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Benevento, 20-03-2026 23:36 ____
Gino Rivieccio al Teatro Comunale con "Una vacanza coi fiocchi" per la regia di Renato Giordano. L'ultima volta su questo palco nel lontano 1995
Quando poi questo teatro e' stato chiuso, sono stato al "Massimo", al Teatro Romano ed anche al "Calandra", oltre che a piazza Roma. Debbo dire pero' che questa struttura ha un fascino ed una storia che la rende impareggiabile
Nostro servizio
  

Uno spettacolo importante quello di stasera con Gino Rivieccio, "Una vacanza coi fiocchi"  per la regia di Renato Giordano. Rivieccio è peraltro un frequentatore della nostra città di cui ricorda ogni spazio teatrale compreso l'Auditorium "Calandra" che è oramai chiuso da tempo immemorabile.
Con Renato Giordano, direttore artistico anche di Città-Spettacolo, siamo amici da oltre 35 anni e sono contento di tornare al Teatro Comunale dove l'ultima volta sono stato nel 1995, ci ha detto l'attore.
Poi sono stato al Teatro "Massimo", quando questo era chiuso e sono andato anche al Teatro Romano o al "Calandra" e poi, sempre in estate, anche a piazza Roma.
Debbo dire però che il Teatro Comunale ha un fascino, una storia, un'aulicità che è impareggiabile.
E' piccolino ma pieno di sentimento e di devozione.
Sono quindi contento di stare qui stasera, ha proseguito Rivieccio, con uno spettacolo frizzante, divertente ma anche commovente che affronta un tema a noi molto caro che è quello del rapporto con i giovani.
La commedia si sviluppa in uno chalet di montagna dove io e mia moglie decidiamo di trascorrere il fine settimana ma arriva questa coppia di giovani totalmente diversi da noi per età, per motivi ideologici, sociali, politici, generazionali.
Da qui si sviluppano una serie di contrasti divertentissimi con un finale che è molto toccante e che fa capire che probabilmente se i giovani sono così diversi da noi e non sono come li vorremmo noi, spesso la colpa è anche e sopratutto nostra.
Questo è un argomento che sta piacendo molto.
Lo spettacoloh a debuttato un mese fa con grande soddisfazione nostra. Bravissimo Renato Giordano che ha fatto una regia puntuale e precisa ed ha saputo cogliere tutti gli aspetti ironici ed anche grotteschi della vicenda sottolineando le tematiche di contrasto tra due generazioni differenti che andavano sottolineate.
Grazie dunque a Renato Giordano, che ho ritrovato dopo molti anni anche se poi ci siamo visti lo scorso anno a Benevento in occasione del Premio Strega.
Che messaggio, abbiamo chiesto a Rivieccio, possiamo mandare a questi giovani che non vivono certamente un momento felice e forse hanno anche meno possibilità di scelta rispetto all'epoca nostra.
Gli stiamo lasciando un brutto mondo, ci ha risposto Rivieccio.
Gli esempi che arrivano dai grandi sono pessimi.
Diciamo che noi effettivamente siamo stati molto fortunati.
Il mio amico Maurizio De Giovanni dice di essere contento di essere vecchio.
Diciamo che noi, ha proseguito Rivieccio, dal Dopoguerra in poi, abbiamo vissuto bene.
Abbiamo visto la rinascita di questo Paese, crescere l'Europa, le scete erano più semplici e quindi quelli della generazione di oggi vanno molto aiutati perché penso che gli stiamo lasciando una cattiva eredità.
Ciascuno di noi nel proprio piccolo dovrebbe fare la propria parte insegnando il massimo a questi ragazzi e dedicarsi un po' di più a loro.
Qualche ora in meno con i video e con i social e con i telefonini e qualche chiacchierata e qualche lettura in più sono azioni necessarie.
Lo so bene che non è facile ma cominciamo a stare di più a tavola insieme riprendendo a parlare.
Ho la sensazione che si parli molto poco ed anche che molti genitori, presi dal vortice dei problemi quotidiani, non sanno quello che fanno i figli e non si preoccupano dei loro problemi.
Questi ragazzi se ricorrono ai social, se trovano conforto nell'acquisto convulsivo sulle piattaforme, è perché forse hanno qualche mancanza, qualche lacuna e qualche dimenticanza che è colpa nostra.
Il teatro ed il messaggio che lancia può aiutare questi giovani, abbiamo chiesto infine a Rivieccio?
Il teatro aiuta sempre e non solo i giovani.
E' una forma di comunicazione e dovrebbe essere sempre per tutti la vera forma di comunicazione visto che la televisione si è oramai guastata.
Quella di oggi, fatte rare eccezioni, è una televisione che insegna poco rispetto a quella dei nostri tempi e quindi resta il teatro nella scelta anche di spettacoli giusti dove bisogna alternare quelli impegnati con un tipo di teatro leggero ed ironico ed evasivo ma sempre con un contenuito ed un messaggio.
Secondo me se si fanno i cartelloni così, alternando le due offerte, forse si avvicinano ancora di più i giovani al teatro, ha concluso Rivieccio.

  

  

comunicato n.176853




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