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Benevento, 24-03-2026 18:11 ____
Il Tribunale di Benevento ha emesso sentenza di non doversi procedere nei confronti di 45enne di Benevento ed un 60enne di San Nicola Manfredi
I due erano imputati di sottrazione fraudolenta al pagamento di circa 400mila euro di imposte. Accolta la tesi difensiva dell'avvocato Vittorio Fucci
Redazione
  

Il Tribunale di Benevento ha emesso sentenza di non doversi procedere nei confronti di un 45enne di Benevento e un 60enne di San Nicola Manfredi, difesi dall'avvocato Vittorio Fucci, imputati di sottrazione fraudolenta al pagamento di circa 400mila euro d'imposte.
Secondo l'accusa, i due imprenditori sanniti, al fine di sottrarsi al pagamento d'imposte sui redditi, imposta sul valore aggiunto, di interessi o sanzioni amministrative relativi a dette imposte relativamente a tre annualità per l'importo pari a 392.588,03 euro, avrebbero compiuto plurimi atti fraudolenti, diretti a svuotare la loro società di ogni consistenza attiva ed alienare l'intero compendio attivo ad altra società, quest'ultima di fatto non operativa, trasferendo fittiziamente la sede in territorio bulgaro, rendendo inefficaci le procedure della riscossione coattiva delle imposte e garantendosi tuttavia la disponibilità degli elementi attivi.
Il processo è nato dall'indagine nell'inchiesta sul trasferimento in Bulgaria di una serie di imprese che, sempre secondo l'accusa, avevano il fine di sottrarle al pagamento delle imposte e sottrarne i patrimoni al sequestro e a procedure fallimentari e /o esecutive.
L'inchiesta era rimbalzata all'attenzione dell’opinione pubblica il 5 maggio del 2022, quando erano stati eseguiti sequestri di beni, anche a carico dei due, e otto misure interdittive per i reati a vario titolo di associazione per delinquere aggravata dalla transnazionalità, falso, reati tributari e fallimentari.
Il trasferimento e il mantenimento d'imprese in Bulgaria era avvenuto soprattutto nelle città di Sofia e Plovdiv.
Una volta all'estero, le società sarebbero apparse ancora operative e solvibili, attraverso l'accensione di conti correnti che in realtà non sarebbero stati movimentati.
In questo modo, sarebbe stato consentito agli imprenditori di continuare di fatto ad operare in Italia con neocostituite imprese con lo stesso oggetto del clone estero.

comunicato n.176933




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