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Benevento, 21-03-2026 13:29 ____
Il Piano Economico divide i costi di gestione per tutti gli abitanti della provincia, 276mila, invece che per i soli utenti reali 110 mila
Questo fa apparire il servizio molto piu' economico di quanto sia in realta', 50 euro invece di 124 euro. Gli aumenti approvati da Arera dal 2026, ricadranno solo su chi ha un contratto attivo, ma sono calcolati su una base demografica errata, scrive Pompeo Nuzzolo
Redazione
  

Pompeo Nuzzolo (foto), già segretario generale negli Enti Locali, torna ancora una volta con un suo scritto per dare spiegazioni sull'architettura amministrativa della gestione del Servizio Idrico Integrato che il Comune di Benevento, attraverso la società "Sannio Acque", intende gestire attraverso una azienda con capitale prevalentemente pubblico ma con la partecipazione dei privati.
"Il Piano Economico Finanziario - scrive Nuzzolo - divide i costi di gestione per tutti gli abitanti della provincia (276mila), invece che per i soli utenti reali (110mila).
Questo fa apparire il servizio molto più economico di quanto sia in realtà (50 euro invece di 124 euro).
Gli aumenti approvati da Arera dal 2026, ricadranno solo su chi ha un contratto attivo, ma sono calcolati su una base demografica errata.
E' un'anomalia che va chiarita prima di inviare le bollette.
Inoltre, c'è poca chiarezza su una cifra di 7 milioni.
E' una somma notevole inserita nel subentro, ma definita dalla stessa società come "non strutturale". Se non serve a migliorare la rete, perché deve finire nelle bollette dei cittadini?
Questa è la domanda che tutti gli utenti si fanno.
Ovviamente i sindaci hanno il diritto ed il dovere di chiedere all'Ente Idrico Campano (Eic) come sia possibile caricare in tariffa costi che non corrispondono a investimenti reali sulle infrastrutture.
La gestione dell'acqua deve essere trasparente.
Conoscere questi dati non significa "essere contro", ma pretendere che ogni euro pagato dai cittadini torni sotto forma di servizio efficiente.
Mi pongo alcune domande, ma mi soffermerò solo sulla cifra dei 7milioni.
Il soggetto che vuole presentare l’offerta inoltra una domanda all’Eic: "In merito al quesito del 6 maggio relativo al valore di subentro di Gesesa pari a 7.389.358 euro, si conferma che tale importo non deve essere considerato nel programma degli interventi (o Piano d'Ambito), in quanto rappresenta una posta economica di natura diversa rispetto agli investimenti strutturali".
L'Ente competente così risponde senza informare sulla natura economica, ma neppure informa sull'origine della risorsa. Da dove vengono le risorse: dalla finanza pubblica o dal capitale privato?
Se provengono dalla Regione Campania e non siano indirizzati ad interventi relatativi alla rete vien da pensare che sia di natura finanziaria. La realtà è questa.
Se le risorse provengono dal pubblico, non possono che essere destinate agli interventi per i quali sono stati versati, altrimenti si può pensare di tutto anche ad aiuti di stato.


                            

comunicato n.176860




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