Uscita della sanita' campana dal regime del commissariamento
Il commento del presidente dell'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, Luca Milano
Redazione
Il presidente dell'Ordine dei Medici chirurghi e degli odontoiatri di Benevento, Luca Milano (foto), commenta l'annuncio dell'uscita della sanità campana dal regime del commissariamento.
"La notizia - scrive - rappresenta un nuovo inizio per il sistema sanitario regionale.
E' un traguardo che aspettavamo da anni che si spera possa mettere fine ad un lungo periodo di sacrifici che ha coinvolto sia i cittadini che il personale sanitario.
In questi diciannove anni di commissariamento medici, infermieri e operatori hanno continuato a garantire assistenza e qualità delle cure anche nelle fasi più difficili.
Mi sembra giusto ricordarlo e rivolgere a tutti loro un doveroso ringraziamento per aver reso possibile oggi il raggiungimento di questo risultato.
All'insediamento di Fico ho molto apprezzato la sua netta posizione contro l'ingerenza della politica nella sanità.
Fico ha più volte sottolineato che la gestione della sanità deve basarsi esclusivamente su criteri di merito e trasparenza, competenza e curriculum, non su appartenenze partitiche o nomine politiche.
Ha precisato anche che il ruolo della politica deve essere quello della programmazione, degli investimenti e dell'ascolto degli addetti ai lavori, indicando come priorità assoluta la cura delle persone.
In sintesi, Fico ha promesso una separazione netta tra la governance sanitaria (tecnica) e la gestione politica (strategica), per poter garantire etica, qualità e sicurezza delle cure.
Spero che su queste direttive trovi pieno appoggio e sostegno.
In quanto organo sussidiario dello Stato, l'Ordine dei Medici di Benevento dal suo insediamento sta cercando di esercitare una funzione di mediazione istituzionale, orientata all'interesse generale, alla protezione dei cittadini e alla dignità della professione medica.
Il nodo centrale della crisi della sanità resta il capitale umano sanitario.
L'emorragia di medici e infermieri, dovuta a pensionamenti, dimissioni volontarie, mobilità verso l'estero e il privato, supera ampiamente la capacità di reclutamento.
Uno degli effetti più gravi è sicuramente l'aumento delle disuguaglianze territoriali, con le aree interne sempre più penalizzate.
Oggi il luogo di residenza rischia di determinare più del bisogno clinico, le effettive possibilità di accesso alle cure, in aperto contrasto con i principi costituzionali.
Noi, come Ordini dei Medici, siamo dalla parte della sanità pubblica, dei professionisti, dei cittadini e della Costituzione.
Serve una sanità giusta, moderna, unita nei diritti e non divisa dalle differenze territoriali.
Il Servizio Sanitario Pubblico è uno dei più grandi patrimoni sociali: difenderlo non è solo una questione tecnica, ma un atto politico che riguarda la qualità stessa della democrazia.
In questo contesto, il nostro ruolo come Ordine dei Medici è quello di fungere da cerniera tra cittadini, professionisti e istituzioni, promuovendo dialogo e soluzioni condivise.
Medici e cittadini sono due facce della stessa medaglia, entrambi subiscono le criticità del sistema sanitario.
Per questo è necessario un impegno sinergico che spinga i decisori politici a superare una visione della sanità come semplice voce di spesa, riconoscendola invece come investimento strategico, oltre che come diritto costituzionalmente garantito.
In questa nuova fase, l'uscita dal commissariamento non deve essere considerata come un punto di arrivo ma come l'inizio di un percorso che richiede responsabilità nelle scelte.
E' importante che l’autonomia ritrovata si traduca in azioni concrete e verificabili, con particolare attenzione alla qualità dei servizi, alla riduzione dei tempi di attesa, alla reale accessibilità alle cure e alla sicurezza.
Diventa fondamentale rafforzare la sanità territoriale, aumentare i posti letto, migliorare l'integrazione ospedale-territorio, garantendo una risposta più vicina ai bisogni dei cittadini, soprattutto nelle aree interne, come quella sannita, che continuano a vivere maggiori difficoltà.
Gli investimenti in strutture e innovazione potranno produrre risultati duraturi solo se accompagnati da una programmazione mirata sul personale sanitario, che, ripeto, resta il vero punto di forza del sistema.
In questo percorso, il contributo dei professionisti, in un clima di collaborazione istituzionale, può favorire scelte condivise e orientate alla costruzione di una sanità pubblica più equa, efficiente e realmente vicina alle persone.
Bisogna superare i confini dei partiti; è necessario considerare la sanità un tema trasversale da rilanciare con un documento programmatico regionale che richieda traduzione in politiche concrete e allocazione di risorse adeguate al bene salute.
Serve un segnale d'insieme forte e chiaro, che imponga scelte rapide e condivise, prima che il sistema sanitario perda definitivamente capacità di risposta.
La salute non aspetta, il tempo non perdona".
comunicato n.177092
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