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Benevento, 29-03-2026 12:30 ____
Mons. Franco Iampietro, amministratore diocesano, ha presieduto la tradizionale benedizione delle palme sul sagrato della Basilica di S. Bartolomeo
La Pasqua, ha detto mons. Iampietro, e' un passaggio dalla morte alla vita eterna e la nostra Pasqua la passeremo sotto la schiavitu' dei signori dell'orgoglio, della violenza, della cattiveria, dell'accumulo di denaro o del voler emergere a tutti i costi. Faremo Pasqua quando ci affrancheremo da questi signori e sceglieremo Gesu' come unico signore della nostra vita che ci fa liberi
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Una splendida giornata di sole, dopo quelle ultime segnate dal vento gelido di tramontana (tempo che abbiamo notato completamente mutato già all'uscita dalla Messa), ha accompagnato la tradizionale benedizione delle Palme svoltasi sul sagrato della Basilica di San Bartolomeo e presieduta da mons. Franco Iampietro che da giovedì scorso è stato eletto dal Collegio dei Consultori, amministratore diocesano.
Colma temporaneamente, questa nomina, la sede vacante lasciata da mons. Felice Accrocca che è oramai a tutti gli effetti il nuovo vescovo di Assisi.
Mons. Iampietro, già vicario generale dell'arcidiocesi, ricoprirà questo importante e prestigioso incarico fino alla nomina del nuovo arcivescovo che la Chiesa di Roma si attarda a scegliere.
Una piccola folla di fedeli e di giovani dell'Agesci e dell'Azioine Cattolica, è stata presente alla benedizione delle palme.
Poi, raccolti in processione, si è giunti fino alla Cattedrale dove è stata celebrata la santa Messa presieduta da mons. Iampietro e concelebrata da mons. Abramo Martignetti, da don Nicola Della Pietra e da don Marco Capaldo.
Al termine del lungo Vangelo che ha proposto quest'oggi, nella Domenica delle Palme, la Passione di Cristo, mons. Iampietro, all'Omelia,  ha detto che in questa domenica la Chiesa ci ha fatto riascoltare il racconto drammatico della Passione di Cristo e la domanda che ci pervade è: Perché tanto odio nei confronti del Cristo e qual è il senso di tutto questo?
La risposta sta nel fatto che Gesù, pur essendo Dio, non lo ritenne un privilegio essere nella tenerezza del cuore di Dio.
Questo riponde anche al perché della morte di Cristo.
La Pasqua, ha proseguito mons. Iampietro, è un passaggio dalla morte alla vita eterna e la nostra Pasqua la passeremo sotto la schiavitù dei signori dell'orgoglio, della violenza, della cattiveria, dell'accumulo di denaro o del voler emergere a tutti i costi.
Faremo Pasqua quando ci affrancheremo da questi signori e sceglieremo Gesù come unico signore della nostra vita che ci fa liberi.
Diciamogli dunque, ha concluso mons. Iampietro, Gesù sei tu il Sgnore della mia vita.
Al termine della Messa, animata dal Coro dell'Unità Pastorale San Filippo Neri, don Marco Capaldo ha voluto fare gli auguri a mons. Iampietro per l'incarico ricevuto di amministratore diocesano ed annunciare le prossime tappe della Settimana Santa.
Mercoledì 1° aprile, alle 19.00, la Cattedrale ospiterà la Messa Crismale, presieduta dal vescovo emerito di Pozzuoli, Gennaro Pascarella.
Il giorno successivo, giovedì 2 aprile, alle 19.00 sarà celebrata la Messa in Coena Domini.
In serata, dalle 20.30 alle 23.00, partirà dalla chiesa del Santissimo Salvatore il tradizionale pellegrinaggio delle sette chiese.
Venerdì 3 aprile, alle 19.00, si terrà la celebrazione della Passione del Signore, cui seguirà la processione del Cristo Morto, curata dai Missionari del Preziosissimo Sangue.
Sabato 4 aprile, alle 21.00, è in programma la Veglia pasquale nella notte santa.
Le celebrazioni si concluderanno domenica 5 aprile, Pasqua di Risurrezione, con le Messe in Cattedrale alle: 9.00, 10.30, 11.30, 19.00.
Non possiamo a questo punto sottolineare un momento di forte rammarico vissuto quando la processione, giunta alla fine del corso Garibaldi ha dovuto attraversare l'incrocio con via Goduti con le auto che continuavano la loro marcia.
Esse sono state fermate dai volontari.
La colonna di auto proveniente da corso Vittorio Emanuele ha dovuto addirittura indietreggiare, con non poco periglio, in quanto si era fermata dinanzi alla Cattedrale e questo non consentiva alla processione di poter fare la larga curva ed entrare nel Duomo.
Insomma, un epidosio spiacevole che si è svolto senza la presenza, dovuta, di un solo vigile urbano.
Un gesto inispiegabile e riprovevole.

comunicato n.177030




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