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Benevento, 27-01-2026 09:04 ____
Il 27 gennaio 1967 si spegneva tragicamente Luigi Tenco, uno degli artisti piu' profondi e innovativi della musica italiana del Novecento
Ricordarlo oggi non significa solo commemorare una tragedia, ma rendere omaggio a un uomo che ha avuto il coraggio di portare nella musica popolare italiana temi scomodi, emozioni autentiche e una visione artistica radicale, scrive Marcellino Aversano
Redazione
  

Un ricordo di Luigi Tenco (foto), nell'anniversario della sua morte, ci giunge da Marcellino Aversano.
"Il 27 gennaio 1967 - scrive - si spegneva tragicamente Luigi Tenco (foto), uno degli artisti più profondi e innovativi della musica italiana del Novecento.
Aveva solo 28 anni, ma aveva già lasciato un segno indelebile nella storia della canzone d'autore, aprendo una strada nuova fatta di sincerità, inquietudine e rifiuto delle convenzioni.
Nato a Cassine nel 1938 e cresciuto a Genova, Tenco fu tra i protagonisti della cosiddetta Scuola genovese, insieme a Fabrizio De André, Gino Paoli e Bruno Lauzi.
A distinguerlo, però, era una sensibilità particolarmente tormentata, una costante tensione tra il bisogno di esprimersi e l'insofferenza verso un'industria musicale che sentiva distante, superficiale, incapace di cogliere la profondità del suo messaggio.
Le sue canzoni parlano d'amore, ma di un amore fragile, spesso doloroso; parlano di solitudine, di alienazione, di disagio esistenziale.
Brani come "Mi sono innamorato di te", "Vedrai, vedrai" e "Ciao amore ciao" non cercano mai l'effetto facile: Sono confessioni intime, nude, che ancora oggi colpiscono per la loro modernità emotiva.
La sua morte, avvenuta durante il Festival di Sanremo del 1967 dopo l'eliminazione di "Ciao amore ciao", resta una ferita aperta nella coscienza collettiva italiana.
Al di là delle controversie e delle domande mai del tutto chiarite, ciò che rimane è il senso profondo di una perdita enorme: quella di un artista che forse era troppo avanti per il suo tempo, troppo sincero per un sistema che privilegiava l'apparenza.
Ricordare Luigi Tenco oggi non significa solo commemorare una tragedia, ma rendere omaggio a un uomo che ha avuto il coraggio di portare nella musica popolare italiana temi scomodi, emozioni autentiche e una visione artistica radicale.
La sua eredità vive ancora nelle parole di chi scrive canzoni per dire la verità, anche quando fa male.
Luigi Tenco non è stato solo un cantautore: E' stato una coscienza inquieta, una voce che continua a risuonare, ricordandoci che la musica può essere anche un atto di coraggio".

comunicato n.175735




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