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Benevento, 26-03-2026 19:30 ____
Radiografia di Benevento, citta' dormiente in attesa di risveglio
Questa, in estrema sintesi, l'indagine conoscitiva realizzata da Ernesto Pietrantonio attraverso un centinaio di fotografie in bianco e nero del capoluogo sannita, scrive Mario Morelli, presidente Auser Uselte
Redazione
  

Radiografia di Benevento, città dormiente in attesa di risveglio. Questa, in estrema sintesi, l’indagine conoscitiva realizzata da Ernesto Pietrantonio attraverso un centinaio di fotografie in bianco e nero del capoluogo sannita, scrive Mario Morelli, presidente Auser Uselte.
Fotografo a tutto campo, autore di apprezzarti reportage di guerra e di geostoria (Hebron, in Palestina; isola di Ventotene), Ernesto Pietrantonio è stato protagonista di un incontro organizzato da Auser Uselte, l’Università Sannita della Terza Età, svoltosi al Centro Servizi per il Volontariato di Benevento. Prima di proiettare le sue foto, Pietrantonio ho voluto spiegare il senso del proprio lavoro, iniziato negli anni Novanta come fotoreporter di Gazzetta di Benevento.
“Benevento per me è stata sempre un laboratorio visivo. Tornare negli stessi luoghi significa osservare come cambiano la luce, le ombre, i vuoti e le presenze. La città smette di essere solo uno sfondo e diventa un campo di ricerca: ogni strada, ogni muro, ogni dettaglio offre possibilità diverse di guardare. Cerco l’anima della città. Non quella evidente, turistica o descrittiva, ma quella che emerge attraverso le forme, le superfici e le atmosfere. Fotografare diventa un modo per avvicinarsi a qualcosa di più essenziale. Il bianco e nero crea una distanza dal presente. Trasforma la città in uno spazio sospeso, dove il tempo sembra rallentare o stratificarsi. Benevento appare così come un luogo fuori dal tempo, dove passato e presente convivono nelle stesse pietre. La città smette di essere solo un luogo reale e diventa immagine, memoria, atmosfera. In quel momento, forse, affiora qualcosa che assomiglia alla sua anima.”
Sono state quindi proiettate le cento foto che Ernesto Pietrantonio ha scattato da prospettive nuove ed originali, rivelatrici di una Benevento intima e segreta, tutta da conoscere e riscoprire. Una Benevento bella e dormiente, dice Pietrantonio, perché “sospesa, quasi onirica. Una dimensione in cui tutto sembra procedere per inerzia, dove i problemi si osservano da lontano e si rimandano continuamente, aspettando un risveglio che, da solo, prima o poi arriverà. Nel frattempo la città invecchia. I giovani partono. Le energie migliori cercano altrove spazi, opportunità, prospettive. Non è solo una questione economica o demografica. È qualcosa di più radicale: una crisi esistenziale dei territori. Come si può invertire la rotta? Benevento possiede un patrimonio che molte città nel mondo potrebbero solo sognare. Storia millenaria, stratificazioni culturali uniche, monumenti, tradizioni, identità. Ma il primo ostacolo non è esterno. È dentro di noi. Troppo spesso ci portiamo addosso una presunzione silenziosa: quella di essere già i migliori, di possedere tutto ciò che serve. È una convinzione rassicurante, ma anche paralizzante. Perché la presunzione non stimola il cambiamento: lo blocca. Offusca la lucidità nelle scelte, riduce la capacità di autocritica e soprattutto, impedisce di immaginare strade nuove. Forse il vero risveglio di Benevento non passerà solo attraverso grandi progetti o finanziamenti. Passerà prima di tutto da un cambio di mentalità. Servono meno autocelebrazioni e più visione. Meno nostalgia del passato e più coraggio nel costruire il futuro.
Riflessioni e foto di Ernesto Pietrantonio, largamente condivise e applaudite dai presenti in sala, hanno suscitato un dibattito interessante e coinvolgente coordinato dal presidente Mario Morelli.
Dagli interventi di Mario Collarile, Milly Pati Chica, Franco Mandato, Luciano Pascucci, Adriana Pedicini, Giovanna Reveruzzi e Maria Cristina Russo sono emersi molteplici aspetti e problemi legati alla città di Benevento. Dal punto di vista urbanistico, la città si è dilatata e diluita con la proliferazione dei centri commerciali e dei quartieri dormitori. Deve adesso ritrovare una sua fisionomia, recuperando il rapporto con le periferie e il  Rione Libertà. E organizzando al meglio gestione e fruizione delle nuove strutture sociali e culturali, realizzate e spesso inutilizzate.

comunicato n.176984




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