La Lega e' scesa in piazza per spiegare ai cittadini le ragioni del "Si'" in vista della consultazione referendaria sulla giustizia del 22 e 23 marzo
La piacevole circostanza, al di la' del fatto politico, e' che al gazebo si e' rivisto dopo mesi anche Luigi Bocchino, gia' coordinatore provinciale del partito ed oggi responsabile regionale delle "Aree Interne". E' in lenta ripresa dalla malattia che lo ha colpito. Per lui il Si' serve a dare piu' efficienza ed indipendenza alla magistratura
Redazione
La Lega è scesa in piazza San Modesto per spiegare ai cittadini le ragioni del “Sì” in vista della consultazione referendaria sulla giustizia del 22 e 23 marzo prossimi.
La piacevole circostanza, al di là del fatto politico, è che al gazebo si è rivisto anche Luigi Bocchino, già coordinatore provinciale del partito ed oggi responsabile regionale delle “Aree Interne”.
Bocchino è stato assente per alcuni mesi dalla scena politica a causa di malattia da cui lentamente sta rientrando.
Ed è proprio lui, un avvocato di lungo corso, che ha rilasciato questa sua prima dichiarazione sulla vicenda, dopo la forzata pausa, sull'evento.
“La riforma della giustizia era attesa da anni per completare il modello accusatorio introdotto con il nuovo codice di procedura penale riformato da Giuliano Vassalli che ha definitivamente fatto dell’Italia, con il consenso delle migliori culture giuridiche e politiche, un paese moderno ed evoluto nel campo giuridico.
Il “Sì” al referendum è per la netta separazione tra giudici e pubblici ministeri, con una magistratura più libera e trasparente ed un cittadino che riacquista certezze di vedere nello scontro dialettico tra le parti del processo i suoi diritti sullo stesso piano di quelli dell’accusa e con un giudice terzo libero da qualsiasi condizionamento. Logica conseguenza è la costituzione di due Consigli Superiori della Magistratura (Csm) con i componenti sorteggiati per sconfiggere le correnti politicizzate della magistratura che hanno da sempre condizionato l’organismo e non dato spesso un bell’esempio come Palamara docet.
Infine il “Sì” è per dare più efficienza e indipendenza alla magistratura valorizzando davvero il merito e punendo chi sbaglia con la creazione di un’Alta Corte Disciplinare.
Non vi è dubbio che con il “Sì” alla riforma l’Italia si allinea alle migliori tradizioni giuridiche europee ed occidentali: Non è in gioco il destino del governo Meloni o del fronte dell’opposizione che c’entrano poco o nulla con la riforma della giustizia.
Dello scontro politico se ne servono solo gli smemorati e coloro, spesso di sinistra, per giustificare oggi un voto contrario alla riforma dopo averne per decenni sostenuto la necessità in atti parlamentari ed iniziative di legge. Il resto appartiene al solito teatrino della politica che vede alle ragioni giuridiche contrapporsi i soliti mestieranti, che disquisiscono di tutto e del contrario di tutto, ingenerando solo confusione e caos.”
comunicato n.176722
Società Editoriale "Maloeis" - Gazzetta di Benevento - via Erik Mutarelli, 28 - 82100 Benevento - tel. e fax 0824 40100
email info@gazzettabenevento.it -
partita Iva 01051510624
Pagine visitate 743561071 / Informativa Privacy