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Benevento, 15-03-2026 09:42 ____
Gli "Stati generali dei Comuni" che si e' tenuto a Roma, hanno evidenziato che le alleanze fra citta' e Comuni sono una opportunita' da non perdere
Molte citta' la stanno cogliendo e tra queste anche Benevento. Sopratutto per i servizi, per il trasporto extraurbano, per le azioni di contrasto al declino demografico e delle poverta'. E' promosso cosi' il principio del "diritto di restare dove si e' nati", nuova misura europea, commenta Vincenzo Carbone
Redazione
  

Rappresentare il tema della città pubblica, aree pubbliche e connessioni di spazi aperti come la rete dei fiumi e quella archeologica che crea bellezza che i paesaggisti chiamano "il nuovo palcoscenico delle città".
Sabato 14 marzo è stata la giornata nazionale del paesaggio e città pubblica e paesaggio sono collegati.
E' questa l'introduzione che fa Vincenzo Carbone, architetto, a corredo del suo scritto.
"Gentile direttore - si legge - gli "Stati generali dei Comuni" che si è tenuto a Roma, hanno evidenziato che le alleanze fra città e Comuni sono una opportunità da non perdere, come molte città stanno cogliendo e tra queste, anche Benevento.
Soprattutto per i servizi, per il trasporto extraurbano, per le azioni di contrasto al declino demografico e delle povertà.
E' promosso, così, il principio del "diritto di restare dove si è nati", nuova misura europea.
Questo fil rouge si nota anche nel rapporto Svimez e nell'analisi fatta a Benevento.
I Comuni non sono uguali, ci sono quelli delle aree metropolitane, quelli delle aree interne delle città medie come Benevento e quelli turistici, i cui sindaci hanno sottoscritto la Carta di Amalfi per il turismo sostenibile e un nuovo equilibrio tra destinazioni turistiche, residenzialità e affitti brevi.
La visione dello "stato del governo del territorio regionale" delle città, la riforma urbanistica della Campania degli ultimi anni, la consapevolezza anche in virtù del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) che le buone pratiche non mancano, evidenziano segnali di vitalità forieri di possibilità da cogliere nel post-Pnrr e nel partenariato pubblico-privato.
Dalle best pratictices, le buone pratiche, si percepisce il modo in cui si sta affrontando in questi anni la realizzazione della "città pubblica", simbolo di coesione e competitività.
Napoli recupera la direttrice Est-Ovest e i tre lungomari, limita gli affitti brevi nel centro antico per declinare la gentrificazione e disciplinare l'overtourism; aumenta i servizi pubblici nei quartieri e fa della rigenerazione l'occasione per definire polifunzionalità e le sfide oltre la città: Il trasporto, la casa e il parco agricolo metropolitano.
Salerno, invece, si rivela città che, ancor prima del Pnrr, ha puntato sulla trasformazione urbanistica e città pubblica.
Per la qualità della trasformazione è pari a Milano, Barcellona o Valencia e il compimento si disvela nella riqualificazione del litorale Sud.
A Benevento, la specificità che le aree pubbliche sono conformative, rende possibile, nel presente e nel futuro, la cooperazione con i privati, rafforzando così lo sforzo pubblico di rimodellare spazi nuovi e luoghi identitari e aumentare la "frame" dell'urbs e dell'Unesco.
Il sistema delle aree pubbliche di Benevento include quelle identitarie all’interno del centro antico, quelle della poetica razionalista di Piccinato e le altre, che individuò Zevi come aree nodali, o della rigenerazione di oggi.
La sfida strategica è realizzare la connessione organica dell’insieme delle aree pubbliche esistenti e nuove con gli spazi aperti, agricoli, fluviali ed archeologici che la forma aperta di Benevento e l'orografia fa intersecare con abitato e ruralità, creando unità paesaggistiche, trame di storia e bellezza.
Cosicché, il parco del fiume dedicato al tema identitario delle Streghe, il parco archeologico dell'Anfiteatro Romano o il parco agricolo e fluviale del Calore, dello stretto di Barba o dell’Appia antica, sono le trame strategiche di queste connessioni e della loro realizzazione che inizia già ora.
In effetti, l'approccio olistico e sistemico della città pubblica di Benevento, concorre a disegnare ciò che i paesaggisti chiamano, con molto fascino, "il nuovo palcoscenico delle città".
Il palcoscenico, come a teatro, esalta scenografia, attori e spettatori, così, nelle città, esalta differenze e parti, la storia, dando unità all’insieme e benessere agli abitanti nel loro ritmo ordinario che sostiene la vita, facilitando relazioni e riconoscimenti.
Possiamo quindi affermare che dalle best pratictices, si comprende quanto è fondamentale la città pubblica.
In questo quadro è importante evidenziare l'avanzamento della cultura riformista della concretezza del fare, che considera lo standard urbanistico, cioè le aree pubbliche, fattore essenziale e distintivo del progetto armonico e separato dal numero degli abitanti.
Oggi, molti urbanisti, con intuizione politica, chiamano gli standard "spazi per i diritti della città" (Carta, 2025) perché fungono da potenzialità nel facilitare trasformazioni e soddisfare le nuove e differenti esigenze degli abitanti.
La domanda che molti si pongono è: Come completare e allargare la realizzazione della città pubblica dopo la scadenza del Pnrr, tenendo conto delle difficoltà della finanza del Paese, dei costi delle aree e dei ritardi dell'Europa anche per le dinamiche geopolitiche?
L'esperienza del Pnrr, il pragmatismo di amministratori e urbanisti, spingono a immaginare il post-Pnrr come un nuovo canone della rigenerazione che s'inserisce con organicità negli ambiti urbani, mettendo insieme opere pubbliche, spazi aperti e rinnovamento edilizio. Una manovra di ampio respiro che accoppia la regia pubblica al partenariato pubblico-privato e l'urbanistica alla cultura della reciprocità compensativa nel rapporto con i privati e imprese.
La collaborazione tra istituzioni e imprese, l'urbanistica riformista e il nuovo canone della rigenerazione permette, così, di colmare il gap finanziario o gli extra-costi della città pubblica estendendone la realizzazione, elevando la qualità dell'edilizia privata, servizi e opere, attraverso premialità, incentivi urbanistici e facilitazioni edilizie.
La capacità del comparto edilizio di evolvere verso modelli avanzati è determinante e va utilizzata, perché la sfida, già da oggi, è trasformare il tessuto urbano esistente in moderni ambiti di edilizia biofilica".

comunicato n.176725




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