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Benevento, 28-02-2026 22:01 ____
Alessandro Bergonzoni incanta il pubblico della Stagione Artistica dell'Accademia di Santa Sofia con "Arrivano i Dunque"
La televisione non mi ha mai interessato. Mi piace che essa vada guardata ma non accesa. Ho fatto sopratutto teatro, libri, giornali, scrittura, arte e sto cercando di portare avanti questa cosa senza andare a finire in mezzo ai social. Qui adesso c'e' una invocazione, c'e' un desiderio, c'e' una voglia, c'e' un perche', c'e' un quindi, c'e' un quando, c'e' un eccome. Ecco, io voglio rispondere a queste domande, ci ha detto l'artista
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Ancora un appuntamento importante quello di stasera al Teatro Comunale con la Stagione Artistica dell'Accademia di Santa Sofia di cui sono direttori artistici Filippo Zigante e Marcella Parziale.
Quest'utima, in particolare, ci ha confidato, dopo una "corte" durata qualche anno, è riuscita a mettere in Cartellone anche Alessandro Bergonzoni, comico, cabarettista, drammaturgo, scrittore, umorista, attore, artista visivo e paroliere italiano che a Benevento ha portato lo spettacolo, un monologo, dal titolo:  "Arrivano i Dunque. Avannotti, sole Blu e la storia della giovane Saracinesca".
Prima che lo spettacolo avesse inizio, siamo riusciti a scambiare qualche battuta con Alessandro Bergonzoni il quale, nonostante la sala fosse oramai quasi piena, non ci ha lesinato la sua cortesia.
Per oltre quarant'anni, gli abbiamo detto, dal Maurizio Costanzo Show che la ospitò nel 1985, è stato protagonista dello spettacolo italiano.
Sì, è così, ci ha risposto, Maurizio Costanzo mi ha dato la popolarità anche se io ci sono andato venti volte in venti anni e quindi non ci sono stato tante volte.
In verità la televisione non mi ha mai interessato.
Mi piace che essa vada guardata ma non accesa.
Ho fatto sopratutto teatro, libri, giornali, scrittura, arte e sto cercando di portare avanti questa cosa senza andare a finire in mezzo ai social.
Da non molti anni lei è stato insignito anche del Premio Nazionale Cultura della Pace, abbiamo ancora detto a Bergonzoni.
Sì, da molto tempo, ci ha risposto, forse avrei dovuto anche prima, con altre battaglie ed altre guerre fare quello che gli artisti devono fare e cioè essere coinvolti, immedesimarsi, raccontare, non voler convincere e non rivoluzionare ma rievoluzionare e cioè evolverci.
L'artista deve raccontare questo anche se lo fa con la comicità, con la surrealtà, con la metafisica, anche se lo fa attraverso quello che spesso non viene definito politico ma che io definisco civile.
E veniamo allo spettacolo di stasera. Cosa intende dire con esso al suo pubblico, abbiamo chiesto al protagonista della serata?
I messaggi sono finiti tanto tempo fa, ci ha detto.
Qui adesso c'è una invocazione, c'è un desiderio, c'è una voglia, c'è un perché, c'è un quindi, c'è un quando, c'è un eccome.
Ecco, io voglio rispondere a queste domande.
E come si può fare?
Si può raccontare come l'uomo deve cominciare a smettere di essere umano e diventare sovrumano.
Cospargiamo il nostro capo di cenere e il nostro capo ci licenzierà.
Sin qui Bergonzoni mentre la sala oramai gremita attendeva che lo spettacolo avesse inizio.
Ad introdurre è stato il breve saluto del presidente dell'Associazione "Amici dell'Accademia", Maria Buonaguro ed a seguire una breve presentazione di Marcella Parziale.
Quindi Andrea Cusano, docente della Facoltà di Ingegneria di Unisannio, ha trattato, anch'egli brevemente, il tema: "La luce come potente strumento tecnologico per la medicina di precisione."
Quindi spazio ad Alessandro Bergonzoni.

comunicato n.176432




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