Augusto Collarile, silenziosamente, era entrato nella mia vita accompagnando alcune azioni della quotidianita'
Abituato, ogni giorno, ad essere circondato da tanta gente nel mio ambulatorio professionale di piazza Santa Maria, a casa mi ritrovo solo e seduto dietro la scrivania, l'unica mia compagnia era oramai Augusto...
Nostro servizio
E' un altro ricordo quello odierno di Peppino De Lorenzo.
Un ricordo piacevole nella sua semplicità che dimostra la capacità dell'estensore della nota di riuscire a trasformare esperienze personali in emozioni universali che fanno parte della vita di ognuno di noi.
"E' consuetudine che siano sempre i ricordi oltremodo significativi e gli eventi forti a sopravvivere più degli altri.
Secondo il mio credo, ritenendo di non sbagliare, anche esperienze semplici, piccolezze a prima vista banali, una canzone lontana nel tempo, un profumo, una risata, hanno il potere magico di fare riaffiorare in noi, talvolta improvvisamente, un'intima sensazione di nostalgia e di rimpianto.
E' quanto mi è capitato, sere fa, ricordando Augusto Collarile (nella foto di apertura).
Eppure, senza mai avere avuto la possibilità di parlargli a viva voce, anche se invogliato da mia moglie, sua fedele cliente di fiori, più volte avevo carezzato l'idea di farlo.
Augusto, silenziosamente, infatti, era entrato nella mia vita accompagnando alcune azioni della quotidianità.
Per quanti non hanno avuto la piacevole ventura di conoscerlo, Augusto, fino a qualche settimana fa, prima che la morte lo portasse via d'improvviso, era il titolare dell'esercizio commerciale, "Punto Luce", con un ampio parcheggio innanzi, ubicato in via Pietro Nenni (nella seconda e terza foto in basso).
A sinistra, il grande magazzino ed a destra, l'accorsata cartoleria del cognato Beniamino Varricchio.
Nel negozio di Augusto si poteva trovare ogni tipo di materiale per ferramenta e, poi, una quantità enorme di splendide piante, di ogni tipo.
Lo studio di casa mia è posizionato di fronte al negozio di Augusto che, per me, silenziosamente, era diventato amico fedele e silenzioso.
Abituato, ogni giorno, ad essere circondato da tanta gente nel mio ambulatorio professionale di piazza Santa Maria, a casa mi ritrovo solo e,seduto dietro la scrivania, l'unica mia compagnia era oramai Augusto.
Oggi, avverto un palpabile velo di malinconia che, comunque, accetto con serenità.
Mi si creda, però, ora, quando leggo e scrivo, alzare lo sguardo e non vedere più Augusto, mi provoca una sofferenza indicibile.
Con forza, in ogni caso, bisogna affrontare le sfide che la vita ci presenta.
La sua assenza mi produce una solitudine struggente.
Da lontano, ho sempre apprezzato, rimanendone colpito, la sua incarnata pacatezza nell'argomentare, nello spazio antistante al negozio, segnatamente, con i clienti delle sue belle piante, il rispetto e la volontà verso tutti, la convinta conoscenza delle situazioni e delle persone.
Non si fermava mai un momento. Usciva di continuo dal negozio e dava alle piante una sempre diversa ubicazione. In questo, mirabilmente, coadiuvato dalla consorte.
Talvolta mi chiedevo chi gli concedesse tutta quella forza al punto che quando mi lamentavo per il mio carico di lavoro, mia moglie era solita ripetermi: "Prendi esempio da Augusto. Avete la stessa età.
Se voi non riuscite a vivere senza lavorare ed andate in astinenza se vi fermate, ne dovete, in ultimo, accettare le conseguenze".
Quando Augusto, per raggiungere la figlie a Milano, chiudeva il negozio per qualche giorno, mi sentivo smarrito, con la speranza che tornasse presto.
Lui è stato capace, forse senza neanche rendersene conto, di porre al centro dell'esistenza la passione e la solitudine, l'amore per la vita, la poesia del vivere. Una coppia, la loro, da prendere ad esempio.
Alcune persone, con il loro comportamento, dimostrano in che modo preparazione, impegno e professionalità possano fare la differenza.
La vita di questi individui molte volte emerge, silenziosamente, costellata, giorno dopo giorno, da gesti discreti ed incarnata responsabilità.
Sì, oggi, quando mi capita di alzare lo sguardo dalla scrivania, senza la figura di Augusto in lontananza, mi sento smarrito.
Mi spiace che, complici gli impegni e la riservatezza, non gli abbia mai confidato quanto fosse preziosa per me quella presenza discreta nel suo posto di lavoro.
Di questa sconosciuta e riservata amicizia, in questo momento, ringrazio la moglie e le figlie che possono essere orgogliose del familiare che hanno avuto.
Un lavoratore che non ha conosciuto mai il riposo.
Addio, Agusto, mi manchi già tanto, veramente tanto".
comunicato n.175865
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