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Benevento, 04-04-2026 17:15 ____
La rassicurazione tecnica della Provincia non basta a sopire le preoccupazioni degli abitanti di contrada Pantano
Essi vivono quotidianamente il paradosso di un territorio "sorvegliato" ma estremamente fragile. Ecco i punti fondamentali che non possono essere trascurati ancora, ci scrive Armando De Rosa
Redazione
  

Alfonso De Rosa, cittadino e residente della zona, indica i quattro punti, a suo giudizio fondamentali e che non possono essere trascurati per la tutela degli abitanti di contrada Pantano.
"Gentile direttore - scrive - prendo spunto dal recente comunicato emesso dall'amministrazione provinciale e dal report dell'Asea riguardante l'importante funzione di "scudo" svolta dalla Diga di Campolattaro durante le piogge dello scorso 1° aprile.
Se è vero, come affermato dal presidente Nino Lombardi, che l'invaso ha trattenuto quasi 9 milioni di metri cubi d'acqua evitando un disastro peggiore a valle, è altrettanto vero che tale rassicurazione tecnica non basta a sopire le preoccupazioni di chi, come gli abitanti di contrada Pantano, vive quotidianamente il paradosso di un territorio "sorvegliato" ma estremamente fragile.
Contrada Pantano, stretta tra le anse del fiume Calore, rappresenta uno dei punti più critici del nostro capoluogo.
Alla luce dei nuovi lavori per il potabilizzatore e dei futuri assetti della diga, sentiamo il dovere di sottoporre all'attenzione pubblica e istituzionale quattro punti fondamentali:

Manutenzione degli argini
Nonostante la diga regoli il flusso del Tammaro, il fiume Calore (nel quale il Tammaro confluisce) continua a mostrare criticità.
E' urgente un intervento di manutenzione straordinaria che preveda l'innalzamento e l'allargamento delle sponde arginali per proteggere le abitazioni e i terreni agricoli.

Accessibilità e Sicurezza stradale
Il collegamento della contrada con il resto della città è minato da infrastrutture inadeguate.
In particolare, la "strettoia" d'ingresso presso il ponte sulla pista ciclabile rappresenta un imbuto pericolosissimo in caso di emergenza. Un piano di sicurezza serio non può prescindere dall'eliminazione di questo ostacolo strutturale.

Piano di Evacuazione e Accoglienza
La teoria dei protocolli deve trasformarsi in pratica. Chiediamo che la Protezione Civile organizzi simulazioni reali di evacuazione per la popolazione locale.
Proponiamo, inoltre, di recuperare e restaurare la cosiddetta "Casa dell'Acqua" (gestione Gesesa), attualmente inutilizzata, per trasformarla in un presidio logistico o sito di accoglienza per l'emergenza.

L'incognita degli interessi economici
Se da un lato il potabilizzatore e lo sfruttamento energetico dell'invaso di Campolattaro rappresentano un'opportunità di sviluppo e business, dall'altro destano forte preoccupazione.
Il timore è che le esigenze legate alla produzione di energia o alla gestione commerciale dell’acqua possano, nel lungo periodo, confliggere con la priorità assoluta: la sicurezza idraulica e la laminazione delle piene.
Il presidente Lombardi auspica "maggiore consapevolezza" sul ruolo della Provincia; noi, come cittadini, auspichiamo che tale consapevolezza si traduca in investimenti concreti non solo sulla "grande opera" (la diga), ma anche sul "piccolo" reticolo idrico e sulle infrastrutture di prossimità che difendono la vita dei residenti.
Non si può gestire un gigante come la diga dimenticando chi vive alle sue pendici, in un'area dove il fiume non è solo un panorama, ma una minaccia costante.

comunicato n.177182




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