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Benevento, 20-03-2026 13:11 ____
Sul filo del ricordo e dell'emozione si e' tenuta la cerimonia di insediamento del nuovo procuratore della Repubblica, Nicola D'Angelo
Il risultato di quello che facciamo si misura fuori da questo palazzo quando un commerciante alza la serranda al mattino senza alcuna paura. Quasi 40 anni fa entrai in Tribunale per assistere ad un processo. Mi colpi' quel giudice per la sua autorevolezza e mi dissi: Forse e' questa la mia strada. Quel giudice oggi e' qui e si chiama Sergio Pezza
Nostro servizio
  

Una giornata di festa vissuta sull'onda dell'emozione per i protagonisti, si è svolta a Palazzo di Giustizia dove c'è stato l'insediamento ufficiale del nuovo procuratore capo della Repubblica, Nicola D'Angelo (nella foto di apertura è a sinistra ed a destra è Gianfranco Scarfò), presente con moglie e figli (nella seconda foto in basso), che fino a ieri ha retto la Procura di Campobasso.
La cerimonia si è svolta in un'aula, la più capiente del palazzo, gremita da operatori di giustizia e che ha visto la partecipazione anche del procuratore generale Aldo Policastro, predecessore di D'Angelo, dei prefetti di Avellino e di Benevento e dei vertici dell'Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza e tanti altri ancora.
E' stato il presidente del Tribunale, Michele Russo (nella prima foto in basso), ad avviare la formalità dell'insediamento prima che ad essa seguissero poi tutti gli interventi di saluto ed infine dello stesso D'Angelo.
Il presidente Russo, riferendosi al nuovo procuratore, ha parlato di un magistrato che non ha mai inseguito nella sua carriera, il favore mediatico pur nel rispetto del ruolo della Stampa.
Ha saputo mantenere sempre rapporti di correttezza verso l'intera classe forense.
Ci siamo incrociati, anche quali colleghi, nella Giunta dell'Associazione Magistrati.
In Tribunale quando non ha condiviso le decisioni, le ha impugnate come si conviene.
So, ha concluso Russo, che darai un contributo importante al lavoro di filiera per una gestione della giustizia a valere per tutti.
A seguire ha preso la parola Gianfranco Scarfò, attuale procuratore aggiunto, che da ottobre del 2024 è stato procuratore facente funzione dopo la promozione di Policastro a procuratore generale.
Quello sannita, ha detto Scarfò, la cui azione al vertice della procura in questo ultimo anno e mezzo sarà poi lodata ed apprezzata da tutti gli interventi che si sono susseguiti, è un territorio complesso che ha in parte coimpetenza anche sull'Irpinia.
Al procuratore D'Angelo un bene arrivato.
Di lui apprezziamo le capacità umane, professionali e direttive.
Troverà un ufficio con un organico dotato di grandi capacità strutturali in una terra che peraltro è molto simile a quel Molise da cui proviene.
Questo è un territorio fatto di gente perbene e gentile e di una comunità che vuole giustizia.
In Trbunale ci sono poi valorosi colleghi dediti al lavoro così come ci sono forze di polizia attrezzate e radicate sul territorio e che agiscono nel massimo rispetto e poi ci sono le istituzionui pubbliche con le quali continua un importante rapporto di collaborazione.
Scarfò ha concluso ricordando che c'è un grande lavoro ancora da fare sul processo penale telematico anche se molto è già stato fatto.
Questi risultati li conseguiremo con la tua guida.
A prendere la parola è stato a questo punto il procuratore generale Aldo Policastro che non ha nascosto la sua emozione nel tornare qui dove D'Angelo viene a reggere un ufficio ed un compito importante.
Qui trova una avvocatura dialettica ma onesta.
Egli ora lasciando Campobasso viene nel mio Distretto, ha proseguito Policastro ed anche per questo intendo salutarlo.
Questo è un ufficio che gode di autorevolezza e di vivacità intestigativa.
E' necessario però essere vigili per stroncare sul nascere le infiltrazioni dal napoletano impedendo la occupazione del territorio. Qui, nel Sannio, questo si può ancora fare.
Sei in un territorio che ascolta e collabora e che richiede il nostro intervento.
Troverai un Tribunale di alto livello con il quale si collabora ed è pari a quello dell'avvocatura.
Essa quindi è forte ed una Avvocatura forte fa più forte e più buona la magistratura e viceversa.
L'ascolto degli avvocati, ma anche degli indagati e degli imputati è un'azione importante.
A questa terra deve essere data la giustizia che merita, ha concluso Policastro.
A seguire ha preso la parola Stefania Pavone (nella quindicesima foto in basso è con Carlo Fucci), presidente dell'Ordine degli Avvocati, la quale ha evidenziato come ci sia già stata l'occasione di incontrarsi e di apprezzare la sensibilità verso la nostra realtà territoriale e la voglia di apertura al dialogo con l'intento dar seguito ad un discorso virtuoso.
Guarderemo con grande attenzione al ruolo della Procura anche perché la qualità del dialogo istituzionale è importante e dunque l'auspicio è quello di un confonto leale e costruttivo nel rispetto dei ruoli.
Pavone ha quindi ringraziato il procuratore Scarfò per quanto fatto in questo suo anno e mezzo di reggenza e per il confronto costruttivo che ha sempre avuto con l'Avvocatura.
La parola è quindi passata a Nico Salomone (nella sesta foto in basso), presidente della Camera Penale, il quale ha anch'egli voluto ringraziare Scarfò di cui è stato apprezzato il suo spessore umano e culturale.
Con lui c'è sempre stato un dialogo aperto ed è questo un esempio di gestione di una comunità giudiziaria. Anche in questa lunga campagna referendaria il rapporto è stato sempre improntato a lealta, a schiettezza e ad apertura.
Mi auguro si prosegua lungo questa strada, ha detto Salomone dopo aver salutato il nuovo procuratore D'Angelo.
Ad intervenire è stato quindi Carlo Fucci, procuratore della Repubblica di Cassino, il quale ha sottolineato come D'Angelo abbia anche scritto dei libri di procedura penale e l'ultimo è stato dedicato al Sannio.
Troverà qui a Benevento un ufficio bene organizzato e sarà un riferimento certo per tutta la Procura.
A prendere la parola è stato quindi Nino Lombardi, presidente della Provincia, che ha parlato di una celebrazione che è anche una visione della società dove nessun potere prevale proprio come descritto dalla Costituzione.
Vogliamo costruire insieme una società più giusta. La giustizia non chiude le porte ma apre le strade, ha concluso Lombardi.
A seguire è stato il vice sindaco Francesco De Pierro che ha parlato della cruciale importanza data e da dare alla cooperazione istituzionale.
Camminiamo in una unica direzione che è quella del rispetto della legge.
Auguri di buon lavoro al procuratore D'Angelo ed un saluto al procuratore aggiunto Scarfò con cui ci siamo interfacciati e ci interfacceremo con spirito di grande lealtà, ha concluso De Pierro.
In rappresentanza dell'Associazione Nazionale Magistrati, il locale presidente, Maria Colucci, ha ringraziato Policastro e Scarfò per il lavoro svolto. Benvenuto poi al procuratore D'Angelo.
E' bastato poco per comprenderne la sua grande sensibilità. E' una persona che lavora con equilibrio e voglia di fare e con ottimi rapporti con il Tribunale ed il Foro.
Ancora un intervento l'ultimo, è stato di Antonino Santoli, direttore amministrativo della Procura, un settore che assolve ad una funzione essenziale, quella amministrativa. L'intento è quello di superare le criticità e valorizzare le eccellenze.
A questo punto ha preso la parola il festeggiato che, rompendo un po' la solennità dell'evento, ha preso il microfono e si è messo a parlare guardano direttamente in volto il numeroso pubblico che affollava la sala (nella terza foto in basso).
Ha esordito ricordando due persone a lui care, Bruno Rotili che mi lasciò il dubbio, un dono prezioso per una giustizia più giusta ed Enzo di cui ricordo il sorriso e nella durezza del nostro lavoro è fantastico avere al tuo fianco una persona che risolve i problemi con il sorriso.
Un giorno Enzo disse alla moglie che il suo sogno sarebbe stato quello di lavorare insieme a Benevento. In qualche modo mi sento oggi proprio così.
Poi il procuratore ha detto di voler salutare una sola persona per tutte quelle presenti, una persona che peraltro non se lo aspetta.
Dopo il diploma al Conservatorio, ha raccontato D'Angelo, mi iscrissi a Giurisprudenza, non ho mai assistito alle lezioni ma gli esami erano veri e così pure la laurea, ha detto col sorriso.
Un giorno mi portai ad assistere ad una udienza in Tribunale.
Mi colpì il giudice per la sua autorevolezza e mi dissi: Sì, forse è questa la mia strada.
Erano quelli anni importanti e delle scelte (e qui il procuratore si è avvicinato alla moglie per baciarla).
Poi ho fatto il concorso e sono entrato in magistratura nel 1991.
Son passsati da allora circa 40 anni e quando sono giunto in questa struttura beneventana ho preso contezza del fatto che la Procura, pur avendo un edificio a se stante, confina in pratica con il Tribunale e la mia stanza in particolare. Ho aperto quella porta divisoria ed ho trovato altre tre porte chiuse su cui c'erano i nomi dei giudici che le occupavano. Su tutte, tranne che su una.
Di chi è quella stanza, ho chiesto? Del giudice Sergio Pezza, mi è stato risposto.
Era proprio lui quel giudice di 40 anni fa e che ora è qui in questa stanza con la sua riconosciuta impronta e professionalità.
Poi D'Angelo ha citato il suo predecessore Policastro che ha creato l'Ufficio ponendolo su basi solide e quindi quello che farò per il futuro partendo da questo, sarà anche merito suo.
Poi ha parlato del ruolo dei sostituti procuratori con la serenità di rimanere umani per essere più giusti.
Rischiate di essere invisibili ma il vostro lavoro è fondamentale.
Riguardo il procuratore aggiunto Scarfò egli è un punto di riferimento per tutti voi ma lo è anche per me.
Con lui siamo una squadra che respira e si alimenta con l'Avvocatura
Il risultato di quello che facciamo si misura fuori da questo palazzo quando un commerciante alza la serranda al mattino senza alcuna paura.
Il procuratore si è quindi completamente aperto affermando che è qualcosa di profondo e delicato quello che sento dentro.
Poi ha rivolto la sua attenzione su un argomento di grande importanza e che affidò all'attenzione del nostro taccuino anche il procuratore Policastro prima di lasciare Benevento.
C'è una profonda ferita che si chiama tossicodipendenza che cammina nascosta ma rispetto a ciò è come ci fossimo rassegnati.
Essa è invece come un fiume carsico che consuma le persone.
Bisogna allora avere orecchie per ascoltare ed anche abbracciare chi soffre di questo problema.
E' così che si combatte la droga. In tutto questo occorre l'opera della famiglia, dello sport, dell'oratorio.
Il mio sogno, ha detto infine il procuratore D'Angelo, è che questa ipotetica tela di colori cambi e tutto diventi come un cielo stellato.
Lo dobbiamo alle mamme che piangono.
Quando avete un attimo di tempo, sedetevi comodi in poltrona e pensate e guardate qiella tela per provare a cambiarla.
A conclusione della cerimonia, dopo gli ulteriori saluti ed abbracci, pubblico e protagonisti della mattinata hanno fatto onore ad un ricco buffet giunto dal Molise (nelle ultime due foto in basso).

  

  

  

  

  

  

  

  

  

  

  

  

comunicato n.176840




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