "Terra fuoco ferra" ad Arcos, sono state concepite dalla curatrice Ippolito come una metafora tra la realtà e il mondo onirico dell'artista: ciascuna di esse è stata sonorizzata site specific da Vanni Miele, sound artist, docente di composizione per la musica applicata alle immagini al Conservatorio "Nicola Sala". Miele indaga l'esperienza artistica come fenomeno multisensoriale e integrato.
A dialogare con le opere di Antonio Cavaiuolo, nel "giardino ferroso" anche la performance del collettivo "Intrasat" composto da: Francesco Agretti, Alessia Barile, Jahseh Ciardiello, Chiara Giardiello, Martina Terranova, Giorgia Marotti e le rifrazioni visive e le contaminazioni multimediali a cura di "Kinetta".
La mostra sarà in corso al Museo Arcos fino al prossimo 13 giugno.
comunicato n.177235
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