A Benevento il Partito Democratico non sara' mai alleato di Mastella, con buona pace di Filomena Marcantonio e di Piero De Luca
Umberto Del Basso De Caro "rompe" gli auspici e le mezze certezze dei vertici provinciali e regionali del Pd che ha celebrato stamane l'ultima parte del suo Congresso provinciale. Attendiamo che succede a Salerno e poi ad Avellino. Aspettiamo fino a maggio poi vedremo che fine potra' fare questo cosiddetto campo largo
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Non c'è nulla di definito, a Benevento, se non nelle intenzioni, per quanto riguarda il cosiddetto campo largo, la coalizione di partiti che ha vinto le elezioni regionali e che governa la Regione Campania e che il sindaco Mastella vuole a tutti i costi che produca i suoi effetti anche qui nella cuittà che egli guida e che il prossimo anno sarà chiamata alle elezioni.
Campo largo in forte dubbio e questo al di là delle apparenze e delle dichiarazioni finanche del segretario provinciale appena proclamato stamattina a Palazzo Paolo V, Filomena Marcantonio ed addirittura di quello regionale, Piero De Luca (nella undicesima foto in basso è con Marcantonio).
A Benevento i conti non si fanno senza Umberto Del Basso De Caro (nella quarta foto in basso è a destra ed a sinistra è Enzo Colarusso), da 50 anni in politica, ci ha detto e praticamente sin dall'inizio del suo incedere nel Partito Democratico dopo la lunga militanza nel Partito Socialista Italiano che fu di Bettino Craxi.
Aspettate prima di dare certezze, ha detto ai giornalisti che lo hanno attorniato.
Vediamo che succede alle elezioni amministrative a Salerno e poi ad Avellino.
Si tratta di attendere fino a maggio.
Poi vediamo questo cosiddetto campo largo che fine farà e se nascerà effettivamente in Campania e nella nostre zone.
Ovviamente Del Basso De Caro, che tutto è tranne che uno sprovveduto, conosce molto bene le cose come stanno come stanno, anche quelle che sfuggono al cronista ma di una cosa è apparso certo: A Benevento il Partito Democratico non sarà mai alleato di Mastella, con buona pace di Marcantonio e di De Luca.
Del Basso De Caro ha anche avuto parole decise nei confronti di quella che apparirebbe essere la minoranza del partito e si è chiesto dove fosse visto che si parla di spaccatura nel Pd.
Una spaccatura presuppone la presenza di un gruppo da una parte ed un altro dall'altra.
Noi siamo qua e gli altri?
In verità su queste parole è entrata in sala, senza salutarsi ma forse non si sono visti, Antonella Pepe (nella terza foto in basso), non certamente decariana, che ha anche partecipato alle votazioni che in quel momento erano in atto nella sala.
La giovane ed "acerba" (politcamente parlando, s'intende) Filomena Marcantonio (nella prima foto in basso), attorniata dai giornalisti, ha dato brevi risposte alle domande ma se avesse potuto ne avrebbe fatto anche volentieri a meno intuendo dove si andava a parare.
E' un Congresso a linea decarista nella continuità o si andrà anche avanti perseguendo altre ipotesi e soluzioni, le è stato chiesto da Colarusso.
E' un Congresso unitario e plurale, aperto a tutti, ha risposto Marcantonio, il Pd è una casa ed accogliamo tutti.
Guiderà il suo partito verso il campo largo, le abbiamo chiesto noi, intendendo per campo largo a Benevento quello con la presenza anche della componente di Clemente Mastella?
Siamo impegnati a costruire un campo largo, ci ha risposto, lo stesso che ha portato alla vittoria Fico alle elezioni regionali di novembre.
E quindi c'è anche Mastella, abbiamo ribadito...
Sicuramente, ci ha risposto senza indugi Marcantonio.
Per quanto riguarda l'aspetto politico a Palazzo Mosti ed alla Rocca, bisogna discutere dei problemi, ha detto il segretario rifugiandosi quasi dietro una revisione del precedente: Sicuramente che forse ha detto troppo frettolosamente...
La stessa domanda sul campo largo è stata posta a Piedo De Luca il quale ha confermato che qui, effettivamente, qualche muro che lo ostacolava sia oramai caduto e che Mastella a tutto titolo vi entra.
Qui con queste elezioni provinciali si aprirà una nuova fase, ha detto De Luca, che mi auguro consentirà al Pd di rilanciare sempre più il proprio radicamento sul territorio.
Dobbiamo essere anche qui baricentro per costruire e mettere insieme una coalizione vincente, ampia, sul modello regionale e su quello che stiamo costruendo a livello nazionale.
Sono contento che alcuni muri sono caduti, ha proseguito il segretario regionale.
Dobbiamo proseguire anche nel rispetto delle distanze che ci sono state in questi anni.
Divergenze e diffidenze del passato vanno messe da parte ed avviare una nuova fase a partire dalle elezioni provinciali e poi a quelle del capoluogo. Sarà l'avvio di ua nuova fase anche qui a Benevento.
Il partito è stato nel segno di De Caro poi c'è stata una differenziazione.
E' un partito che va corretto o ce la può fare da solo anche a riassumere le altre anime, gli è stato chiesto?
Mi auguro che questa fase congressuale consenta l'apertura del partito su tutto il territorio, ha risposto.
E' stato un Congresso svoltosi con mozione unitaria così come unitaria è stata la candidatura di Marcantonio e questo è un valore che non va sottovalutato.
Vediamo l'esito delle elezioni provinciali prima di dire dell'ingresso di Mastella nella coalizione.
Mi auguro che si possa partire dalla Provincia per avviare questa nuova fase politica.
A Palazzo Mosti parleremo con i nostri consiglieri nel rispetto delle parti.
Il sindaco Mastella è prudente, abbiamo detto noi, e stamane, pur non mancando a nessun incontro, non è venuto a partare i saluti istituzionali al Congresso, abbiamo fatto notare a De Luca... (poi si saprà che il sindaco Mastella non era stato proprio invitato).
Ci confrontiamo spesso con il sindaco, abbiamo lavorato insieme, ci ha risposto. Dal confronto sereno dobbiamo essere in grado di far partire un nuovo percorso che tenga conto delle distanze che ci sono ancora oggi in Consiglio comunale a Benevento ma che consenta di far cadere dei muri che non fanno bene a nessuno, ha concluso De Luca.
A questo punto è stato avviato il Congresso con Giovanna Petrillo, presidente della Commissione di Garanzia per il Congresso medesimo e che ha dato conto di tutto il percorso che ha poi portato alla seduta di stamane dopo il rinnovo degli organismi di partito in tutti i Circoli del Sannio.
Al termine c'è stata la proclamazione di Filomena Marcantonio a segretario provinciale del Partito Democratico sannita.
Giovanni Cacciano (nella dodicesima foto in basso è a destra), segretario provinciale uscente, ha detto che sono stati quattro anni intensi, nel corso dei quali abbiamo affrontato tante sfide, vivendo anche l'insediamento della nuova segretaria nazionale, con la quale abbiamo da subito attivato un rapporto di amicizia e collaborazione.
In questi anni abbiamo riattivato la sede provinciale, con la nuova struttura di viale Mellusi e circa 10 nuove sedi territoriali, favorendo la nascita di tanti nuovi circoli di coordinamento territoriali.
Abbiamo vissuto insieme diverse elezioni, non ultime quelle regionali che mi hanno visto candidato con 7.804 preferenze personali.
Per questo mi preme ringraziare uno ad uno tutti i nostri elettori, che hanno votato per me e per Rosa Razzano.
Con la scadenza del mandato, d'intesa con la segreteria regionale, ho deciso di fare un passo di lato per permettere un rilancio del partito democratico locale, che sarà sempre di più aperto nei confronti del nostro territorio.
Oggi, è un dato da evidenziare, abbiamo eletto la prima segretaria donna del Partito Democratico nel Sannio, Filomena Marcantonio, a cui vanno i miei auguri di buon lavoro.
Marcantonio che è una valente dirigente, viene dal settore primario.
La nostra è una provincia la cui identità è caratterizzata dall'agricoltura; una agricoltura che deve essere anche una opportunità di futuro e su questo si giocano gran parte della chance della nostra provincia, perché noi siamo convinti che le aree interne devono rappresentare anche un patrimonio e non devono solo essere viste come un costo sul bilancio dello Stato.
Bisogna assicurare a tutti, indipendentemente da dove è nato e dove vive, le stesse opportunità: ecco perché sui trasporti, sul sistema sanitario, sull'organizzazione del servizio scolastico non possono valere gli stessi criteri utilizzati per le zone con maggiore densamente popolate. Chi ha di più deve dare di più, ha concluso Cacciano.
Quindi il discorso di Marcantonio, quello ufficiale, quello letto dinanzi all'Assemblea.
E' bello vedere questa sala e i vostri occhi, ha dichiarato la neo segretaria Marcantonio, perché in essi vedo appartenenza, dignità e una comunità che non ha smesso di credere nel Partito Democratico.
Questa è la forza della nostra casa, che oggi dobbiamo proteggere, ricostruire e far vivere.
Tra le sfide evidenziate dalla nuova segretaria provinciale, l'unità del partito e il campo largo rappresentano una priorità strategica: Le divisioni consumano l'identità, l'unità restituisce autorevolezza, stabilità e capacità di proposta.
Coerentemente con la nuova fase politica aperta dalla vittoria del centro sinistra alle regionali, vogliamo costruire un campo largo, aperto e senza subalternità, capace di confrontarsi sui programmi e sui contenuti e di offrire risposte concrete ai cittadini.
Marcantonio ha sottolineato l'importanza dello sviluppo economico come base della giustizia sociale: Non basta parlare di diritti e redistribuzione se non c'è crescita.
La produttività e il lavoro dignitoso sono la nostra identità e il cuore del nostro programma.
Grande attenzione è stata dedicata al mondo agricolo e alle filiere locali.
Il Sannio è terra agricola con enormi potenzialità. Dobbiamo sostenere chi coltiva, premiare chi investe e promuovere filiere agroalimentari di qualità, puntando su innovazione, tecnologie e collaborazione tra imprese, territori e consumatori.
La segretaria ha inoltre evidenziato la necessità di un sistema territoriale integrato.
Occorre creare un Tavolo permanente di coordinamento tra agricoltura, turismo, imprese innovative, Gal e consorzi di tutela.
Solo lavorando insieme possiamo trasformare le potenzialità del Sannio in opportunità concrete.
Non sono mancati riferimenti alla sfida dello spopolamento e della fuga dei giovani.
Salvare le aree interne significa costruire futuro, offrire opportunità di lavoro e qualità della vita, trasformando isolamento in connessione.
Infine, la nuova segretaria provinciale ha sottolineato il ruolo dei Circoli e della militanza.
Il cuore del Partito Democratico sono i Circoli, luoghi di comunità e partecipazione. Dobbiamo formare una classe dirigente capace di proporre politiche efficaci dal territorio fino ai livelli più alti delle istituzioni.
Marcantonio ha concluso con un richiamo ai valori di libertà, democrazia e comunità.
Il Partito Democratico non è solo un simbolo.
E' una casa viva. Noi siamo qui per servire, per guidare e per costruire insieme un futuro in cui ognuno possa sentirsi parte della nostra comunità.
comunicato n.176279
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