Il Comitato Sannita Acqua Bene Comune torna a denunciare con forza il fallimentare percorso di privatizzazione del servizio idrico nel Sannio
Quello che viene presentato come un processo di efficientamento si sta rivelando un'operazione basata su presupposti tecnici fragili afferma Giovanni Seneca per il Comitato Sannita Acqua Bene Comune
Redazione
Il Comitato Sannita Acqua Bene Comune con Giovanni Seneca (foto), torna a denunciare con forza il "fallimentare" percorso di privatizzazione del servizio idrico nel nostro territorio.
"Quello che viene presentato come un processo di efficientamento - si legge nella nota inviata alla Stampa - si sta rivelando un'operazione basata su presupposti tecnici fragili bocciati innumerevoli volte dalla Corte dei Conti, frutto di una chiara volontà politica di ignorare la volontà popolare espressa con il referendum del 2011.
Un segnale inequivocabile arriva dalla Regione Campania.
L'annullamento della gara per la gestione della Grande Adduzione Primaria rappresenta una vittoria della mobilitazione popolare per l'acqua pubblica e dimostra che il modello dei grandi affidamenti ai privati è illegittimo e fallimentare.
Se la Regione ha fatto un passo indietro sulla grande adduzione riconoscendo la necessità di una gestione pubblica al 100%, non esiste alcuna ragione logica o giuridica per proseguire con la gara per il socio privato di Sannio Acque.
Il Comitato Sannita Acqua Bene Comune, insieme al Coordinamento Campano per l'Acqua Pubblica, ribadisce la propria opposizione a Sannio Acque e chiede: alla Regione l’immediato annullamento della gara per l'individuazione del socio privato nel Distretto Sannita.
All'Eic Sannio una nuova determinazione per la gestione totalmente pubblica, alla luce delle pesanti censure mosse dalla Corte dei Conti sulle delibere di adesione.
A tutti i comuni della provincia di Benevento di non deliberare la vendita del bene più prezioso che abbiamo.
La costruzione della nuova società mista, Sannio Acque, poggia su fondamenta d'argilla: I dati dell'utenza sono chiaramente non corretti.
I dati fantasma sono contenuti, infatti, a pagina 716 del Piano Economico dell’Eic Sannio del novembre 2023 che giustificherebbe la convenienza economica dell’operazione.
Il documento, come più volte denunciato su "Gazzetta" da Pompeo Nuzzolo (ex segretario generale del Comune di Modena) e mai smentito, contiene un errore macroscopico.
Il costo di gestione viene diviso sulla popolazione della provincia (276.469 abitanti) e non sugli utenti effettivamente serviti da Gesesa (circa 118.000 abitanti).
Il costo basso non veritiero indicato è di 50 euro ad unità mentre in realtà è di oltre 116 euro, consentendo la possibilità di aumentare la tariffa con questo "escamotage" a danno degli utenti.
Ci chiediamo allora: su quali dati Arera ha verificato gli aumenti di tariffa già deliberati dall'Eic?
Giace dal mese di ottobre 2025 nei cassetti del comune di Benevento un’interrogazione sulle tariffe che non è mai stata portata in discussione.
Cosa teme l'Amministrazione Mastella che i cittadini possano scoprire?
E' ormai evidente che le proiezioni utilizzate per giustificare l'ingresso del socio privato sono viziate da errori e mancanze documentali.
Il Piano Economico Finanziario (Pef) è un documento pericoloso per le tasche dei cittadini, con il rischio concreto di rincari tariffari immediati per coprire i deficit di gestione.
Di questo devono essere informati i sindaci ed i consiglieri comunali di tutta la provincia.
Non permettiamo che il Sannio diventi terreno di conquista per multinazionali attraverso una società che, nei patti parasociali, consegna di fatto il controllo ai privati nonostante una finta maggioranza pubblica.
L'acqua deve uscire dal mercato e tornare nelle mani dei cittadini".
comunicato n.176828
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