Pio Canu gia' vice segretario provinciale, ha annunciato il suo abbandono al Partito Democratico
Mai avrei immaginato di scrivere questo comunicato ma esistono valori, modalita' e idee, in politica come nella vita, che non possono essere traditi
Redazione
Pio Canu (foto), già vice segretario provinciale, in una nota, ha annunciato il suo abbandono al Partito Democratico.
"Mai avrei immaginato - si legge - di scrivere questo comunicato ma esistono valori, modalità e idee, in politica come nella vita, che non possono essere traditi.
Dopo una lunga riflessione su motivazioni squisitamente politiche, ho deciso di lasciare il Partito Democratico dopo una lunga militanza durata quattordici anni.
Una militanza che non rinnego, caratterizzata da anni di grandi battaglie, di soddisfazioni e delusioni.
Anni in cui ho avuto il privilegio e l'onore di ricoprire molteplici responsabilità, da coordinatore del dipartimento ambiente e sviluppo sostenibile, coordinatore di staff al Parlamento Europeo per la circoscrizione Sud, collaborazioni con consiglieri regionali, deputati, senatori ed in ultimo vice segretario provinciale del Pd Sannio.
Esperienze e relazioni umane che porterò sempre con me.
Per formazione politica e culturale sono orgogliosamente un socialista liberale di scuola rosselliana e come tale sono garantista, progressista, antiproibizionista e riformista.
Valori e idee che mi hanno sempre guidato nella mia azione politica così come nella vita di tutti i giorni. Valori che mai tradirò.
In piena coerenza con il mio pensiero politico ed umano, consapevole delle ormai numerose divergenze con l'azione politica del Pd nazionale ho deciso di lasciare una formazione politica a cui non mi sento di appartenere più.
Sebbene i maggiori motivi di divergenza risiedano nella politica nazionale è da sottolineare una mancanza di condivisione anche nella gestione locale del partito a cui palesemente mi sono espresso contrario a partire dallo scarso coinvolgimento degli amministratori pubblici.
Nonostante i tanti amici democratici di grande valore politico ed umano, venendo meno la fiducia e la condivisione di un percorso politico con l'attuale classe dirigente provinciale non posso non essere coerente.
Con altrettanta coerenza devo far fronte alle troppe divergenze con un partito che, a livello nazionale, sembra brancolare nel buio senza una chiara visione politica e senza una programmazione seria sul lungo tempo.
Dal referendum giustizia, alla gestione della guerra tra Israele e Palestina, passando per il tema Ucraina e la situazione europea, sono in netta contrapposizione con le scelte del mio ormai ex partito.
Sul referendum giustizia, al contrario della grande maggioranza del Pd, resto coerente con la mia storia politica e con le mie idee, sostenendo convintamente le ragioni del Sì.
L'errore di trasformare una riforma così importante e storicamente di sinistra in una battaglia personale contro il Governo Meloni, è un forte segnale di debolezza politica e culturale che mai avremmo dovuto commettere.
Sarebbe stato utile ragionare come comunità democratica sul tema della riforma e non su chi ha presentato il referendum.
Come disse un mio punto di riferimento politico, Ernesto Rossi: "Se un fascista dice che piove, e piove, ha ragione il fascista" invece la gran parte del centrosinistra, preferisce rinnegare la realtà delle cose pur di andare contro l'avversario politico.
Sulle tematiche ambientali e sulla sicurezza energetica si è affrontata poco e male la questione.
Ancora oggi si fa fatica a riconoscere l'importanza dell’economia circolare, la necessità dei termovalorizzatori, la fondamentale importanza del mix energetico rinnovabili-nucleare ed il sostegno al comparto della green economy e dell’agritech.
Sulla questione Israele-Palestina, altro clamoroso errore del mio ex partito è stato fomentare un clima di antisemitismo, dando riconoscimento e voce alle frange più fondamentaliste del fronte Pro Pal che erano e sono più vicine ad Hamas che al popolo palestinese.
Da socialista ho sempre difeso le ragioni della Palestina, riconoscendo sempre la via della pace e la soluzione di due Popoli e due Stati, condannando sempre però, gruppi terroristici come Hamas.
Di certo non è favorendo un clima di antisemitismo che si aiuta il popolo palestinese e di certo non si deve confondere l'azione di un singolo governante con il volere di un intero popolo.
Vedere stimate personalità come Segre e Fiano, vittime di insulti antisemiti da parte di chi si dichiara di sinistra è stato per me inaccettabile e fuori da ogni ragion politica ed umana.
Al senatore Segre e all'amico Fiano vanno i miei più sentiti ringraziamenti e tutta la mia stima e l’affetto per gli orribili attacchi ricevuti.
L'apoteosi di questa fallimentare gestione del problema è rappresentata dall'innalzamento di Francesca Albanese a nuova paladina del Pd, salvo poi tirare i remi in barca appena conosciuto meglio il personaggio.
In particolare, la vicenda Albanese dimostra una sconcertante mancanza di figure autorevoli all'interno del Pd che spinge i vertici del partito alla continua ricerca di punti di riferimento.
Una volta la paladina è Albanese, poi si passa a Landini, poi è il turno di Mamdani, sindaco di New York per poi passare a Gratteri per il referendum ed infine al primo ministro spagnolo Pedro Sànchez a cui praticamente è stata affidata anche l'opposizione al Governo Meloni.
In ultimo ma non di minore importanza resta la mancanza di azione politica del Pd nella costituzione di un vero e concreto fronte a favore dell'avvio degli Stati Uniti d'Europa.
Una visione ambigua dell'Europa non è consentita ad un partito nazionale che si dichiara europeista.
E' inaccettabile avere l’europeismo a fasi alterne.
Questi sono solo alcuni dei principali motivi che mi hanno spinto a lasciare il Pd con grande tranquillità e consapevolezza.
Il mio impegno politico prosegue fuori da questo Pd, con coerenza e lealtà verso le mie idee e la mia storia.
Con maggiore dedizione continuerò le battaglie sull'ambiente e sui diritti civili che mi hanno sempre caratterizzato.
In ultimo, ci tengo a ringraziare i tanti militanti con cui ho condiviso molto in questi anni ed è a tutti loro che faccio un grande in bocca al lupo.
La comunità democratica è molto di più di una semplice tessera ed i vertici senza la base non rappresentano nulla se non loro stessi".
comunicato n.176794
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