I temi della "modernita' urbana" sono conosciuti, ma vanno esplorati appieno partendo da quelli noti a tutti, rigenerare, rinnovare e rinaturalizzare
Come continuare a rigenerare le citta', mettendo in conto la possibilita' che i programmi come il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza o altri non sono riproposti con gli automatismi che tutti speriamo, si chiede Vincenzo Carbone, architetto?
Redazione
L'occasione del rapporto Ance del 20 gennaio scorso ha spinto il nostro lettore Vincenzo Carbone (foto), architetto, a svolgere delle riflessioni sul post-Pnrr e Piano Casa, città e rigenerazione urbana.
"Gentile direttore - scrive - i temi della "modernità urbana" sono conosciuti ma vanno esplorati appieno partendo da quelli noti a tutti, rigenerare, rinnovare, rinaturalizzare, raffrescare.
La modernità richiama la metafora di Ulisse, uomo moderno, che per sete di conoscenza e desiderio di superare i limiti incarna l'eroe che attraversa le colonne d'Ercole e diventa simbolo dell'umanesimo.
Fuor di metafora, la modernità ispira conoscenza e disvela bellezza.
Tutte le proiezioni sul terreno, gli ancoraggi territoriali, gli abitati, saranno attraversate da questo flusso che forgia la città come l’abito, dai colori dei conciatori di Fez ai disegni di Yves, alle pareti della "città blu".
Il nostro tempo, però, pone altri interrogativi.
Come continuare a rigenerare le città, mettendo in conto la possibilità che i programmi come il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) o altri non sono riproposti con gli automatismi che tutti speriamo?
E' auspicabile pensare a nuovi canoni.
Anche il rapporto Ance del 2026, da cui emergono dati macroeconomici positivi, pone attenzione alle criticità del mercato, immaginando a breve un post-Pnrr e un'accelerazione sul Piano Casa.
Così diventa prioritario far sì che i programmi del post-Pnrr e del prossimo Piano Casa contengano profili normativi diversi dal passato, un canone che offre la possibilità alle città di forgiare un organico mix di interventi a valenza rigenerativa.
Una sinergia tra housing e città pubblica, tra rinnovamento edilizio, foresta urbana e permeabilità (come fanno pensare i danni del ciclone Harry).
Nel mix d'interventi rigenerativi delle città, a volte, l'incentivazione urbanistica compensativa (delle leggi regionali), per i costi che lievitano e la domanda stagnante, non riesce a bilanciare gli interessi tra pubblico e privato, rendendo così critico il rinnovamento.
Emerge da ciò un tema specifico definito in leggi nazionali extra-costi, per altri contesti.
La specificità è da approfondire.
Magari ciò è da considerare nel post-Pnrr, sponda al mix di interventi, temperandone l'applicazione in funzione di benefici e dimensioni delle città.
Le città devono essere protagoniste della modernità.
Aiutare significa anche spostare l'asse da "come si può fare, a cosa è necessario fare".
Altro aiuto è mescolare risorse e tradizioni, asset, cluster e servizi (welfare, longevità e co-housing), perché miscelare crea unione: dalla provvidenza alle traiettorie asimmetriche, dalle leadership alle alleanze fra città.
Una buona pratica di modernità è Lipsia (Carta, 2025) in Germania.
Lipsia è conosciuta per la battaglia di Napoleone, la città della Musica, l'Università e la fabbrica della Porsche.
Fatichiamo a collegare Lipsia al cotonificio del 1884 e cosa è diventata con la rigenerazione di quel sito, prestigioso "polo multi-culturale-innovazione", simbolo della fenice che ha innestato il nuovo cluster nelle pieghe delle tradizioni.
Molti avrebbero puntato solo sulla Porsche.
Invece a Lipsia la rinascita si è avuta da altro.
Un modello diverso è il Lingotto di Torino, storica fabbrica della Fiat, area vibrante e riferimento per il Nord-Ovest.
Gli eventi del 2026, sulla storica Pista 500 di collaudo della Fiat sul tetto del Lingotto (oggi parco) e quelle nella pinacoteca Agnelli, bastano a segnalarne il ruolo.
La straordinarietà di questi modelli, Lipsia, Aalborg (in Danimarca), Torino sta nell'aver rigenerato l'antico e concretizzato assieme asset e città pubblica in un unico mix.
Ciò dimostra che la rigenerazione se guidata dalla politica e non dal mercato immobiliare attrae e raggiunge più benefici.
Maggiori sono i benefici se maggiore è la differenza praticata "da come si può fare a quali sono le azioni urbanistiche necessarie e le alternative per concretizzare il fare", tema dell'urbanistica riformista.
La città pubblica non è più la mera dotazione di aree ma è il motore della rigenerazione, la sequenza di opere e spazi, ecologia e connettività.
E' il pilastro su cui poggia l'architrave della città aumentata (Carta, 2022), della prossimità allargata e della sostenibilità che dal 1994 ispira Aalborg della Danimarca, vicina alla Groenlandia e alle dinamiche geopolitiche.
La finalizzazione è fare in modo che i privati, con la regia pubblica, concorrono a realizzare città pubblica e modernità".
comunicato n.175727
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