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Benevento, 20-01-2026 18:12 ____
Bocciatura per la candidatura di Benevento e Pietrelcina a Capitale della Cultura assieme alla Citta' Caudina
I commenti giunti in redazione
Redazione
  

I commenti alla bocciatura per la candidatura di Benevento e Pietrelcina a Capitale della Cultura assieme alla Città Caudina.

Federico Paolucci
"Ho letto le dichiarazioni del sindaco Mastella, che ha cercato di coprire, con una foglia di Fico, lo smacco ricevuto da Benevento per la mancata indicazione nelle dieci città finaliste per il titolo di Capitale della Cultura 2028.
E' vero che le quattro città capoluogo sono amministrate dal centrodestra.
Due in regioni amministrate dal centrosinistra, però. Ma non tutti i progetti presentati sono espressione di città amministrate dal centrodestra.
Gravina di Puglia e in Campania, Mirabella Eclano, dovrebbero far pensare.
Amministrazioni di centrosinistra in regioni amministrate dal centrosinistra. 
Peraltro, città come Forlì o Catania, non penso possano essere contestate per la loro proposta storica-artistica-infrastrutturale eccetera.
Sempre sulla premessa che io non sono più espressione o fiancheggiatore di questo centro destra, come è noto, già il 28 dicembre 2025 sono intervenuto sul tema e sono stato facile profeta nel dire che presentare due proposte nella stessa provincia, quella di Benevento-Pietrelcina e quella della Valle Caudina era una miopia di chi coltiva solo il proprio orticello, ma non ha una visione del futuro del territorio.
Mi assumo la responsabilità di quello che dico: La responsabilità di questa "bocciatura" ha due nomi: Mastella e Matera.
Non è possibile che il sindaco di Benevento, nonché leader plenipotenziario della provincia di Benevento non si sia accorto che contemporaneamente si stava depositando anche un altro progetto di candidatura che aveva come area di riferimento la Valle Caudina e come epicentro Bucciano.
E' così che si governa e si seguono i percorsi e le chances del territorio?
MAstella e MAtera, non preoccupatevi. Benevento e il Sannio, saranno sicuramente, per il loro potenziale, indicate quali capitali della cultura.
Magari nel 2029, quando probabilmente ci saranno altri a rappresentare Benevento ed il Sannio".

Alessio Scocca, consigliere comunale Pietrelcina
"Dispiace che la candidatura di Benevento-Pietrelcina a Capitale Italiana della Cultura non sia entrata nella shortlist delle dieci finaliste.
Da consigliere di opposizione, ma prima ancora da cittadino, avrei voluto che il nostro territorio arrivasse fino in fondo, perché sarebbe stata un'opportunità importante per tutti.
Allo stesso tempo va ricordato che Capitale della Cultura non è un concorso basato esclusivamente sul patrimonio storico, artistico o spirituale di una terra.
Il riconoscimento si fonda soprattutto sulla qualità della proposta, sulla visione e sulla capacità progettuale, che evidentemente in questo caso non sono state ritenute sufficientemente convincenti rispetto ad altre candidature.
Questo risultato non mette in discussione il valore del Sannio, che resta enorme.
Deve però essere l'occasione per fare tesoro di questa esperienza, uscire da una narrazione autocelebrativa che spesso produce più annunci che risultati e iniziare a costruire basi solide per progetti davvero credibili e condivisi.
I riconoscimenti veri, non si proclamano, ma si costruiscono dalle fondamenta.
Solo così, in futuro, si potrà arrivare a traguardi importanti con maggiore preparazione e meno retorica".

Vincenzo Lombardi, responsabile Dipartimento Regionale del Turismo della Lega Salvini Premier
"Purtroppo lo avevamo detto fin dall'inizio.
La doppia candidatura nel Sannio, Benevento-Pietrelcina e Città Caudina, era una scelta strategica sbagliata, destinata a ritorcersi contro il territorio.
Oggi ne abbiamo la conferma: né Benevento né Città Caudina figurano tra le dieci finaliste per la Capitale Italiana della Cultura 2028.
In tutta Italia le candidature sono state gestite con logica di coesione: Lazio, Toscana, Sicilia, Lombardia ed Emilia-Romagna hanno saputo fare squadra.
La Campania, invece, caso unico, si è presentata con sei proposte frammentate, due delle quali provenienti dalla provincia di Benevento.
Scelte non strategiche che hanno indebolito e trasformato un'opportunità in occasione persa.
Oggi, il sindaco di Benevento piange sul latte versato, menando il can per l'aia, ma dovrebbe assumersi la responsabilità di questo fallimento.
Ha diviso una provincia che avrebbe dovuto guidare, frammentando e disunendo il territorio per la sua mania di protagonismo, senza alcuna strategia condivisa.
A questo si aggiunge la Regione Campania, che ha abdicato al proprio ruolo di guida, restando in silenzio mentre la frattura si consumava.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: delle sei candidature campane, tra le dieci finaliste ne figura soltanto una.
E' il fallimento di una classe dirigente divisa, incapace di lavorare per un obiettivo comune, in cui contano più le ambizioni personali o di partito che l'interesse del territorio".
 

comunicato n.175595




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