Un incontro con la stampa e gli elettori perche' ho bisogno di togliermi di dosso gli schizzi di fango che mi sono stati buttati addosso
Sono stato licenziato con un messaggino su WhatsApp. Quando ho chiamato il sindaco non mi ha risposto neanche a telefono e cosi' anche chi gli e' molto vicino. Il telefono squillava ma nessuno rispondeva anzi qualcuno ha chiuso addirittura il collegamento. Sono stato vittima di un omicidio politico. Mai mi sarei aspettato una coltellata cosi', a sangue freddo, ha detto l'ex assessore Alessandro Rosa dopo la sua revoca messa in atto dal sindaco Mastella
Nostro servizio
Alessandro Rosa, assessore all'Ambiente fino a poche ore fa, repentinamente dimissionato dal sindaco Clemente Mastella, ha tenuto una conferenza stampa, alla presenza anche di tanti suoi amici ed elettori, per dar conto del suo operato e per esporre la sua opinione rispetto al fatto grave che ha tarpato le ali, almeno per il momento, alla sua carriera di politico ed amministratore cittadino
A Rosa, lo diciamo senza tentennamenti, non sono stati addebitate, per quanto abbiamo letto, gravi mancanze nella condotta amministrativa che potessero giudicare un suo allontamento dalla Giunta in maniera così netta e decisa.
La realtà è che Mastella aveva bisogno del voto ponderato e dunque molto pesante e determinante, del consigliere comunale Annalisa Tomaciello, nella elezione del prossimo Consiglio provinciale.
Tomaciello è entrata in Consiglio comunale nella lista "Benevento bellissima" capeggiata proprio da Alessandro Rosa che risultò essere il primo eletto con 622 voti.
Al quarto posto risultò con 447 voti proprio Oberdan Picucci ed a seguire Annalisa Tomaciello con 353 voti che entrò in Aula grazie allo scorrimento della lista.
I due, Picucci e Tomaciello, sono rimasti sempre legati da profonda amicizia e quando Picucci si è dimesso da presidente della Fondazione "Città-Spettacolo" perché si era accorto di non contare assolutamente nulla in quell'ambito dove decidevano tutto Mastella e poi Giordano, Tomaciello fece filtrare con garbo ma con fermezza, anche con noi, tutta la sua insoddisfazione ed evidentemente nelle settimane successive aveva anche fatto capire che volgeva al termine, a partire dalle prossime elezioni provinciali, il suo apporto ai mastelliani se non ci fosse stato un segnale di cambiamento.
Il sindaco di quel voto di Tomaciello aveva ed ha bisogno. Da qui lo sconvolgimento della Giunta ed il provvedimento punitivo nei confronti di Rosa che non aveva in Consiglio un suo compagno di cordata fedele quanto Tomaciello per Picucci.
Tutto qui.
Questa a noi pare la motivazione più semplice, e la ricostruzione più concreta e più attinente a quanto avvenuto a Rosa.
Quando è toccato ai giornalisti fare qualche domanda noi abbiamo fatto proprio questa considerazione aggiungendo che sono questi i gesti più brutti della politica che oggi non ha più rispetto per nulla quando deve raggiungere un obiettivo.
Ci meravigliamo però che Rosa se ne sia meravigliato (e qui al termine dell'incontro, dietro di noi, a conferma di quanto da noi considerato, una persona, forse un familiare di Rosa, ha detto grosso modo: Gli avevo detto di stare attento e che quello lì non mi piaceva...).
Il mancato rispetto, abbiamo poi aggiunto nel nostro intervento, è anche per quei 622 elettori che hanno indicato Rosa come loro rappresentante a Palazzo Mosti e che oggi si vedono privati, senza una motivazione adeguata, di un loro riferimento nell'Amministrazione Mastella.
E' noto, infatti, che il consigliere comunale non appena viene nominato assessore si deve dimettere dalla carica, cosa che ha dovuto fare anche Rosa, ma questo gesto, che per quanto ci riguarda rappresenta una giusta punizione prevista dalla legge per chi si candida a consigliere comunale per andare poi a fare l'assessore, lo priva di ogni potere politico e "contrattuale" nei confronti del sindaco che lo può revocare in qualunque momento vanificando così i suoi voti di rappresentanza e riaffidandolo alla "società civile".
Alessandro Rosa, nella sua lunga disamina dell'accaduto, è stato molto deciso nelle affermazioni e non ha mancato anche di emozionarsi quando ha parlato di lesione della sua dignità personale e non di politico o amministratore comunale.
Ho voluto questo incontro anche con gli amici della Stampa, ha esordito Rosa, perché con essi c'è sempre stato un rapporto di amicizia e di massima collaborazione istituzionale. Dopo questo terremoto a loro voglio porgere il mio saluto in aggiunta alla mia famiglia ed ai miei tanti amici (e qui Rosa si è fermato per un groppo alla gola generato dalla forte emozione del momento).
In questo stesso posto, nel 2016, da non candidato, feci il mio primo incontro con Mastella (alla sua prima elezione a sindaco di Benevento ndr).
La storia evidentemente si ripete perché qui c'è stato il principio e qui è celebrata oggi la fine.
Ho convocato questo incontro perché ho bisogno di togliermi di dosso gli schizzi di fango che mi sono stati buttati addosso.
Prendo atto, non potendo fare altrimenti, della decisione di Mastella e lo ringrazio per la fiducia accordatami sin qui.
Gli sono sempre stato vicino anche quando dovevo assumere posizioni scomode e non allineate ma consone alle convenienze del momento.
Il suo è stato nei miei confronti un comportamento scorretto visto che il mio defenestramento me lo ha annunciato con un messaggino su WhatsApp (purtroppo caro ex assessore con questi terribili mezzucci della comunicazione si dà contezza anche della fine di rapporti e di unioni ben più importanti quali quelli di un matrimonio, di un amore... ndr).
Penso che mi spettasse di essere convocato dal sindaco da cui avrei voluto ascoltare motivazioni serie e reali.
Evidentemente non aveva nulla da addebitarmi sia sul piano politico che su quello amministrativo.
Non mi ha risposto neanche al telefono, non lo ha fatto né lui né chi gli è molto vicino. Il telefono squillava ma nessuno rispondeva anzi qualcuno ha chiuso addirittura il collegamento.
Poi, poco doppo, è arrivato il messaggino.
Avrei voluto chiedergli: Ma che ti ho fatto? Non mi è stato consentito di farlo.
In pratica il mio valore è stato equiparato ad un messaggino su WhatsApp e questo non lo posso accettare.
Sono stato scaricato e tradito da giochi politici, ha proseguito Rosa con decisione.
Sono stato vittima di un omicidio politico. Mai mi sarei aspettato una coltellata così, a sangue freddo.
Ed allora perché? Perché ho fatto bene, ho portato risultati importanti come la inclusione per cinque anni consecutivi nella lista di città Plastic Free e questo mi ha messo nelle condizioni di essere un elementio ingombrante?
Sono andato quotidianamente, ha detto Rosa nell'elencare le cose fatte senza considerare che esse non c'entrano assolutamente nulla con il suo licenziamento, a controllare i lavori in città perché ci ho sempre creduto nelle cose da fare.
Ho una sola faccia e non consento a nessunio di dubitare di me.
I dati vanno esaminati prima degli umori e degli interessi politici.
Non rivendico meriti personali né voglio trasformare questa vicenza squallida in una questione a carattere individuale.
Il lavoro svolto è stato fatto grazie al dirigente, ai funzionari ai collaboratori tutti del Settore Ambiente con i quali abbiamo trascorso al lavoro anche le festività di Pasqua e di Natale.
Questo è un lavoro che meritava e merita rispetto.
Tra gli addebiti, solo di natura politica, che mi vengono fatti, ci sarebbe la mia ambizione a fare il sindaco della città.
Mai espresso queste ambizioni ma anche se le avessi avute innanzituttio le avrei comunicate al sindaco che è stato il mio riferimento politico fino ad ieri.
E poi, è reato pensarci, peraltro relativamente ad un sindaco non più ricandidabile, anche se non si appartiene al rango familiare di Mastella?
In questa sala vedo un grande sindaco (Pasquale Viespoli ndr) che saluto con simpatia e rispetto perché è stato quello che ha aperto le Istituzioni a tutti, anche a chi non era della sua parte politica.
Io sarei stato colpevole di aver immaginato di candidarmi a sindaco della città e tutti gli altri che giustamente ancora vi aspirano?
Qui qualsiasi cosa si faccia è vista come reato di lesa maestà.
Vedrete in quanti litigheranno sulla successione a Mastella.
Mi è stato addebitato, per dare un senso alla mia revoca, ha proseguito Rosa, di aver flirtato con l'opposizione.
Come è possibile dire questo?
Un mese e mezzo fa ho organizzato una campagna elettorale a favore del figlio di Mastella, Pellegrino.
Questo atto di revoca mi giunge dopo le elezioni regionali a cui ho contribuito con i miei voti.
Questo è un atteggiamento tipico di chi usa e getta le persone.
La stessa sorte è toccata a Nicola Boccalone alla Provincia dove il suo incarico di dirigente è stato depotenziato dall'amico del sindaco, Lombardi, dopo che Boccalone si è candidato alle regionali con il Centrodestra.
A lui va la mia solidarietà umana e politica.
Ma lo stesso Mastella ha fatto con Erminia Mazzoni, con Gerardo Giorgione, Gino De Nigris ed altri ancora.
Oggi è il mio turno, sono il settimo a fare questa fine con il metodo di un cinismo politico senza eguali.
Mi ha usato Mastella e poi scaricato. Non me lo sarei mai aspettato.
Ho dovuto liberare un posto in Giunta, per un voto ponderato alle elezioni provinciali.
E Picucci con Tomaciello che sono stati visti con Luigi Barone della Lega (una circostanza che Barone conferma in un post ndr) dove afferma, Barone, che evidentemenmte i flirt con la Lega sono premianti...
I miei rapporti con l'opposizione li dovevano denunciare prima delle elezioni regionali. Ora che senso ha?
Basta essere guelfi e ghibellini.
Ricordo di essere stato l'unico assessore ad aver ricevuto dall'opposizione degli emendamenti al Bilancio, bocciati dalla maggioranza, per farmi avere più soldi per operare per il Verde pubblico.
E poi, ha proseguito Rosa, perché devo nascondere di essere amico della famiglia Bello che ha votato Luigi Diego Perifano alle scorse elezioni comunali?
Siamo rimasti su posizioni diverse ma non per questo abbiamo interrotto i nostri rapporti di amicizia.
La politica è altro, però, se siamo sotto un regime, diciamocelo, perché la città da tanto va liberata.
Nei miei confronti è stato posto in essere un atto scomposto ed umanamente scorretto o siamo ai tempi del fascismo quando il capo si indispettiva e puniva?
Solo Mastella può ospitare a casa sua due ministri del Centrodestra mentre io non posso salutare persone con le quali ho avuto ed ho rapporti ultraventennali?
Dalle elezioni amministratiove del 2021, poi alle politiche del 2022, alle europee del 2024 ed alle regionali del 2025, ho sempre votato e fatto votare la famiglia Mastella.
Quel 27% di voti raggiunti in città ultimamente è frutto anche del lavoro di assessori e consiglieri comunali nei confronti dei quali bisognerebbe avere maggiore rispetto.
Tutta l'opposizione mi ha espresso solidarietà per quanto accadutomi e lo ha fatto anche Francesco Rubano che peraltro non ho mai conosciuto e così Domenico Matera e Luigi Barone.
Li intrazio e ringrazio anche chi della maggioranza mi ha chiamato.
Io sono l'assessore che ha realizzato in questi quattro anni, ben 15 parchi giochi per i bambini; un impianto multimateriale per i rifiuti; i progetti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza; l'apiario cittadino per la produzione del miele; la gestione dei pini; la rimozione dei rifiuti nei fiumi; che ha sostituito le panchine e che ha creato delle postazioni per i fumatori con raccoglitori di cicche di sigarette e la potatuira degli alberi.
Ho anche fatto mettere i nuovi cestini nel centro storico che sono come quegli storici al Vaticano e poi abbiamo realizzato il bollino blu per le caldaie, il campo di Basket a San Gennaro, l'area fitness a via Aldo Moro.
Abbiamo attivato le guardie ambientali per gli sversamenti abusivi dei rifiuti e realizzato il regolamento del verde e gli Stati Generali dell'Ambiente fino ad arrivare ad 8 macchine mangiaplastica.
Di tutto questo io vado fiero.
Sono i miei risultati conseguiti con chi ha condiviso con me questo viaggio.
Nonostante tutto ciò sono stato rimosso dall'incarico.
Non sono un giocatore che agisce su più tavoli.
Sono una persona perbene che ha dato il cuore per questa città.
Non alimento polemiche sterili ma sono per il principio della trasparenza e della correttezza, quello che con me non è stato usato.
Gli incarichi passano, le scelte restano.
Io resto qui non come un ex, ma come cittadino e come uomo delle istituzioni.
Sono stato il più votato in una lista dove c'erano tanti pesi massimi ed ho preso 622 voti frutto di amicizia personale.
Non mi hanno visto arrivare e non mi portavano in conto ma giunto al primo posto hanno dovuto darmi l'assessorato.
Sono stato il quarto più votato in città.
Infine Rosa rispondendo alla nostra considerazione sull'offesa resa alle 622 persone che lo hanno votato e che ora si vedono private della reappresentanza a Palazzo Mosti ha detto: Chiedo scusa ai miei elettori. Ci hanno fermati.
In queste ore però ho avuto una ondata di affetto che non immaginavo.
Sbaglia chi pensa di avermi silenziato e sbaglia di grosso, ha concluso l'ex assessore.
comunicato n.175524
Società Editoriale "Maloeis" - Gazzetta di Benevento - via Erik Mutarelli, 28 - 82100 Benevento - tel. e fax 0824 40100
email info@gazzettabenevento.it -
partita Iva 01051510624
Pagine visitate 728633615 / Informativa Privacy