Emozionati ma compiti nel loro ruolo, i giovani 12 piccoli apostoli hanno mostrato i piedi a mons. Iampietro per vederseli lavati, asciugati e baciati
E' stata questa la parte piu' significativa della Messa in Cena Domini che ha segnato questa seconda celebrazione importante della Settimana Santa che domani vivra' il suo culmine con la processione di Gesu' Morto
Nostro servizio
Emozionati ma compìti nel loro ruolo, i giovani dodici piccoli apostoli (nelle foto quinta e sesta in basso), tutti ragazzi pronti alla prima Comunione che riceveranno nei prossimi mesi, hanno mostrato i loro piedi a mons. Franco Iampietro per vederseli lavati, asciugati e poi baciati.
Questi sono i piedi di bimbi, ha detto mons. Impietro, Gesù li aveva invece lavati ad adulti che avevano camminato sulle strade sterrate e quindi erano pieni di terra e sporchi. Nonostante ciò li ha lavati, asciugati e baciati.
E' stata questa la parte più significativa della Messa in Cena Domini che ha segnato questa seconda celebrazione importante della Settimana Santa che domani vivrà il culmine con la processione di Gesù Morto prima della veglia e poi della messa di Pasqua.
Mons. Iampietro, amministratore diocesano, che ha svolto la sua Omelia stando in piedi al centro dell'altare, ha detto, commentando il Vangelo, che Gesù chiese agli apostoli, dopo aver lavato loro i piedi, se avessero capito cosa avesse fatto per loro?
Ed allora cerchiamo di capire cosa ha fatto Gesù per noi.
Questa è una domanda fondamentale che ci poniamo nell'ultima cena.
Qui ci regola l'Eucarestia nel giorno della festa dei sacerdoti.
I gesti che pone in essere Gesù sono eloquenti .
Il primo è proprio l'Eucarestia che distingue il corpo dal sangue anticipando così ciò che poi avverrà sulla Croce.
Questo è un dono che per scelta lo trasmette a noi.
Il secondo segno è la lavanda dei piedi che egli fa ad adulti nel periodo in cui erano solo gli schiavi che potevano lavare i piedi.
Invece è Dio che si inginocchioa e lava i piedi a noi.
In sintesi, ha concluso mons. Iampietro, il messaggio dei due segni è che l'amore di Dio cala su di noi ed è questa la Pasqua del Signore.
A questo punto è stato don Marco Capaldo che, assieme a mons. Abramo Martignetti ed a don Nicola Della Pietra ha concelebrato la Messa, che ha voluto ringraziare i ragazzi che si sono prestati ad essere i dodici apostoli.
L'arcivescovo Accrocca, ha proseguito don Marco, prima di andar via, ha affidato alla nostra Unione Pastorale "San Filippo Neri", un giovane che ha completato anche i suoi studi in seminario e che tra poco diventerà diacono e poi sacerdote.
Michele Casamassa (nell'ultima foto in basso è a sinistra con al centro mons. Franco Iampietro ed a destra don Marco Capaldo) diventerà presbitero quando arriverà il nuovo vescovo.
Mons. Impietro, a concludere, ha detto che egli conosce questo giovane che faceva il chierichetto da quando aveva 6 anni. Era un suo parrocchiano a San Bartolomeo in Galdo ed anche a lui ho lavato i piedi tante volte.
Ora diventerà un sacerdote.
Pregheremo allora per le vocazioni ma anche affinché la Chiesa ci invii quanto prima il nostro nuovo vescovo.
Don Marco ha infine ricordato che dopo la Messa e fino alle ore 23.00, è possibile porre in essere il Pellegrinaggio delle Sette Chiese cominciando da quella del Santissimo Salvatore a via Stefano Borgia.
La cerimonia liturgica si è quindi conclusa con la contempazione dell'Ostia consacrata nella cappella del Santissimo Redentore (nelle foto dodici e tredici in basso).
Le fasi salienti della celebrazione sono state sottolineate dal Coro dell'Unità Pastorale San Filippo Neri (nelle foto terza e quarta in basso).
Il prossimo appuntamento è per domani con la Santa Messa del venerdì santo in Cattedrale alle ore 19.00 e poi a seguire la processione del Gesù Morto lungo le vie cittadine.
comunicato n.177145
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