Con Cosimo Testa ebbi sempre un bellissimo rapporto, favorito, quest'utimo, dal suo carattere aperto e cordiale
Terenzio Mazzeo, altro otorino del "Rummo", con Testa e Filippella, i miei contatti sono stati minori, anche lui rimane una bella ed indimenticabile figura di medico che ha operato al "Rummo"
Nostro servizio
E' di tre specialisti in Otorinolaringoiatria, che svolsero la propria attività al "Rummo" negli stessi anni, che, questa domenica, Peppino De Lorenzo ne rinverdisce la memoria.
Si tratta di Cosimo Testa, Terenzio Mazzeo e Salvatore Filippella.
Cosimo Testa
La presenza nel nosocomio cittadino di Cosimo Testa (nella foto di apertura) fu più breve di quella dei suoi colleghi in quanto, essendo lui anche medico di famiglia nella sua natia Pontelandolfo, come altri sanitari, ad un tratto, complice la nuova normativa, fu costretto ad operare una scelta. E così, lasciando l'Ospedale, preferì dedicarsi, esclusivamente, agli assistiti.
Per lungo tempo, fu anche sindaco di Pontelandolfo.
Con Cosimo ebbi sempre un bellissimo rapporto, favorito, quest'utimo, dal suo carattere aperto e cordiale.
Rapporto che non si concluse quando lui lasciò il nosocomio cittadino, ma che, ininterrottamente, proseguì fino alla sua morte prematura.
Proprio in questi giorni, il figlio, Ovidio Valerio (nella prima foto in basso), anche lui medico operante, però, in una specialità dicersa da quella del padre, l'oculistica, eletto, come il genitore, nell'ultima consultazione elettorale, sindaco di Pontelandolfo, si è posto, in prima persona, ad affrontare l'annoso problema delle precarie condizioni assistenziali in cui versa il "Rummo" e, segnatamente, il Pronto Soccorso.
E' questo il motivo per cui, oggi, è mio desiderio riproporre quanto scrissi a Valerio nel momento in cui, due anni fa, divenne primo cittadino.
"Caro sindaco, si legge nella nota, in questo particolare momento, non posso chiamarti per nome, ma è giusto che mi rivolga a te con il rispetto del ruolo che, meritatamente, hai raggiunto, con l'intento, e sono convinto che ci riuscirai, ad apportare un doveroso rinnovamento a Pontelandolfo.
Nel momento in cui ho appreso della tua elezione, un'ondata di commozione, credimi, mi ha preso e, da subito, il ricordo di tuo padre è ritornato innanzi ai miei occhi più vivo che mai.
Oggi, tu occupi il ruolo di sindaco che, un tempo, fu del tuo genitore, Cosimo, il mio indimenticabile collega, o meglio amico carissimo, medico otorino, con il quale trascorsi, pieno di speranze, i miei primi anni al "Rummo".
Nella vita ho incontrato persone meravigliose, ma anche molti cattivi, privi di scrupoli e moralità, ingrati sino all'inverosimile.
Tuo padre, al quale ho voluto un bene dell'animo, ha fatto parte della schiera, sia pure esigua, degli uomini meravigliosi.
Lui è andato via dalla scena del mondo qualche anno fa, con tanti ricordi e, per questo, ritengo di essere stato molto fortunato ad avere avuto sempre ottimi rapporti con lui.
Le bruttezze del mondo spesso dipendono dalla vita che ci costruiamo intorno.
Quando si spense, lo ricorderai, proprio attraverso "Gazzetta di Benevento", fui uno dei pochi a ricordarsi di lui, pubblicamente.
Tuo padre fu tra i fondatori del Pd nel Sannio, ma, purtroppo, la politica è spesso dimentica dei suoi figli migliori.
Mi ritorna alla mente, in questo momento, la telefonata accorata di tua madre che, nel manifestarmi la sua gratitudine, si aprì con me, unitamente al suo carico di amarezze.
Il tempo, come vedi, è galantuomo. Sempre.
Sono contento che darai tutto te stesso per la rinascita del Paese che ti appresti ad amministrare, onorando, in questo modo, il nome che porti.
E' mio vivo desiderio ritornare a Pontelandolfo e fare con te visita tuo padre al cimitero ed abbracciarti con lo stesso affetto che sempre ho nutrito per lui.
Per il momento, ti auguro ogni bene".
Il ricordo di Cosimo Testa è rimasto sempre vivo e presente in me, rimanendo lui uno dei colleghi che sapeva stabilire un rapporto vero ed autentico, comportamento che, oggi, non esiste più.
Ed è bello, veramente bello, assistere, a distanza di anni, che un suo figlio, all'epoca bambino ed oggi medico, si offra di cercare o almeno di tentare di ridare all'Ospedale "Rummo", quella dignità ed autorevolezza del tempo in cui io e Cosimo prestavamo lì la nostra opera professionale quotidiana.
Terenzio Mazzeo
Anche se con Terenzio Mazzeo (nella seconda foto in basso) i miei contatti sono stati minori, anche lui rimane una bella ed indimenticabile figura di otorino che ha operato al "Rummo".
Più chiuso caratterialmente, rimaneva sempre disponibile verso l'utenza.
Si ammalò, d'improvviso, nel pieno vigore della maturità intellettuale.
Molto toccante la breve nota che, il 15 aprile 2018, scrisse, indirizzandola ai pazienti ed a tutti gli amici, quando gli fu diagnosticato il terribile male che, da subito, dimostrò di non concedere speranze e che, in un breve spazio di tempo, lo condusse alla morte.
"Cari amici e compagni - nella nota era possibile leggere - vi annuncio che ho un tumore al polmone. E' una cosa grave, ma, purtroppo, lo annuncio solo per salutarvi e ringraziarvi per l'affetto che ancora avete per me.
Ciao a tutti quelli che mi vogliono bene e spero che me ne vorranno ancora, Ciao".
Terenzio Mazzeo riposa nella sua Beltiglio di Ceppaloni.
Salvatore Filippella
Anche di Salvatore Filippella serbo un piacevole ricordo.
Lo conobbi poco dopo il mio arrivo in Ospedale e tra di noi si stabilì una perfetta sintonia.
Sempre disponibile, tante le volte, nel corso di quegli anni, ho fatto ricorso a lui per i miei pazienti.
Devo aggiungere che Salvatore aveva intessuto, da sempre, un consolidato rapporto di amicizia con alcuni miei familiari, sia da parte di mio padre, che di mia moglie e, per questo, mi accolse con affetto che non dimenticò mai.
I suoi discorsi, il ricordo di eventi vissuti insieme ai miei cognati, il rendersi, in definitiva, amico, per chi, come me, in quegli anni, si avvicinava alla professione, mi faceva sentire importante.
Si spense nel 2015, dopo alcuni anni dal pensionamento.
comunicato n.175534
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