La vera sorpresa del voto per il rinnovo del Consiglio provinciale e' data dalla elezione del consigliere leghista sostenuto da due di Palazzo Mosti
Dimezzata la presenza del Partito Democratico ma se i voti dei "dissidenti" fossero andati a quella lista avrebbero probabilmente conquistato il secondo seggio ed i mastelliani avrebbero perso la maggioranza alla Rocca e l'ultimo quoziente disponibile che ha consentito la rielezione di Ciervo
Nostro servizio
Abbiamo titolato, a proposito dei risultati delle elezioni per il rinnovo del Consiglio provinciale, che "Noi di Centro" con il loro alleato "Essere Democratici", i mastelliani insomma, si sono ripresi la maggioranza alla Rocca dei Rettori.
Ed è così.
Nella passata consiliatura "Noi di Centro", sempre assieme all'altra componente della coalizione, "Essere Democratici", aveva eletto cinque consiglieri provinciali che con il voto del presidente Lombardi servivano ad ottenere la maggioranza in Consiglio fissata a sei consiglieri su 11 (dieci consiglieri provinciali più il presidente).
Verso la fine della consiliatura, Carmine Agostinelli, già segretario provinciale di "Noi di Centro", lasciò i mastelliani per aderire a "Fratelli d'Italia" che così da un consigliere provinciale eletto, passò a due, tanti quanti ne aveva eletti Forza Italia.
Ed allora i 4 del Centrodestra con i due del Pd, formavano numericamente la nuova maggioranza che peraltro, per una serie di motivazioni, non fu quasi mai utilizzata concretamente.
Del resto, per come è previsto da questa assurda legge di "riforma" delle Province che nessun Governo riesce, perché non vuole, modificare, ritornando la elezione di presidente e Consiglio nelle mani del popolo sovrano, il presidente, dicevamo, è praticamente il "despota" a capo dell'Ente e poco può fare contro le sue decisioni il Consiglio provinciale.
Dunque, valutando solo gli eletti e non i passaggi di casacca, l'ultima consiliatura era composta da 5 mastelliani, 2 di Forza Italia, 1 di Fratelli d'Italia e 2 del Partito Democratico.
Il voto di ieri presenta questa situazione: 5 mastelliani, 1 del Partito Democratico, 1 della Lega, 2 di Forza Italia ed 1 di Fratelli d'Italia.
Assoluta parità di consiglieri, 5 a 5.
La differenza, come detto, la fa il presidente che è anche considerato componente del Consiglio provinciale che infatti conta 11 membri e non 10.
E dunque i mastelliani hanno ripreso la loro antica presenza alla Rocca fatta di 5 consiglieri provinciali (prima della defezione di Agostinelli); il Partito Democratico, il vero sconfitto, la dimezza e passa da 2 ad 1; Forza Italia conferma la sua rappresentanza di 2 consiglieri e Fratelli d'Italia di 1 consigliere.
Quasi tutti, ad eccezione del Pd come detto, come nella passata consiliatura, tranne la Lega che conquista per la prima volta un suo seggio a discapito del Pd che ne perde uno dei due.
C'è anche da dire che, con i numeri che conosciamo, ha contribuito alla formazione di questa maggioranza mastelliana, il nuovo raggruppamento di Sinistra, "Sannio Bene Comune".
Se fosse rimasto ad alimentare con i suoi voti la lista del Pd, avrebbero conquistato il secondo seggio a danno proprio dei mastelliani che detengono, con la lista "Uniti Sanniti", l'ultimo quoziente utile alla elezione di un consigliere provinciale.
Alfonso Ciervo di "Essere Democratici" della coalizione mastelliana non sarebbe stato eletto e forse sarebbero passati, per il Pd, Carmine Valentino e Floriana Fioretti che si sarebbero aggiunti ai 4 di Centrodestra.
E' interessante gettare anche uno sguardo sui 33 voti dei consiglieri comunale di Benevento.
Essi sono voti di grande peso ponderale perché, come abbiamo scritto più volte, il voto di ciascun elettore non vale quanto quello di un altro elettore (questo avrebbe determinato la elezione di Pasquale Viscusi al posto del preventivato Mauro De Ieso nella lista di ispirazione leghista, proprio per l'apporto del voto di un consigliere comunale di Benevento, Luigia Piccaluga, che avrebbe votato Viscusi, appunto, facendo la differenza, con il suo "peso" e favorendone la elezione).
Uno, in questa elezione di secondo livello, non vale uno, come quando va al voto il popolo.
Ed allora dei 33 voti disponibili del consiglieri comunali di Benevento, 20 sarebbero andati alle liste mastelliane (tutta la maggioranza a Palazzo Mosti, nessuna defezione); 6 al Pd (i cinque del gruppo consiliare più Moretti); 3 alla lista di Sinistra "Sannio Bene Comune" e quindi Perifano, Miceli e Megna; 2 alla lista formata da Fratelli d'Italia (De Stasio) e Forza Italia (Vincenzo Sguera); 2 infine alla Lega (Luigia Piccaluga e Gerardo Giorgione).
Un po' di sconvolgimento, frutto anche di un probabile impegno a candidature a primo cittadino (Sguera?) alle elezioni amministrative dell'anno prossimo, c'è stato e si vedrà se porterà assestamenti anche nell'Aula di Palazzo Mosti.
Domattina alle 11.00 all'Auditorium "Vergineo" del Museo del Sannio, i mastelliani terranno la propria conferenza stampa a commento del voto.
Vedremo cosa diranno.
comunicato n.176445
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