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Benevento, 16-01-2026 18:11 ____
Se pensiamo alla situazione dei greci e cioe' che siamo mortali, saremo anche tutti piu' buoni e rilassati
La gente e' assalita da un'ansia da prestazioni, performance spinte, insonnia ed il 55% degli italiani vive con i psicofarmarci ed a chi non basta passa alla cocaina. Ed allora? Siamo tutti piu' felici cosi'? ha detto Umberto Galimberti al Festival della Filosofia organizzato da Carmela D'Aronzo
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Umberto Galimberti, già docente di antropologia culturale, filosofia della storia, psicologia dinamica all'Università "Ca' Foscari" di Venezia, ha recuperato il suo precedente impegno con la folta partecipazione di giovani che è oramai caratteristica dell’Associazione culturale filosofica "Stregati da Sophia" presieduta da Carmela D'Aronzo (nella diciottesima foto in basso è con Galimberti).
L'incontro con Galimberti venne rinviato ad oggi, appunto, per via di una indisposizione del docente.
Oggi ha tenuto la sua relazione nel Cinema Teatro "San Marco" sul tema: "Conosciamo noi stessi?"
Prima che l'evento avesse inizio, Galimberti ha incontrato i giornalisti lungo via Traiano.
Conosciamo davvero noi stessi, gli è stato chiesto?
Io sono greco, ha detto, ma pensiamo che siamo mortali. Non accettando questa condizione ci inventiamo il "io voglio" ma questa è tutta una illusione.
Se pensiamo alla situazione dei greci e cioè che siamo mortali, saremo anche tutti più buoni e rilassati.
Galimberti ha anche sempre manifestato la sua avversità per l'uso esagerato che si fa dei cellulari e dunque ha risposto anche su questa circostanza.
Ho accompagnato il mio nipotino a scuola ed una signora mi ha detto: Il mio nipotino fa la quarta elementare e vuole un telefonino. Che devo fare? mi ha chiesto.
Io le ho risposto: Glielo dia perché non è che se non glielo dà lo priva di un mezzo tecnico, lo priva della socializzazione.
Questo sottintende il fatto che la tecnica è diventata un mondo.
La gente continua a pensare che la tecnica sia un mezzo nella mani dell'uomo.
Ma quando mai...?
E' diventata società perché noi oggi parliamo con i telefonini.
E' diventata psicologia e persino psicopatologia cambiando i connotati della depressione.
Prima essa, la depressione, aveva come tematica il senso di colpa. Oggi ha il senso della inadeguatezza e cioè: Ce la faccio o non ce la faccio a raggiungere quell'obiettivo nell'ambito dell'apparato cui appartengo?
Viene un'ansia da prestazioni, performance spinte, insonnia ed il 55% degli italiani vive con i psicofarmarci ed a chi non basta passa alla cocaina.
Ed allora? Siamo tutti più felici così?
Poi a Galimberti è stato chiesto perché ha scelto, per il suo ultimo libro, il titolo "L'etica del viandante"?
Quello è un discorso fantastico, ha risposto, che non è un viaggiatore che ha in mente solo la meta ma vuole conoscere il mondo, fa esperienze fra differenze.
Immaginate che a Roma o Milano ci possa essere un sindaco musulmano...
Tutto è permesso. Anche in Inghilterra ma noi siamo molto indietro rispetto a questa dimensione.
Ora abbiamo il problema degli immigrati che non integriamo e li lasciamo in giro. Loro però avranno fame come tutti e quindi fanno danni che servono per attivare i decreti sulla sicurezza.
Sin qui l'ospite del Festival della Filosofia.
Entrati in Teatro c'è stata la firma dei libri acquistati dai suoi lettori (nelle foto in basso dalla prima e fino alla diciassettesima) e poi è toccato a Carmela D'Aronzo aprire l'evento riprendendo e concludendo il discorso sulla "Conoscenza" che è stato il tema della passata edizione del Festival.
Galimberti partecipa alla nostra manifestazione oramai da molti anni ed è sempre un piacere ascoltare le sue relazioni per l'elevato spessore culturale di cui sono composte, ha detto D'Aronzo.
Al centro della sua riflessione sta l'uomo che, in un mondo sempre più dominato dalla tecnica, si sente un "mezzo" nell'universo dei mezzi, riuscendogli sempre più difficile trovare e dare un senso alla sua vita, alla sua esistenza.
Qjuindi il presidente D'Aronzo ha letto la lunga scheda del curriculum di Galimberti al termine della quale ha dato la parola al professore che peraltro in serata era atteso altrove per un'altra conferenza. 
Con Galimberti non facciamo altro questo pomeriggio che approndire ancora il tema della "Conoscenza" trattato dai precedenti relatori di questa XII edizione della rassegna.
Una domanda però, "Conosciamo noi stessi?", era rimasta sospesa ed oggi viene analizzata da Galimberti. Noi pensiamo di conoscerci ed invece ci sono dei lati oscuri che fanno parte del nostro mondo interiore e ci impediscono di avere una conoscenza della realtà.
Dio non è padrone in casa propria, diceva Freud, ha concludo il presidente.
Galimberti ha preso la parola per dire che non conosciamo noi stessi.
Pensiamo di essere un Io che fa riferimento alla nostra parte razionale e pensiamo che nell'Io si raccolga la nostra identità ma niente di più sbagliato.
L'Io è in certo qualmodo solo unio pseudonimo.

  

  

  

  

  

  

  

  

  

  

  

  

  

  

comunicato n.175513




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